Pellegrini - De Iuribus et Privilegiis - 1590






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Marco Antonio Pellegrini, De iuribus et privilegiis fisci, latino in-folio, Venezia 1590, stampata da Paolo Meietti, legatura in pergamena, 484 pagine.
Descrizione del venditore
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GRANDE IN-FOLIO '500 - TASSAZIONE, CONFISCA E PROPRIETÀ PRIVATA NEL DIRITTO FISCALE
Importante edizione veneziana del 1590 del fondamentale De iuribus et privilegiis fisci di Marco Antonio Pellegrini, giureconsulto padovano e avvocato fiscale, dedicato alla posizione giuridica privilegiata del fiscus e ai rapporti tra patrimonio pubblico e proprietà privata. Articolato in sette libri, il trattato affronta in maniera sistematica temi quali tassazione, crediti fiscali, successioni, beni vacanti, confisca, privilegi processuali dell’erario e casi nei quali il patrimonio del singolo poteva essere devoluto allo Stato. L’opera nasce direttamente dall’esperienza pratica dell’autore presso la Camera di Padova e combina quindi dottrina romanistica e applicazione concreta del diritto fiscale nella Repubblica di Venezia. La prima edizione apparve nel 1587 e conobbe rapidamente nuove impressioni, testimonianza dell’interesse suscitato negli ambienti giuridici europei. Questa edizione veneziana del 1590, impressa da Paolo Meietti, si presenta in monumentale formato in-folio, con frontespizio stampato in rosso e nero, grande marca tipografica xilografica e testo latino disposto su due colonne. Particolarmente suggestivo il presente esemplare, conservato nella pergamena coeva e arricchito da antiche note di possesso e postille marginali seicentesche, autentiche testimonianze del suo utilizzo professionale o accademico.
WHY TO BUY
VENEZIA 1590! Un grande trattato cinquecentesco sulla nascita del moderno diritto fiscale.
SCRITTO DA UN AVVOCATO FISCALE! Dottrina e pratica giuridica unite nell’esperienza diretta della Camera di Padova.
TASSAZIONE, CONFISCA E PRIVILEGI DELLO STATO! Temi ancora centrali nel rapporto fra potere pubblico e patrimonio privato.
PERGAMENA COEVA + POSTILLE SEICENTESCHE! Un autentico volume di studio utilizzato da giuristi dell’età moderna.
MARKET VALUE
Le edizioni cinquecentesche del De iuribus et privilegiis fisci mantengono un interesse specialistico presso collezionisti di diritto romano, storia fiscale, diritto pubblico e cinquecentine giuridiche. La presenza della legatura coeva in pergamena, del frontespizio in rosso e nero e soprattutto delle antiche postille di studio aumenta il fascino dell’esemplare. Per una copia completa e in buone condizioni generali appare realistico un valore retail nell’ordine di €600-800, con possibilità di richiesta superiore in un catalogo specializzato dedicato alla storia del diritto e della fiscalità.
PHYSICAL / CONDITION
In-folio. Pp. (2), 48 nn., 430, (4). Frontespizio impresso in rosso e nero con grande marca tipografica xilografica; fregi e iniziali ornate incise in legno. Testo latino disposto su due colonne. Legatura coeva in piena pergamena, con dorso liscio e titolo manoscritto. Due antiche note di possesso al recto della carta di guardia, una delle quali parzialmente ritagliata. Presenti alcune interessanti postille marginali di mano seicentesca, testimonianza dell’utilizzo del volume come strumento di studio. Carte con alcune bruniture, fioriture e normali tracce del tempo. Nel complesso genuino e interessante esemplare nella sua veste cinquecentesca. Come per tutti i volumi antichi, sono possibili lievi difetti o restauri non espressamente menzionati.
FULL TITLES & AUTHORS
Marco Antonio Pellegrini, latinizzato Marcus Antonius Peregrinus (1530-1616).
De iuribus et privilegiis fisci libri septem.
Venetiis: apud Paulum Meietum Bibliopolam Patavinum, 1590.
