Ben Dauchez - An after noon at Majorelle #6






Oltre 35 anni di esperienza; ex proprietario di galleria e curatore al Museum Folkwang.
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Descrizione del venditore
Serie "An after noon at Majorelle "
-Titolo At Majorelle #8
- tirage Fine Art 30X45 Numéroté signé 1/20 au format
Fusion de deux mondi : La multi-esposizione permette di sovrapporre questi due universi — quello della rigorosa formale del Bauhaus e la ricchezza sensoriale e storica del Marocco. Forse le linee pulite del Bauhaus si intrecciano con motivi architettonici marocchini, come archi, mosaici e le texture dei muri in terra battuta o in pietra. Questa fusione crea una sorta di dialogo visivo tra la modernità e la tradizione.
Approccio concettuale : L'uso della multi-esposizione può anche simboleggiare l'idea di interazione tra passato e presente, tra l'architettura moderna e tradizionale. Il Marocco, ricco di simboli culturali, potrebbe essere visto qui come un terreno d'esperienza per trasporre concetti occidentali del Bauhaus in un contesto più orientale, o addirittura mediterraneo.
Gioco di luce e colore : Il contrasto tra le ombre nette del Bauhaus e i colori caldi e diffusi tipici del Marocco (ocra, rossi, blues e arancioni) potrebbe essere accentuato. Questo potrebbe offrire una dimensione poetica in cui ogni immagine sovrapposta evoca un'impressione di movimento, trasformazione e immersione in uno spazio ibrido tra Oriente e Occidente.
L'impatto della multi-esposizione :
Temporalità e spazialità
: Sovrapponendo diversi momenti o spazi, la tecnica della multi-esposizione potrebbe anche suggerire una esperienza temporale, come se si viaggiasse attraverso epoche diverse o diverse percezioni del Marocco. Questo gioco sul tempo e sullo spazio fa eco alle nozioni di fluidità e transizione nella cultura del Bauhaus, pur attingendo ai molteplici strati di senso e di storia che il Marocco incarna.
Dualità culturale ed estetica : Infine, quest'opera potrebbe esprimere una riflessione sui rapporti tra culture occidentali e orientali, tra il funzionalismo europeo del Bauhaus e la sensualità delle forme marocchine. La multi-esposizione può creare un'atmosfera in cui i due mondi non sono opposti ma piuttosto interconnessi in una medesima visione artistica.
Appassionato di fotografia fin dalla giovane età, Ben DAUCHEZ ha iniziato nei studi di quartiere di La Rochelle. Lì ha acquisito l'insieme delle basi della fotografia dalla tecnica classica alla messa in scena e la post-produzione passando per il laboratorio. A 22 anni, appena laureato, parte per Parigi per perfezionare la sua formazione diventando assistente di set per gli studi Daguerre, il Petit Oiseau va a uscire e lo Studio Zéro. Ha avuto la fortuna di collaborare e assistere allora i fotografi dei più talentuosi: Bettina RHEIMS, Patrick DEMARCHELIER, Terry RICHARDSON, Ellen VON UNWERTH, Marcus MAM... Da certi incontri determinanti nasceranno bei progetti e lunghe collaborazioni, in particolare con André RAU, Bettina RHEIMS (l'esposizione sulfurea INRI e il suo libro omonimo presso le Editions Albin Michel) e Peter BEARD (calendario Pirelli 2009 in Botswana).
Le sue foto sono pubblicate, tra gli altri, dalle Editions Condé Nast (francesi e internazionali), Première, WallPaper, ID, Madame Figaro, Lifestyles, Dandy Magazine... Il suo universo interessa anche marchi con codici identitari molto diversi per i quali ha firmato campagne istituzionali e/o pubblicitarie quali Dior ( bellezza), L'Oréal, Peugeot, Philip Morris o ancora Burger King ( Pubblicità premiata al Dubai Lynx).
Ben DAUCHEZ ha anche realizzato numerosi ritratti di celebrità (IGGY POP, Woody HALLEN, Grace JONES, Jean DUJARDIN, Gilles LELLOUCHE, Olivier MARCHAL, Carole BOUQUET, Charlotte GAINSBOURG, ...) di bellezza, di uomini del mondo (Olivier DASSAULT, Jacques SEGUELA...) e di viaggiatori...
