André Kertész (1894–1985) - Disortions, 2 pictures






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Descrizione del venditore
1933 — Fotografia di Andor Kertész (più tardi André Kertész) (1894–1985), fotografo d’arte ungherese-francese-americano (No. 24 della serie Distortions), dall’archivio della Photographic Art Gallery sulla Váci utca della precedente Budapest Photo Company (FŐFOTÓ)
André Kertész (1894–1985)
Nato Andor Kertész il 2 luglio 1894 a Budapest in una famiglia ungherese-ebraica, si diploma alla Budapest Academy of Commerce nel 1912 e, lavorando come impiegato alla borsa, compra la sua prima macchina fotografica nello stesso anno, imparando la fotografia da solo attraverso ritratti di famiglia e amici, studi sulla campagna ungherese e scene dal fronte dietro le linee della Prima Guerra Mondiale, dove prestò servizio e fu ferito nel 1915 (Wikipedia, Artsy, Jackson Fine Art). Si trasferì a Parigi nel 1925, dove costruì una carriera di photojournalist e si fece strada nei circoli avanguardisti accanto a Fernand Léger, Piet Mondrian e Constantin Brâncuși, esponendo con Man Ray, Berenice Abbott e Lisette Model (Bruce Silverstein Gallery, Media Art Innovation). Nel 1936 emigrò a New York con la moglie Elizabeth, lavorando per Vogue, Harper’s Bazaar, Life e House & Garden; l’esplosione della guerra rese permanente quel trasferimento, e sebbene i suoi decenni americani siano stati a lungo segnati dall’oblio, dagli anni ’70 fu rilanciato come figura di spicco della fotografia d’arte, onorato con premi ed esposizioni personali in tutto il mondo fino alla sua morte a New York il 28 settembre 1985 (Wikipedia, Bruce Silverstein Gallery). Né strettamente surrealista né puro fotografo di reportage, fuse l’ironia del fotografo di strada e il senso del momento decisivo con un rigore formale modernista, ed è oggi considerato una delle figure fondatrici del fotojournalismo e della street photography, oltre che pioniere di angolazioni di macchina non ortodosse e di distorsioni ottiche (Bruce Silverstein Gallery, Jackson Fine Art).
Sulla serie Distortions (1933)
Nel 1933 la provocante rivista parigina Le Sourire commissionò a Kertész — che non aveva mai fotografato nudi prima — di produrre una serie di studi di figura. Usando specchi di luna park e specchi paraboli provenienti da un parco divertimenti parigino, realizzò circa duecento negativi in poco meno di quattro settimane, fotografando due modelle, Najinskaya Verackhatz e Nadia Kasine, i cui corpi riflessi sono allungati, compresso e frammentati in forme sinistre, quasi surrealiste (The Metropolitan Museum of Art, Wikipedia, National Gallery of Victoria). Le immagini selezionate apparvero su Le Sourire il 2 marzo 1933 e su Arts et métiers graphiques il 15 settembre 1933, e più tardi quell’anno Kertész pubblicò la serie come libro Distorsions. La serie è ora considerata un corpo canonico di fotografia del XX secolo, conservato in collezioni tra cui il Metropolitan Museum of Art.
1933 — Fotografia di Andor Kertész (più tardi André Kertész) (1894–1985), fotografo d’arte ungherese-francese-americano (No. 24 della serie Distortions), dall’archivio della Photographic Art Gallery sulla Váci utca della precedente Budapest Photo Company (FŐFOTÓ)
André Kertész (1894–1985)
Nato Andor Kertész il 2 luglio 1894 a Budapest in una famiglia ungherese-ebraica, si diploma alla Budapest Academy of Commerce nel 1912 e, lavorando come impiegato alla borsa, compra la sua prima macchina fotografica nello stesso anno, imparando la fotografia da solo attraverso ritratti di famiglia e amici, studi sulla campagna ungherese e scene dal fronte dietro le linee della Prima Guerra Mondiale, dove prestò servizio e fu ferito nel 1915 (Wikipedia, Artsy, Jackson Fine Art). Si trasferì a Parigi nel 1925, dove costruì una carriera di photojournalist e si fece strada nei circoli avanguardisti accanto a Fernand Léger, Piet Mondrian e Constantin Brâncuși, esponendo con Man Ray, Berenice Abbott e Lisette Model (Bruce Silverstein Gallery, Media Art Innovation). Nel 1936 emigrò a New York con la moglie Elizabeth, lavorando per Vogue, Harper’s Bazaar, Life e House & Garden; l’esplosione della guerra rese permanente quel trasferimento, e sebbene i suoi decenni americani siano stati a lungo segnati dall’oblio, dagli anni ’70 fu rilanciato come figura di spicco della fotografia d’arte, onorato con premi ed esposizioni personali in tutto il mondo fino alla sua morte a New York il 28 settembre 1985 (Wikipedia, Bruce Silverstein Gallery). Né strettamente surrealista né puro fotografo di reportage, fuse l’ironia del fotografo di strada e il senso del momento decisivo con un rigore formale modernista, ed è oggi considerato una delle figure fondatrici del fotojournalismo e della street photography, oltre che pioniere di angolazioni di macchina non ortodosse e di distorsioni ottiche (Bruce Silverstein Gallery, Jackson Fine Art).
Sulla serie Distortions (1933)
Nel 1933 la provocante rivista parigina Le Sourire commissionò a Kertész — che non aveva mai fotografato nudi prima — di produrre una serie di studi di figura. Usando specchi di luna park e specchi paraboli provenienti da un parco divertimenti parigino, realizzò circa duecento negativi in poco meno di quattro settimane, fotografando due modelle, Najinskaya Verackhatz e Nadia Kasine, i cui corpi riflessi sono allungati, compresso e frammentati in forme sinistre, quasi surrealiste (The Metropolitan Museum of Art, Wikipedia, National Gallery of Victoria). Le immagini selezionate apparvero su Le Sourire il 2 marzo 1933 e su Arts et métiers graphiques il 15 settembre 1933, e più tardi quell’anno Kertész pubblicò la serie come libro Distorsions. La serie è ora considerata un corpo canonico di fotografia del XX secolo, conservato in collezioni tra cui il Metropolitan Museum of Art.
