Enrique Meneses - Guerrilleros en descanso

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Kai Brückner
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Enrique Meneses - Fidel Castro in
Sierra Maestra
Ritratto fotografico, Carta baritata - Timbro dell'artista - 1/1
Questa foto è una vera gioiello, realizzata da Enrique Meneses Miniaty tra dicembre 1957 e marzo 1958.
È una foto unica in tale misura di 58 cm x 39 cm.
Fotografia montata su pannello rigido di livello professionale per garantire la stabilità dimensionale. Il finish, concepito secondo criteri di estetica contemporanea, priorizza la planità e la neutralità visiva, permettendo alla fotografia di mantenere la sua integrità espositiva in condizioni di alta exigencia
Come firma porta il timbro della fondazione che porta lo stesso nome dell'autore della fotografia.

Descrizione
Momento della battaglia di Pino del Agua. Fidel e Che Guevara ascoltano le spiegazioni di "Maracaibo", che veniva da spiare le truppe di Batista. All’estremità, a sinistra, Camilo Cienfuegos, in una delle poche foto esistenti di lui in Sierra Maestra.

Enrique Meneses Miniaty (1929-2013)
Giornalista e fotografo
La sua carriera inizierà davvero quando, all’inizio degli anni ’50, si presenta al Cairo con un solo biglietto di andata e lì si ritrova tra i migliori fotografi e giornalisti del momento: Sharok Hatami, Jean Roy, David Seymour, René Burri di Magnum e Howard Sochurek di Life, tra gli altri. Di quest’epoca sono le sue superbe foto di Abu Simbel scelte dall’UNESCO per la campagna di salvataggio dei templi.
Nell’estate del ’56 decide di partire con il suo amico Jaime Cavero per il viaggio fino a Città del Capo in autostop, racconto che filmerà nel suo libro Africa da Cairo a Capo.
Al suo ritorno, in autunno, scoppia la Crisi di Suez con l’espulsione della Stampa franco-inglese. È allora una grande opportunità per Meneses che, grazie al perfetto dominio del francese e al suo passaporto spagnolo, può restare e trasmettere clandestinamente le sue croni del conflitto alla stazione Europa Numero 1 e alla grande rivista Paris-Match. Lo settimanale lo assume ufficialmente e nel 1957 lo invia a vedere cosa succede a Cuba dove alcuni cubani barbuti si rifugiano in montagna per combattere contro il governo. Resterà undici mesi sull’isola, riuscendo a convivere quattro mesi con Fidel e Raúl Castro, con Che Guevara e il suo pugno di uomini. Le sue foto di Sierra Maestra, che riesce a inviare clandestinamente cucite nelle volute di una giovane che vola verso Miami, faranno la storia e saranno pubblicate in prima pagina della rivista per diverse settimane: un’esclusiva mondiale con rivendita alle pubblicazioni di tutto il mondo!
È l’unico giornalista a riuscire a salire e rimanere a Sierra Maestra. Le sue foto sono le uniche esistenti della rivoluzione nascente.
Poi decide che preferisce essere free-lance e prima crea un’agenzia fotografica a Parigi, Delta Press, prima di fare il grande salto negli Stati Uniti. Durante gli anni vissuti a New York sarà testimone eccezionale di tutti i grandi avvenimenti appassionanti dei primi anni ’60: la lotta per i diritti civili, la crisi dei missili, la visita della Gioconda, i funerali di Kennedy, ecc.... Di quegli anni sono le sue foto del divino Dalí, di un giovane Aznavour al Carnegie Hall, di Martin Luther King il giorno di I have a dream, Marlon Brando, Paul Newman, Joan Baez, Bob Dylan, Pete Seeger, Harry Belafonte, Sidney Poitier nella Marcia su Washington e anche di Hitchcock con Tippi Hedren, Peter O'Toole con David Niven.
Spiccano le sue interviste al Sha e a Farah Diba, al Re Hussein di Giordania, al Re Fahd d’Arabia, le sue ricerche sul Ku Klux Klan o sugli Indiani d’America.
Enrique Meneses è autore di diversi libri:
* Fidel Castro (1966), con edizioni in Spagna, USA, Gran Bretagna, Germania e Giappone.
* Nasser, l’ultimo faraone (1968), indispensabile per capire il Medio Oriente
* La Strega Nuda (1976), saggio sulla stregoneria
* Sèso e Sesso (1979), sull’interazione tra cervello e sesso
* La nostalgia è un errore, José Luis de Vilallonga (1980)
* Scritto in carne (1981), la retrobottega dei suoi grandi reportage. Un canto alla professione e di lettura obbligata per un futuro giornalista
Una esperienza umana..Robinson in Africa (1984)
* Castro, inizia la rivoluzione (1995)
* Africa da Cairo a Capo (1998) La sua incredibile spedizione attraverso il continente prima della decolonizzazione
* Fino a qui siamo arrivati (2006), le estese memorie di Meneses
* Nel giugno 2013, La Fábrica ha pubblicato un grande libro fotografico postumo: Meneses, la Vita di un reporter.
Ha ricevuto prestigiosi premi:
* Anigp-TV 2005 per la sua carriera come corrispondente di guerra
* Cirilo Rodríguez d’onore 2010 al miglior corrispondente o inviato speciale
* Rodríguez Santamaría 2010 (APM) in omaggio ai suoi 60 anni di carriera
Due film hanno raccontato la sua ricca vita professionale: Cien miradas de Enrique Meneses

Enrique Meneses - Fidel Castro in
Sierra Maestra
Ritratto fotografico, Carta baritata - Timbro dell'artista - 1/1
Questa foto è una vera gioiello, realizzata da Enrique Meneses Miniaty tra dicembre 1957 e marzo 1958.
È una foto unica in tale misura di 58 cm x 39 cm.
Fotografia montata su pannello rigido di livello professionale per garantire la stabilità dimensionale. Il finish, concepito secondo criteri di estetica contemporanea, priorizza la planità e la neutralità visiva, permettendo alla fotografia di mantenere la sua integrità espositiva in condizioni di alta exigencia
Come firma porta il timbro della fondazione che porta lo stesso nome dell'autore della fotografia.