Questa pista fotografica gli permette da allora di immortale in piena libertà la bellezza umana, estetica e spirituale di ogni personalità.
Serie "An after noon at Majorelle "
-Titolo At Majorelle #8
- tirage Fine Art 30X45 Numéroté signé 1/20 au format
Fusion de deux mondi : La multi-esposizione permette di sovrapporre questi due universi — quello della rigorosa formale del Bauhaus e la ricchezza sensoriale e storica del Marocco. Forse le linee pulite del Bauhaus si intrecciano con motivi architettonici marocchini, come archi, mosaici e le texture dei muri in terra battuta o in pietra. Questa fusione crea una sorta di dialogo visivo tra la modernità e la tradizione.
Approccio concettuale : L'uso della multi-esposizione può anche simboleggiare l'idea di interazione tra passato e presente, tra l'architettura moderna e tradizionale. Il Marocco, ricco di simboli culturali, potrebbe essere visto qui come un terreno d'esperienza per trasporre concetti occidentali del Bauhaus in un contesto più orientale, o addirittura mediterraneo.
Gioco di luce e colore : Il contrasto tra le ombre nette del Bauhaus e i colori caldi e diffusi tipici del Marocco (ocra, rossi, blues e arancioni) potrebbe essere accentuato. Questo potrebbe offrire una dimensione poetica in cui ogni immagine sovrapposta evoca un'impressione di movimento, trasformazione e immersione in uno spazio ibrido tra Oriente e Occidente.
L'impatto della multi-esposizione :
Temporalità e spazialità
: Sovrapponendo diversi momenti o spazi, la tecnica della multi-esposizione potrebbe anche suggerire una esperienza temporale, come se si viaggiasse attraverso epoche diverse o diverse percezioni del Marocco. Questo gioco sul tempo e sullo spazio fa eco alle nozioni di fluidità e transizione nella cultura del Bauhaus, pur attingendo ai molteplici strati di senso e di storia che il Marocco incarna.
Dualità culturale ed estetica : Infine, quest'opera potrebbe esprimere una riflessione sui rapporti tra culture occidentali e orientali, tra il funzionalismo europeo del Bauhaus e la sensualità delle forme marocchine. La multi-esposizione può creare un'atmosfera in cui i due mondi non sono opposti ma piuttosto interconnessi in una medesima visione artistica.
Appassionato di fotografia fin dalla giovane età, Ben DAUCHEZ ha iniziato nei studi di quartiere di La Rochelle. Lì ha acquisito l'insieme delle basi della fotografia dalla tecnica classica alla messa in scena e la post-produzione passando per il laboratorio. A 22 anni, appena laureato, parte per Parigi per perfezionare la sua formazione diventando assistente di set per gli studi Daguerre, il Petit Oiseau va a uscire e lo Studio Zéro. Ha avuto la fortuna di collaborare e assistere allora i fotografi dei più talentuosi: Bettina RHEIMS, Patrick DEMARCHELIER, Terry RICHARDSON, Ellen VON UNWERTH, Marcus MAM... Da certi incontri determinanti nasceranno bei progetti e lunghe collaborazioni, in particolare con André RAU, Bettina RHEIMS (l'esposizione sulfurea INRI e il suo libro omonimo presso le Editions Albin Michel) e Peter BEARD (calendario Pirelli 2009 in Botswana).
Le sue foto sono pubblicate, tra gli altri, dalle Editions Condé Nast (francesi e internazionali), Première, WallPaper, ID, Madame Figaro, Lifestyles, Dandy Magazine... Il suo universo interessa anche marchi con codici identitari molto diversi per i quali ha firmato campagne istituzionali e/o pubblicitarie quali Dior ( bellezza), L'Oréal, Peugeot, Philip Morris o ancora Burger King ( Pubblicità premiata al Dubai Lynx).
Ben DAUCHEZ ha anche realizzato numerosi ritratti di celebrità (IGGY POP, Woody HALLEN, Grace JONES, Jean DUJARDIN, Gilles LELLOUCHE, Olivier MARCHAL, Carole BOUQUET, Charlotte GAINSBOURG, ...) di bellezza, di uomini del mondo (Olivier DASSAULT, Jacques SEGUELA...) e di viaggiatori...
Questa pista fotografica gli permette da allora di immortale in piena libertà la bellezza umana, estetica e spirituale di ogni personalità.
