Kulango - Statuetta - kulango - kulango - Costa d’Avorio






Possiede una laurea magistrale in Studi Africani e 15 anni di esperienza in Arte Africana.
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Descrizione del venditore
Questa statuetta in bronzo, di modernità vibrante, in uno stile minimalista e raffinato, fa parte di un corpus estremamente ristretto. La fluidità delle forme e la notevole purezza della figurina caratterizzano il gioco di tensione ed equilibrio dell’arte Kulango. A questa fluidità delle forme si aggiunge la notevole abilità artistica della rappresentazione. Oltre alla sua dinamica essenziale, il corpo si dispiega in un gioco di tensione ed equilibrio perfettamente controllato, con il volto triangolare dall’aspetto serpiforme proteso in avanti. Si veda Ricqlès (Parigi, 1 luglio 2001, no. 606) per un bronzo Kulango molto comparabile nella collezione di Hubert Goldet. I Kulango hanno origine nella parte nord-orientale della Costa d’Avorio vicino a Bouna. In seguito occuparono anche Bondoukou (a sud di Bouna). Alcuni si sono spostati oltre la frontiera, da Bondoukou, verso le regioni centrali occidentali del Ghana. Il metodo di fusione a cera persa, di base, è stato ampiamente praticato nel continente africano per secoli. Sebbene sia difficile stabilire come il metodo sia stato sviluppato o introdotto nella regione, è chiaro che gli scultori dell’Africa occidentale lavoravano il bronzo con questo metodo da diversi secoli prima dell’arrivo dei primi esploratori portoghesi lungo la costa nel 1484. La tecnica richiede grande abilità, comportando una vasta conoscenza sia della ceramica che della lavorazione dei metalli, e una particolare attenzione alle variazioni di temperatura per evitare crepe indesiderate o altri danni sia allo stampo di argilla che alla scultura metallica durante il processo di fusione. Alcune delle prime e più celebri opere in bronzo trovate in Africa risalgono al X secolo e provengono da un sito chiamato Igbo-Ukwu. Provenienza: vecchia collezione francese
Il venditore si racconta
Questa statuetta in bronzo, di modernità vibrante, in uno stile minimalista e raffinato, fa parte di un corpus estremamente ristretto. La fluidità delle forme e la notevole purezza della figurina caratterizzano il gioco di tensione ed equilibrio dell’arte Kulango. A questa fluidità delle forme si aggiunge la notevole abilità artistica della rappresentazione. Oltre alla sua dinamica essenziale, il corpo si dispiega in un gioco di tensione ed equilibrio perfettamente controllato, con il volto triangolare dall’aspetto serpiforme proteso in avanti. Si veda Ricqlès (Parigi, 1 luglio 2001, no. 606) per un bronzo Kulango molto comparabile nella collezione di Hubert Goldet. I Kulango hanno origine nella parte nord-orientale della Costa d’Avorio vicino a Bouna. In seguito occuparono anche Bondoukou (a sud di Bouna). Alcuni si sono spostati oltre la frontiera, da Bondoukou, verso le regioni centrali occidentali del Ghana. Il metodo di fusione a cera persa, di base, è stato ampiamente praticato nel continente africano per secoli. Sebbene sia difficile stabilire come il metodo sia stato sviluppato o introdotto nella regione, è chiaro che gli scultori dell’Africa occidentale lavoravano il bronzo con questo metodo da diversi secoli prima dell’arrivo dei primi esploratori portoghesi lungo la costa nel 1484. La tecnica richiede grande abilità, comportando una vasta conoscenza sia della ceramica che della lavorazione dei metalli, e una particolare attenzione alle variazioni di temperatura per evitare crepe indesiderate o altri danni sia allo stampo di argilla che alla scultura metallica durante il processo di fusione. Alcune delle prime e più celebri opere in bronzo trovate in Africa risalgono al X secolo e provengono da un sito chiamato Igbo-Ukwu. Provenienza: vecchia collezione francese
