Calvo - "Ha Ha Ha" XXL






Ha studiato Storia dell'Arte all'École du Louvre e si è specializzata in arte contemporanea da oltre 25 anni.
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Opera originale di Calvo intitolata "Ha Ha Ha" XXL, realizzata nel 2026 con acrilico e pennarello su tela, misure 106 x 150 cm (100 x 144 cm intelaiatura), firmata con certificato di autenticità e venduta direttamente dall’artista in Italia.
Descrizione del venditore
Acrilico e Marker su tela, misure 106 x 150 dopo l'intelaiatura 100 x 144, firmato con certificato di autenticità
Un’esplosione viscerale di rabbia, ironia e disincanto. L'opera si inserisce con forza nel solco del Neo-Espressionismo di matrice street e basquiatiana, trasformando la tela in un campo di battaglia concettuale dove la grafica primitiva incontra la critica sociale. Tra campiture cromatiche aggressive — dominati da rossi viscerali, arancioni saturi e gialli stridenti — emergono figure scheletriche e mascherate, incoronate come sovrani di un caos urbano.
Il tratto è graffiato, febbrile, privo di filtri accademici: testi frammentati ("AFRICAN TOUR", "HA HA HA", "TAXY FREE", "200 YEN") sovrappongono slogan capitalisti e sberleffi, riducendo l'identità culturale e l'esperienza umana a merci di uno scambio distorto. Il musicista a sinistra soffia in una tromba come in un rito liberatorio o in un grido di avvertimento, mentre la figura scheletrica al centro, con le mani alzate e i denti messi a nudo, incarna l'alienazione e la nevrosi del mondo contemporaneo. È un'opera irrequieta, viva e sfacciata, che rifiuta l'armonia per urlare la propria verità.
Acrilico e Marker su tela, misure 106 x 150 dopo l'intelaiatura 100 x 144, firmato con certificato di autenticità
Un’esplosione viscerale di rabbia, ironia e disincanto. L'opera si inserisce con forza nel solco del Neo-Espressionismo di matrice street e basquiatiana, trasformando la tela in un campo di battaglia concettuale dove la grafica primitiva incontra la critica sociale. Tra campiture cromatiche aggressive — dominati da rossi viscerali, arancioni saturi e gialli stridenti — emergono figure scheletriche e mascherate, incoronate come sovrani di un caos urbano.
Il tratto è graffiato, febbrile, privo di filtri accademici: testi frammentati ("AFRICAN TOUR", "HA HA HA", "TAXY FREE", "200 YEN") sovrappongono slogan capitalisti e sberleffi, riducendo l'identità culturale e l'esperienza umana a merci di uno scambio distorto. Il musicista a sinistra soffia in una tromba come in un rito liberatorio o in un grido di avvertimento, mentre la figura scheletrica al centro, con le mani alzate e i denti messi a nudo, incarna l'alienazione e la nevrosi del mondo contemporaneo. È un'opera irrequieta, viva e sfacciata, che rifiuta l'armonia per urlare la propria verità.
