Ornamento decorativo - Spagna - Barco Art brut






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Barca in stile art brut attribuita a Auguste Forestier, circa anni 1980, realizzata in ottone e legno con particolari in resina e carta, dimensioni 102 cm di larghezza, 52 cm di altezza, 25 cm di profondità, origine Spagna, in buono stato d’uso con segni del tempo e imperfezioni.
Descrizione del venditore
Certo è che questo pezzo respira esattamente quello spirito art brut che Auguste Forestier ha trasformato nel linguaggio proprio: una barca che non imita, ma inventa; che non rappresenta, ma delira con coerenza interna; che si costruisce dall’accumulazione di materiali umili eterogenei per diventare una creatura poetica, quasi totemica.
Qui, lo scafo aperto, le sovrastrutture improvvisate e le strutture che sembrano surgere una dall’altra rivelano quella logica dell’assemblaggio spontaneo: legno che conserva la sua ruvidità, ottone che apporta riflessi di meccanica antica, resina modellata come se fosse osso o carne della stessa barca, carta che funge da pelle fragile, come membrana o come ricordo di qualcosa che non esiste più. Nulla è nascosto: la costruzione si mostra nuda, con un orgoglio primordiale, come se la barca fosse in procinto di nascere o di disfarsi.
La presenza di piccole figure, montanti, bandierine e elementi che sembrano improvvisati rafforza quella sensazione di narrazione interna, così forestieriana: la barca non è solo un oggetto, ma un personaggio. Un essere ibrido, metà macchina, metà animale, metà giocattolo rituale. La ciminiera nera si erge come spina dorsale; i montanti, sottili e quasi fragili, sostengono un sistema di segnali che sembra più magico che nautico; l’interno aperto mostra scomparti che ricordano cofanetti, cavità, organi.
L’insieme vibra con quell’estetica dell’invenzione marginale, dove ogni materiale conserva la propria identità ma si integra in un organismo comune. Non c’è intenzione di perfezione né di fedeltà storica: ciò che domina è l’immaginazione bruta, la libertà di costruire una barca che esiste solo nel mondo interiore del creatore. Quella mescolanza di ottone, legno, resina e carta non cerca armonia, ma vita: la vita irregolare, spontanea e profondamente umana dell’art brut.
Spedizione certificata e buon imballaggio.
Il venditore si racconta
Certo è che questo pezzo respira esattamente quello spirito art brut che Auguste Forestier ha trasformato nel linguaggio proprio: una barca che non imita, ma inventa; che non rappresenta, ma delira con coerenza interna; che si costruisce dall’accumulazione di materiali umili eterogenei per diventare una creatura poetica, quasi totemica.
Qui, lo scafo aperto, le sovrastrutture improvvisate e le strutture che sembrano surgere una dall’altra rivelano quella logica dell’assemblaggio spontaneo: legno che conserva la sua ruvidità, ottone che apporta riflessi di meccanica antica, resina modellata come se fosse osso o carne della stessa barca, carta che funge da pelle fragile, come membrana o come ricordo di qualcosa che non esiste più. Nulla è nascosto: la costruzione si mostra nuda, con un orgoglio primordiale, come se la barca fosse in procinto di nascere o di disfarsi.
La presenza di piccole figure, montanti, bandierine e elementi che sembrano improvvisati rafforza quella sensazione di narrazione interna, così forestieriana: la barca non è solo un oggetto, ma un personaggio. Un essere ibrido, metà macchina, metà animale, metà giocattolo rituale. La ciminiera nera si erge come spina dorsale; i montanti, sottili e quasi fragili, sostengono un sistema di segnali che sembra più magico che nautico; l’interno aperto mostra scomparti che ricordano cofanetti, cavità, organi.
L’insieme vibra con quell’estetica dell’invenzione marginale, dove ogni materiale conserva la propria identità ma si integra in un organismo comune. Non c’è intenzione di perfezione né di fedeltà storica: ciò che domina è l’immaginazione bruta, la libertà di costruire una barca che esiste solo nel mondo interiore del creatore. Quella mescolanza di ottone, legno, resina e carta non cerca armonia, ma vita: la vita irregolare, spontanea e profondamente umana dell’art brut.
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