Feticcio / statuetta - Koulango / Akan - Costa d’Avorio






Dieci anni di esperienza nei settori di armi storiche, armature e arte africana.
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 138733 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Statuetta in bronzo intitolata 'Fétiche / statuette' proveniente dalla Costa d’Avorio, attribuita al gruppo Koulango (Akan), alta circa 19 cm.
Descrizione del venditore
Costa d’Avorio
Koulango / Abron / Attié?
Legno
Altezza: 190mm
Larghezza: 55mm
Profondità: 85mm
Peso: 1340gr
1. Attribuzione e contesto culturale
Questa statuetta di 18,5 cm, proveniente dalla Costa d’Avorio, presenta caratteristiche compatibili con la tradizione scultorea dei Koulango (o Kulango), popolo stabilitosi principalmente nel nord-est della Costa d’Avorio, attorno a Bouna, nonché nell’ovest del Ghana. I Koulango appartengono a un insieme culturale antico che ha intrattenuto rapporti stretti con i Lobi, i Nafana, i Lorhon e i popoli Akan. La loro statua è relativamente rara e meno documentata rispetto a quella Baoulé o Senoufo, il che le conferisce un interesse etnografico particolare. L’attribuzione a questo gruppo è coerente con la morfologia generale della scultura, anche se una certezza assoluta richiederebbe una provenienza documentata o una expertise sul campo.
2. Descrizione stilistica
La scultura rappresenta un personaggio femminile seduto in una posizione stabile, le gambe fortemente richiuse in avanti. La composizione è volutamente spoglio e privilegia i volumi essenziali piuttosto che il realismo anatomico. Il torace è allungato, il collo particolarmente sviluppato e la testa adopta una forma triangolare dai contorni geometrici. Questa semplificazione volontaria costituisce una delle caratteristiche di diversi laboratori koulango.
3. La testa e il viso
La testa è proporzionalmente importante rispetto al corpo. La fronte è ampia e la capigliatura è indicata da una successione di sottili incisioni parallele. Gli occhi, a mandorla e socchiusi, esprimono maggiormente la concentrazione interna che l’osservazione del mondo esterno. Il naso lungo e dritto domina un volto stretto terminante con una bocca discreta. L’insieme produce un’espressione di calma, riserbo e autocontrollo, qualità particolarmente valorizzate nelle rappresentazioni legate al mondo degli antenati.
4. Il collo come elemento simbolico
Il collo molto allungato costituisce uno degli elementi più notevoli di questa scultura. In molte tradizioni dell’Africa Occidentale, un collo sviluppato simbolizza la nobiltà, la dignità e la capacità di assicurare la comunicazione tra il mondo visibile dei vivi e quello degli antenati o delle potenze invisibili. Questa esagerazione anatomica non ha quindi una funzione puramente estetica, ma traduce una qualità spirituale.
5. Il corpo femminile
I seni conici identificano chiaramente una figura femminile adulta. Nell’iconografia koulango, come in molti popoli vicini, la donna rappresenta frequentemente la continuità del lignaggio, la fecondità e la prosperità della comunità. Il ventre volutamente marcato ricorda simbolicamente l’origine della vita e l’appartenenza a una stirpe familiare. Il trattamento molto sobrio del corpo non cerca di riprodurre fedelmente l’anatomia ma di mettere in risalto le funzioni essenziali attribuite alla figura.
6. La postura seduta
La posizione seduta tradisce stabilità, autorità e permanenza. A differenza dei personaggi rappresentati in movimento, questa attitudine evoca una presenza duratura tra i vivi. Nelle tradizioni koulango, una tale postura è compatibile con una funzione protettiva o commemorativa. La base formata dalle gambe piegate assicura anche una eccellente stabilità, indispensabile per un oggetto destinato a rimanere su un altare domestico.
7. Probabile funzione rituale
Considerato il formato ridotto, questa statuetta era verosimilmente destinata a un uso domestico piuttosto che a una presentazione pubblica. Poteva essere conservata in un santuario familiare o su un altare dove venivano onorati gli antenati. Poteva anche essere portata in occasioni particolari legate alla protezione della casa, alle nascite, alle raccolte o a richieste di guarigione.
8. Supporto di una presenza spirituale
Nelle credenze koulango, la scultura non costituisce l’oggetto di venerazione stesso ma un supporto che permette di stabilire un legame con una potenza invisibile. La statuetta poteva accogliere simbolicamente la presenza di un antenato protettore, di uno spirito tutelare o di una forza benefica invocata durante i rituali. I sacrifici, libazioni o effusioni deposti sulla scultura rafforzavano questa relazione tra il mondo umano e il mondo spirituale.
9. Simbologia della femminilità
La scelta di una rappresentazione femminile è probabilmente legata a diverse nozioni complementari: fecondità, protezione materna, continuità delle generazioni e prosperità. In molte società di questa regione, le figure femminili incarnano anche la stabilità della cellula familiare e la trasmissione dei valori ancestrali.