In-folio.
Pp. (2), 48 nn., 430, (4).
Edizione veneziana del trattato apparso per la prima volta nel 1587.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Marco Antonio Pellegrini, latinizzato Marcus Antonius Peregrinus (1530-1616), fu uno dei più autorevoli giuristi veneti tra la seconda metà del XVI e l’inizio del XVII secolo. Formatosi nell’ambiente della grande scuola giuridica padovana, sviluppò una vasta attività professionale e dottrinale occupandosi soprattutto di diritto fiscale, successioni, testamenti e questioni patrimoniali. Ricoprì importanti incarichi pubblici nell’ambito della Repubblica di Venezia e fu avvocato fiscale della Camera di Padova, esperienza che influenzò direttamente il contenuto del De iuribus et privilegiis fisci. Il trattato nasce infatti dall’incontro fra la tradizione romanistica e la concreta amministrazione dei diritti dell’erario. Pellegrini affronta i problemi non soltanto in termini teorici, ma attraverso una prospettiva fortemente applicativa, discutendo casi nei quali interessi fiscali, diritti dei creditori, successioni ereditarie e proprietà privata entravano in conflitto. La sua produzione ebbe notevole fortuna editoriale tra Cinquecento e Seicento e il De iuribus et privilegiis fisci venne ristampato e successivamente ampliato, prova della duratura utilità dell’opera nella pratica giuridica europea.
RARITY
L’edizione veneziana del 1590 è una cinquecentina giuridica non comune di un’opera che ebbe notevole diffusione negli ambienti professionali e universitari europei. La rapida successione delle impressioni dopo la prima edizione del 1587 testimonia l’interesse suscitato dal trattato e la sua concreta utilità per magistrati, avvocati e amministratori. Particolarmente interessante è la conservazione del presente esemplare nella piena pergamena coeva. Ancora più significativo è il corredo di postille marginali seicentesche: nei libri giuridici antichi le annotazioni di studio permettono spesso di riconoscere l’effettivo uso professionale del testo e trasformano l’esemplare in una testimonianza diretta della cultura giuridica dell’età moderna. La combinazione di edizione cinquecentesca, legatura originale, note di possesso e marginalia conferisce al volume un interesse superiore a quello di una comune copia non annotata.
HISTORICAL IMPORTANCE
Il concetto romano di fiscus costituisce uno degli antecedenti fondamentali della moderna nozione di erario pubblico. La definizione dei privilegi dello Stato nei confronti dei privati pose questioni destinate a rimanere centrali nella storia del diritto europeo: quali crediti pubblici dovessero prevalere su quelli privati, quando un patrimonio potesse essere confiscato, quali beni spettassero all’erario in mancanza di eredi e quali prerogative processuali dovessero essere riconosciute all’autorità fiscale. Pellegrini affronta questi problemi attraverso il diritto romano, ma con lo sguardo rivolto alle esigenze concrete degli Stati del XVI secolo. Il trattato documenta così un momento cruciale nel passaggio dal fiscus romano alla costruzione dei moderni sistemi fiscali e finanziari. Particolare rilievo assumono le sezioni dedicate alla confisca, ai privilegi patrimoniali dell’erario, ai rapporti fra fisco e creditori e alla devoluzione dei beni. L’opera rappresenta quindi una fonte significativa non soltanto per la storia del diritto romano, ma anche per comprendere la progressiva affermazione dello Stato moderno e dei suoi poteri economici nei confronti del patrimonio individuale.
BIBLIOGRAPHY
Moranti, La biblioteca dell’avvocato, II, p. 1028.
Sapori, Antichi testi giuridici, II, n. 1053.
VD16, repertori relativi alla diffusione cinquecentesca del De iuribus et privilegiis fisci.
Marco Antonio Pellegrini, De iuribus et privilegiis fisci libri septem, Venezia, Paolo Meietti, 1590.
Repertori bibliografici dedicati al diritto romano, alla storia della fiscalità e alla letteratura giuridica italiana del XVI secolo.
