Juan Carlos R - PHOÎNIX





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PHOÎNIX Arbor Mundi II, scultura contemporanea in marmo di Carrara di Juan Carlos R (Spagna), 2026, pezzo unico, altezza 44 cm, larghezza 14,5 cm, profondità 7 cm, peso 1526 g, marmo bianco, firmato a mano, venduta direttamente dall’artista, in ottime condizioni.
Descrizione del venditore
Juan Carlos Rayas (Alicante, Spagna) è scultore e laureato in Belle Arti presso la Facoltà di San Carlo di Valencia, con formazione presso la Scuola di Arte e Design di Praga. Attualmente sviluppa il suo lavoro in collaborazione con Claroa Gallery, galleria che rappresenta la sua opera e con cui stimola lo sviluppo dei suoi progetti più recenti.
Dagli ultimi anni novanta, la sua pratica scultorea indaga la relazione tra natura, tempo e materia. Attraverso la lavorazione diretta della pietra e il dialogo con legni erosi dalla siccità, dal clima o dall’azione degli insetti, esplora i processi di trasformazione, la memoria dei materiali e la continuità tra l’orgánico e il minerale, intendo la scultura come uno spazio di ricerca e conoscenza.
PHOÎNIX · Arbor Mundi II
Molto prima di diventare simbolo, la palma fu alimento, ombra e sopravvivenza. Dalla Mesopotamia e dall’Egitto alle culture del Mediterraneo, Phoenix dactylifera accompagnò comunità in grado di produrre vita in territori dove l’acqua era una risorsa scarsa.
Il suo antico nome greco, phoînix, condivide una complessa storia linguistica con la Fenice, l’uccello successivamente associato alla rigenerazione.
In questa scultura, il corpo adotta la struttura verticale della palma: il torace si allunga in tronco e il volto inizia a scomparire tra le foglie.
Non è un corpo che diventa albero. È una forma umana che impara un altro modo di crescere.
Juan Carlos Rayas (Alicante, Spagna) è scultore e laureato in Belle Arti presso la Facoltà di San Carlo di Valencia, con formazione presso la Scuola di Arte e Design di Praga. Attualmente sviluppa il suo lavoro in collaborazione con Claroa Gallery, galleria che rappresenta la sua opera e con cui stimola lo sviluppo dei suoi progetti più recenti.
Dagli ultimi anni novanta, la sua pratica scultorea indaga la relazione tra natura, tempo e materia. Attraverso la lavorazione diretta della pietra e il dialogo con legni erosi dalla siccità, dal clima o dall’azione degli insetti, esplora i processi di trasformazione, la memoria dei materiali e la continuità tra l’orgánico e il minerale, intendo la scultura come uno spazio di ricerca e conoscenza.
PHOÎNIX · Arbor Mundi II
Molto prima di diventare simbolo, la palma fu alimento, ombra e sopravvivenza. Dalla Mesopotamia e dall’Egitto alle culture del Mediterraneo, Phoenix dactylifera accompagnò comunità in grado di produrre vita in territori dove l’acqua era una risorsa scarsa.
Il suo antico nome greco, phoînix, condivide una complessa storia linguistica con la Fenice, l’uccello successivamente associato alla rigenerazione.
In questa scultura, il corpo adotta la struttura verticale della palma: il torace si allunga in tronco e il volto inizia a scomparire tra le foglie.
Non è un corpo che diventa albero. È una forma umana che impara un altro modo di crescere.