Descrizione
Momento della battaglia di Pino del Agua. Fidel e Che Guevara ascoltano le spiegazioni di "Maracaibo", che veniva da spiare le truppe di Batista. All’estremità, a sinistra, Camilo Cienfuegos, in una delle poche foto esistenti di lui in Sierra Maestra.

Enrique Meneses Miniaty (1929-2013)
Giornalista e fotografo
La sua carriera inizierà davvero quando, all’inizio degli anni ’50, si presenta al Cairo con un solo biglietto di andata e lì si ritrova tra i migliori fotografi e giornalisti del momento: Sharok Hatami, Jean Roy, David Seymour, René Burri di Magnum e Howard Sochurek di Life, tra gli altri. Di quest’epoca sono le sue superbe foto di Abu Simbel scelte dall’UNESCO per la campagna di salvataggio dei templi.
Nell’estate del ’56 decide di partire con il suo amico Jaime Cavero per il viaggio fino a Città del Capo in autostop, racconto che filmerà nel suo libro Africa da Cairo a Capo.
Al suo ritorno, in autunno, scoppia la Crisi di Suez con l’espulsione della Stampa franco-inglese. È allora una grande opportunità per Meneses che, grazie al perfetto dominio del francese e al suo passaporto spagnolo, può restare e trasmettere clandestinamente le sue croni del conflitto alla stazione Europa Numero 1 e alla grande rivista Paris-Match. Lo settimanale lo assume ufficialmente e nel 1957 lo invia a vedere cosa succede a Cuba dove alcuni cubani barbuti si rifugiano in montagna per combattere contro il governo. Resterà undici mesi sull’isola, riuscendo a convivere quattro mesi con Fidel e Raúl Castro, con Che Guevara e il suo pugno di uomini. Le sue foto di Sierra Maestra, che riesce a inviare clandestinamente cucite nelle volute di una giovane che vola verso Miami, faranno la storia e saranno pubblicate in prima pagina della rivista per diverse settimane: un’esclusiva mondiale con rivendita alle pubblicazioni di tutto il mondo!
È l’unico giornalista a riuscire a salire e rimanere a Sierra Maestra. Le sue foto sono le uniche esistenti della rivoluzione nascente.
Poi decide che preferisce essere free-lance e prima crea un’agenzia fotografica a Parigi, Delta Press, prima di fare il grande salto negli Stati Uniti. Durante gli anni vissuti a New York sarà testimone eccezionale di tutti i grandi avvenimenti appassionanti dei primi anni ’60: la lotta per i diritti civili, la crisi dei missili, la visita della Gioconda, i funerali di Kennedy, ecc.... Di quegli anni sono le sue foto del divino Dalí, di un giovane Aznavour al Carnegie Hall, di Martin Luther King il giorno di I have a dream, Marlon Brando, Paul Newman, Joan Baez, Bob Dylan, Pete Seeger, Harry Belafonte, Sidney Poitier nella Marcia su Washington e anche di Hitchcock con Tippi Hedren, Peter O'Toole con David Niven.
Spiccano le sue interviste al Sha e a Farah Diba, al Re Hussein di Giordania, al Re Fahd d’Arabia, le sue ricerche sul Ku Klux Klan o sugli Indiani d’America.
Enrique Meneses è autore di diversi libri:
* Fidel Castro (1966), con edizioni in Spagna, USA, Gran Bretagna, Germania e Giappone.
* Nasser, l’ultimo faraone (1968), indispensabile per capire il Medio Oriente
* La Strega Nuda (1976), saggio sulla stregoneria
* Sèso e Sesso (1979), sull’interazione tra cervello e sesso
* La nostalgia è un errore, José Luis de Vilallonga (1980)
* Scritto in carne (1981), la retrobottega dei suoi grandi reportage. Un canto alla professione e di lettura obbligata per un futuro giornalista
Una esperienza umana..Robinson in Africa (1984)
* Castro, inizia la rivoluzione (1995)
* Africa da Cairo a Capo (1998) La sua incredibile spedizione attraverso il continente prima della decolonizzazione
* Fino a qui siamo arrivati (2006), le estese memorie di Meneses
* Nel giugno 2013, La Fábrica ha pubblicato un grande libro fotografico postumo: Meneses, la Vita di un reporter.
Ha ricevuto prestigiosi premi:
* Anigp-TV 2005 per la sua carriera come corrispondente di guerra
* Cirilo Rodríguez d’onore 2010 al miglior corrispondente o inviato speciale
* Rodríguez Santamaría 2010 (APM) in omaggio ai suoi 60 anni di carriera
Due film hanno raccontato la sua ricca vita professionale: Cien miradas de Enrique Meneses

Dettagli

Artista
Enrique Meneses
Venduto da
Proprietario o rivenditore
Titolo dell'opera
Guerrilleros en descanso
Condizione
SPL (Splendido)
Tecnica
Stampa alla gelatina d'argento
Altezza
58 cm
Larghezza
39 cm
Firma
Con timbro
Genere
Fotogiornalismo
Venduto da
SpagnaVerificato
163
Oggetti venduti
100%
Privato

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