Cataloghi storici delle principali biblioteche europee relativi alle edizioni del De iuribus et privilegiis fisci.
Il venditore si racconta
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GRANDE IN-FOLIO '500 - TASSAZIONE, CONFISCA E PROPRIETÀ PRIVATA NEL DIRITTO FISCALE
Importante edizione veneziana del 1590 del fondamentale De iuribus et privilegiis fisci di Marco Antonio Pellegrini, giureconsulto padovano e avvocato fiscale, dedicato alla posizione giuridica privilegiata del fiscus e ai rapporti tra patrimonio pubblico e proprietà privata. Articolato in sette libri, il trattato affronta in maniera sistematica temi quali tassazione, crediti fiscali, successioni, beni vacanti, confisca, privilegi processuali dell’erario e casi nei quali il patrimonio del singolo poteva essere devoluto allo Stato. L’opera nasce direttamente dall’esperienza pratica dell’autore presso la Camera di Padova e combina quindi dottrina romanistica e applicazione concreta del diritto fiscale nella Repubblica di Venezia. La prima edizione apparve nel 1587 e conobbe rapidamente nuove impressioni, testimonianza dell’interesse suscitato negli ambienti giuridici europei. Questa edizione veneziana del 1590, impressa da Paolo Meietti, si presenta in monumentale formato in-folio, con frontespizio stampato in rosso e nero, grande marca tipografica xilografica e testo latino disposto su due colonne. Particolarmente suggestivo il presente esemplare, conservato nella pergamena coeva e arricchito da antiche note di possesso e postille marginali seicentesche, autentiche testimonianze del suo utilizzo professionale o accademico.
WHY TO BUY
VENEZIA 1590! Un grande trattato cinquecentesco sulla nascita del moderno diritto fiscale.
SCRITTO DA UN AVVOCATO FISCALE! Dottrina e pratica giuridica unite nell’esperienza diretta della Camera di Padova.
TASSAZIONE, CONFISCA E PRIVILEGI DELLO STATO! Temi ancora centrali nel rapporto fra potere pubblico e patrimonio privato.
PERGAMENA COEVA + POSTILLE SEICENTESCHE! Un autentico volume di studio utilizzato da giuristi dell’età moderna.
MARKET VALUE
Le edizioni cinquecentesche del De iuribus et privilegiis fisci mantengono un interesse specialistico presso collezionisti di diritto romano, storia fiscale, diritto pubblico e cinquecentine giuridiche. La presenza della legatura coeva in pergamena, del frontespizio in rosso e nero e soprattutto delle antiche postille di studio aumenta il fascino dell’esemplare. Per una copia completa e in buone condizioni generali appare realistico un valore retail nell’ordine di €600-800, con possibilità di richiesta superiore in un catalogo specializzato dedicato alla storia del diritto e della fiscalità.
PHYSICAL / CONDITION
In-folio. Pp. (2), 48 nn., 430, (4). Frontespizio impresso in rosso e nero con grande marca tipografica xilografica; fregi e iniziali ornate incise in legno. Testo latino disposto su due colonne. Legatura coeva in piena pergamena, con dorso liscio e titolo manoscritto. Due antiche note di possesso al recto della carta di guardia, una delle quali parzialmente ritagliata. Presenti alcune interessanti postille marginali di mano seicentesca, testimonianza dell’utilizzo del volume come strumento di studio. Carte con alcune bruniture, fioriture e normali tracce del tempo. Nel complesso genuino e interessante esemplare nella sua veste cinquecentesca. Come per tutti i volumi antichi, sono possibili lievi difetti o restauri non espressamente menzionati.
FULL TITLES & AUTHORS
Marco Antonio Pellegrini, latinizzato Marcus Antonius Peregrinus (1530-1616).
De iuribus et privilegiis fisci libri septem.
Venetiis: apud Paulum Meietum Bibliopolam Patavinum, 1590.
In-folio.
Pp. (2), 48 nn., 430, (4).
