Rosalind Fox Solomon - THEM - 2014





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THEM di Rosalind Fox Solomon, prima edizione (2014) presso Mack, hardcover, 144 pagine in inglese.
Descrizione del venditore
Rosalind Fox Solomon trascorse cinque mesi in Israele e in Cisgiordania durante il 2010–11, lavorando a Gerusalemme, Tel Aviv, Nahariya, Betlemme e Jenin. Viaggiando in autobus locale insieme ai pendolari, fotografò adolescenti ebrei a Purim, cristiani nella Chiesa del Santo Sepolcro e pellegrini ghanesi sul Monte degli Ulivi. Le fotografie contengono numerose narrazioni interconnesse, alcune con particolare carica politica, come l’urna di Juliano Mer-Khamis, attivista palestinese di origine doppia che fondò il Freedom Theatre, assassinato durante la visita di Solomon nel territorio.
Le sue fotografie sono illuminate da una acutezza nel cogliere le vite condizionate da razza e religione, etnia e luogo. Attraverso una sequenza di immagini cacofonica, Solomon esprime il turmoil della sua esperienza della regione, narrando “Ho sentito la tensione. Lo stress... Volevo esprimere il caos e la pressione che mi circondavano”. A interrompere le immagini sono frammenti di testo – conversazioni di sottofondo divertenti e spaventose, registrate nel diario di Solomon; i testi rivelano l’umanità di ciascuna persona fotografata, una finestra sulle vite condizionate dalla violenza e dall’incertezza.
Solomon, un’artista statunitense con base a New York, è celebrata per i suoi ritratti e per il suo legame con la sofferenza umana, il rituale, la sopravvivenza e la lotta. Il suo lavoro è stato esposto in quasi 30 mostre personali e 100 collettive, ed è presente nelle collezioni di oltre 50 musei in tutto il mondo."
Il venditore si racconta
Rosalind Fox Solomon trascorse cinque mesi in Israele e in Cisgiordania durante il 2010–11, lavorando a Gerusalemme, Tel Aviv, Nahariya, Betlemme e Jenin. Viaggiando in autobus locale insieme ai pendolari, fotografò adolescenti ebrei a Purim, cristiani nella Chiesa del Santo Sepolcro e pellegrini ghanesi sul Monte degli Ulivi. Le fotografie contengono numerose narrazioni interconnesse, alcune con particolare carica politica, come l’urna di Juliano Mer-Khamis, attivista palestinese di origine doppia che fondò il Freedom Theatre, assassinato durante la visita di Solomon nel territorio.
Le sue fotografie sono illuminate da una acutezza nel cogliere le vite condizionate da razza e religione, etnia e luogo. Attraverso una sequenza di immagini cacofonica, Solomon esprime il turmoil della sua esperienza della regione, narrando “Ho sentito la tensione. Lo stress... Volevo esprimere il caos e la pressione che mi circondavano”. A interrompere le immagini sono frammenti di testo – conversazioni di sottofondo divertenti e spaventose, registrate nel diario di Solomon; i testi rivelano l’umanità di ciascuna persona fotografata, una finestra sulle vite condizionate dalla violenza e dall’incertezza.
Solomon, un’artista statunitense con base a New York, è celebrata per i suoi ritratti e per il suo legame con la sofferenza umana, il rituale, la sopravvivenza e la lotta. Il suo lavoro è stato esposto in quasi 30 mostre personali e 100 collettive, ed è presente nelle collezioni di oltre 50 musei in tutto il mondo."