10. Tracce di utilizzo
La superficie presenta una patina antica irregolare, abrasioni e depositi che evocano un uso prolungato. Queste alterazioni possono derivare da manipolazioni ripetute, applicazioni di oli vegetali, polveri mineral e altre sostanze rituali. L’usura omogenea osservata sulle parti sporgenti sembra compatibile con un oggetto che abbia conosciuto un uso effettivo piuttosto che una semplice destinazione decorativa.
11. Confronto con le tradizioni vicine
La scultura presenta alcune affinità con produzioni lobi o nafana, soprattutto per la semplificazione dei volumi e la frontalità. Tuttavia, la testa triangolare molto appiattita, il lungo collo cilindrico e il modellato relativamente dolce del corpo corrispondono maggiormente alle opere attribuite agli atelier koulango. Si distingue anche dalla statua Baoulé, generalmente più naturalistica, e delle sculture Senoufo, spesso più slanciate e più complesse nella loro costruzione.
12. Luogo nella cultura koulango
La statura koulango è meno abbondante di quella di diversi popoli vicini, il che ne spiega la relativa rarità nelle collezioni pubbliche. Le sculture conservate testimoniano comunque di una tradizione artistica originale dove la stilizzazione geometrica si associa a una forte dimensione religiosa. Esse partecipavano alla vita spirituale quotidiana materializzando i legami tra i vivi, gli antenati e le forze invisibili protettrici.
13. Stato di conservazione
Gli usure, la patina e i depositi di superficie sono coerenti con una notevole antichità e rafforzano l’interesse storico dell’oggetto
Conclusione
Questa statuetta in bronzo di 18,5 cm può essere ragionevolmente attribuita alla tradizione koulango della Costa d’Avorio. Il suo stile geometrico, il collo allungato, il volto essenziale e la postura seduta sono compatibili con un’opera destinata al culto domestico. Rappresentava probabilmente una figura femminile investita di una funzione protettiva, legata alla fecondità, alla continuità del lignaggio e al culto degli antenati. Più che un semplice oggetto artistico, costituiva un supporto di mediazione tra la comunità dei vivi e le potenze spirituali che vigilavano su di essa.
I pacchi sono spediti dal lunedì al sabato con numero di tracking.
Consegna in Chronopost tra 1 e 3 giorni in Francia e da 2 a 5 giorni in tutta l’Unione Europea. Consegna per il resto dell’Europa e del mondo in Colissimo International.
We speak english.
mask african art Afrikanische Maskenkunst arte de máscaras africanas arte delle maschere africane
statue african art Arte de estatuas africanas arte delle statue africane Afrikanische Maskenkunst
Il venditore si racconta
Costa d’Avorio
Koulango / Abron / Attié?
Legno
Altezza: 190mm
Larghezza: 55mm
Profondità: 85mm
Peso: 1340gr
1. Attribuzione e contesto culturale
Questa statuetta di 18,5 cm, proveniente dalla Costa d’Avorio, presenta caratteristiche compatibili con la tradizione scultorea dei Koulango (o Kulango), popolo stabilitosi principalmente nel nord-est della Costa d’Avorio, attorno a Bouna, nonché nell’ovest del Ghana. I Koulango appartengono a un insieme culturale antico che ha intrattenuto rapporti stretti con i Lobi, i Nafana, i Lorhon e i popoli Akan. La loro statua è relativamente rara e meno documentata rispetto a quella Baoulé o Senoufo, il che le conferisce un interesse etnografico particolare. L’attribuzione a questo gruppo è coerente con la morfologia generale della scultura, anche se una certezza assoluta richiederebbe una provenienza documentata o una expertise sul campo.
2. Descrizione stilistica
La scultura rappresenta un personaggio femminile seduto in una posizione stabile, le gambe fortemente richiuse in avanti. La composizione è volutamente spoglio e privilegia i volumi essenziali piuttosto che il realismo anatomico. Il torace è allungato, il collo particolarmente sviluppato e la testa adopta una forma triangolare dai contorni geometrici. Questa semplificazione volontaria costituisce una delle caratteristiche di diversi laboratori koulango.
3. La testa e il viso
La testa è proporzionalmente importante rispetto al corpo. La fronte è ampia e la capigliatura è indicata da una successione di sottili incisioni parallele. Gli occhi, a mandorla e socchiusi, esprimono maggiormente la concentrazione interna che l’osservazione del mondo esterno. Il naso lungo e dritto domina un volto stretto terminante con una bocca discreta. L’insieme produce un’espressione di calma, riserbo e autocontrollo, qualità particolarmente valorizzate nelle rappresentazioni legate al mondo degli antenati.
4. Il collo come elemento simbolico
Il collo molto allungato costituisce uno degli elementi più notevoli di questa scultura. In molte tradizioni dell’Africa Occidentale, un collo sviluppato simbolizza la nobiltà, la dignità e la capacità di assicurare la comunicazione tra il mondo visibile dei vivi e quello degli antenati o delle potenze invisibili. Questa esagerazione anatomica non ha quindi una funzione puramente estetica, ma traduce una qualità spirituale.