Edizione veneziana del trattato apparso per la prima volta nel 1587.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Marco Antonio Pellegrini, latinizzato Marcus Antonius Peregrinus (1530-1616), fu uno dei più autorevoli giuristi veneti tra la seconda metà del XVI e l’inizio del XVII secolo. Formatosi nell’ambiente della grande scuola giuridica padovana, sviluppò una vasta attività professionale e dottrinale occupandosi soprattutto di diritto fiscale, successioni, testamenti e questioni patrimoniali. Ricoprì importanti incarichi pubblici nell’ambito della Repubblica di Venezia e fu avvocato fiscale della Camera di Padova, esperienza che influenzò direttamente il contenuto del De iuribus et privilegiis fisci. Il trattato nasce infatti dall’incontro fra la tradizione romanistica e la concreta amministrazione dei diritti dell’erario. Pellegrini affronta i problemi non soltanto in termini teorici, ma attraverso una prospettiva fortemente applicativa, discutendo casi nei quali interessi fiscali, diritti dei creditori, successioni ereditarie e proprietà privata entravano in conflitto. La sua produzione ebbe notevole fortuna editoriale tra Cinquecento e Seicento e il De iuribus et privilegiis fisci venne ristampato e successivamente ampliato, prova della duratura utilità dell’opera nella pratica giuridica europea.
RARITY
L’edizione veneziana del 1590 è una cinquecentina giuridica non comune di un’opera che ebbe notevole diffusione negli ambienti professionali e universitari europei. La rapida successione delle impressioni dopo la prima edizione del 1587 testimonia l’interesse suscitato dal trattato e la sua concreta utilità per magistrati, avvocati e amministratori. Particolarmente interessante è la conservazione del presente esemplare nella piena pergamena coeva. Ancora più significativo è il corredo di postille marginali seicentesche: nei libri giuridici antichi le annotazioni di studio permettono spesso di riconoscere l’effettivo uso professionale del testo e trasformano l’esemplare in una testimonianza diretta della cultura giuridica dell’età moderna. La combinazione di edizione cinquecentesca, legatura originale, note di possesso e marginalia conferisce al volume un interesse superiore a quello di una comune copia non annotata.
HISTORICAL IMPORTANCE
Il concetto romano di fiscus costituisce uno degli antecedenti fondamentali della moderna nozione di erario pubblico. La definizione dei privilegi dello Stato nei confronti dei privati pose questioni destinate a rimanere centrali nella storia del diritto europeo: quali crediti pubblici dovessero prevalere su quelli privati, quando un patrimonio potesse essere confiscato, quali beni spettassero all’erario in mancanza di eredi e quali prerogative processuali dovessero essere riconosciute all’autorità fiscale. Pellegrini affronta questi problemi attraverso il diritto romano, ma con lo sguardo rivolto alle esigenze concrete degli Stati del XVI secolo. Il trattato documenta così un momento cruciale nel passaggio dal fiscus romano alla costruzione dei moderni sistemi fiscali e finanziari. Particolare rilievo assumono le sezioni dedicate alla confisca, ai privilegi patrimoniali dell’erario, ai rapporti fra fisco e creditori e alla devoluzione dei beni. L’opera rappresenta quindi una fonte significativa non soltanto per la storia del diritto romano, ma anche per comprendere la progressiva affermazione dello Stato moderno e dei suoi poteri economici nei confronti del patrimonio individuale.
BIBLIOGRAPHY
Moranti, La biblioteca dell’avvocato, II, p. 1028.
Sapori, Antichi testi giuridici, II, n. 1053.
VD16, repertori relativi alla diffusione cinquecentesca del De iuribus et privilegiis fisci.
Marco Antonio Pellegrini, De iuribus et privilegiis fisci libri septem, Venezia, Paolo Meietti, 1590.
Repertori bibliografici dedicati al diritto romano, alla storia della fiscalità e alla letteratura giuridica italiana del XVI secolo.
Cataloghi storici delle principali biblioteche europee relativi alle edizioni del De iuribus et privilegiis fisci.