5. Il corpo femminile
I seni conici identificano chiaramente una figura femminile adulta. Nell’iconografia koulango, come in molti popoli vicini, la donna rappresenta frequentemente la continuità del lignaggio, la fecondità e la prosperità della comunità. Il ventre volutamente marcato ricorda simbolicamente l’origine della vita e l’appartenenza a una stirpe familiare. Il trattamento molto sobrio del corpo non cerca di riprodurre fedelmente l’anatomia ma di mettere in risalto le funzioni essenziali attribuite alla figura.
6. La postura seduta
La posizione seduta tradisce stabilità, autorità e permanenza. A differenza dei personaggi rappresentati in movimento, questa attitudine evoca una presenza duratura tra i vivi. Nelle tradizioni koulango, una tale postura è compatibile con una funzione protettiva o commemorativa. La base formata dalle gambe piegate assicura anche una eccellente stabilità, indispensabile per un oggetto destinato a rimanere su un altare domestico.
7. Probabile funzione rituale
Considerato il formato ridotto, questa statuetta era verosimilmente destinata a un uso domestico piuttosto che a una presentazione pubblica. Poteva essere conservata in un santuario familiare o su un altare dove venivano onorati gli antenati. Poteva anche essere portata in occasioni particolari legate alla protezione della casa, alle nascite, alle raccolte o a richieste di guarigione.
8. Supporto di una presenza spirituale
Nelle credenze koulango, la scultura non costituisce l’oggetto di venerazione stesso ma un supporto che permette di stabilire un legame con una potenza invisibile. La statuetta poteva accogliere simbolicamente la presenza di un antenato protettore, di uno spirito tutelare o di una forza benefica invocata durante i rituali. I sacrifici, libazioni o effusioni deposti sulla scultura rafforzavano questa relazione tra il mondo umano e il mondo spirituale.
9. Simbologia della femminilità
La scelta di una rappresentazione femminile è probabilmente legata a diverse nozioni complementari: fecondità, protezione materna, continuità delle generazioni e prosperità. In molte società di questa regione, le figure femminili incarnano anche la stabilità della cellula familiare e la trasmissione dei valori ancestrali.
10. Tracce di utilizzo
La superficie presenta una patina antica irregolare, abrasioni e depositi che evocano un uso prolungato. Queste alterazioni possono derivare da manipolazioni ripetute, applicazioni di oli vegetali, polveri mineral e altre sostanze rituali. L’usura omogenea osservata sulle parti sporgenti sembra compatibile con un oggetto che abbia conosciuto un uso effettivo piuttosto che una semplice destinazione decorativa.
11. Confronto con le tradizioni vicine
La scultura presenta alcune affinità con produzioni lobi o nafana, soprattutto per la semplificazione dei volumi e la frontalità. Tuttavia, la testa triangolare molto appiattita, il lungo collo cilindrico e il modellato relativamente dolce del corpo corrispondono maggiormente alle opere attribuite agli atelier koulango. Si distingue anche dalla statua Baoulé, generalmente più naturalistica, e delle sculture Senoufo, spesso più slanciate e più complesse nella loro costruzione.
12. Luogo nella cultura koulango
La statura koulango è meno abbondante di quella di diversi popoli vicini, il che ne spiega la relativa rarità nelle collezioni pubbliche. Le sculture conservate testimoniano comunque di una tradizione artistica originale dove la stilizzazione geometrica si associa a una forte dimensione religiosa. Esse partecipavano alla vita spirituale quotidiana materializzando i legami tra i vivi, gli antenati e le forze invisibili protettrici.
13. Stato di conservazione
Gli usure, la patina e i depositi di superficie sono coerenti con una notevole antichità e rafforzano l’interesse storico dell’oggetto
Conclusione
Questa statuetta in bronzo di 18,5 cm può essere ragionevolmente attribuita alla tradizione koulango della Costa d’Avorio. Il suo stile geometrico, il collo allungato, il volto essenziale e la postura seduta sono compatibili con un’opera destinata al culto domestico. Rappresentava probabilmente una figura femminile investita di una funzione protettiva, legata alla fecondità, alla continuità del lignaggio e al culto degli antenati. Più che un semplice oggetto artistico, costituiva un supporto di mediazione tra la comunità dei vivi e le potenze spirituali che vigilavano su di essa.
I pacchi sono spediti dal lunedì al sabato con numero di tracking.
Consegna in Chronopost tra 1 e 3 giorni in Francia e da 2 a 5 giorni in tutta l’Unione Europea. Consegna per il resto dell’Europa e del mondo in Colissimo International.
We speak english.
mask african art Afrikanische Maskenkunst arte de máscaras africanas arte delle maschere africane
statue african art Arte de estatuas africanas arte delle statue africane Afrikanische Maskenkunst
