Piet van den Bergh (1865-1950) - Rustende Cavalerie (No Reserve)






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Rustende Cavalerie, dipinto olio su tavola del XIX secolo di Piet van den Bergh, Paesi Bassi, venduto con cornice.
Descrizione del venditore
Piet van den Bergh (1865–1950)
Cavalleria riposa
Olio su tavola
58 × 80 cm; cornice 71,5 × 92,5 cm
Firmato in basso a sinistra: “Piet van den Bergh”
Piet van den Bergh nacque il 30 novembre 1865 ad Den Haag e vi morì il 29 aprile 1950. Fu un pittore olandese. La sua carriera abbraccia la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo.
Descrizione dell’opera
Il dipinto raffigura un gruppo di cavalli e cavallerie immobili in un paesaggio aperto. Gli animali sono disposti molto vicini tra loro e occupano la parte inferiore della scena. Alcuni cavalieri indossano uniformi scure con accenti rossi e copricapi. I cavalli sono prevalentemente resi in toni di marrone, giallo ocré e nero. I corpi si sovrappongono, mentre gambe e zoccoli emergono singolarmente contro il suolo più chiaro.
Dietro il gruppo si apre una zona bassa e irregolare di cespugli e alberi. A sinistra il quadro è delimitato da una fila di alberi più alta. Sopra di essa una ampia distesa di cielo leggermente nuvoloso occupa la maggior parte della tavola. La firma “Piet van den Bergh” si trova in vernice scura in basso a sinistra, con una sottolineatura.
Tecnica e analisi materiale
L’opera è realizzata a olio su tavola di legno. Il trattamento della pittura varia da strati sottili, parzialmente traslucidi, in primo piano, a stesure più densi e pastose su cavalli, figure, vegetazione e nuvole. Il pennello resta perlopiù visibile. Ampie pennellate orizzontali definiscono il suolo e il cielo, mentre toni più corti e direzionali configurano l’anatomia dei cavalli e i contorni dei cavallieri.
Nelle parti chiare del cielo e in parti del primo piano è presente una fine craquelatura. In alcune zone la vernice è sottile e lascia visibile la tonalità o la strutturazione sottostante. Lo strato di vernice è leggermente ingiallito. In alcune zone sono presenti ritocchi.
Analisi della composizione e della forma
La composizione è orizzontale. Il gruppo compatto di cavalli e cavalieri forma una massa scura e ampia nella metà inferiore, contrapposta al vuoto cielo aperto al di sopra. L’orizzonte relativamente basso aumenta la porzione di cielo e sottolinea l’ampiezza orizzontale della tavola.
La percezione della profondità si crea tramite sovrapposizione dei cavalli, differenze di scala e la sequenza primo piano – gruppo di cavalieri – vegetazione – cielo. Le aree chiare del suolo tra i cavalli interrompono la compattezza del gruppo. Toni marroni, giallo-ocra e verde scuro dominano la fascia inferiore. Il celeste chiaro, crema e grigio-bianco definiscono il cielo. Accenti rossi nelle uniformi formano piccole concentrazioni di colore all’interno della tavolozza terrestre.
Contesto stilistico e storico dell’arte
L’opera, sia per soggetto sia per esecuzione, appartiene alla Scuola de L’Haga. Caratteristici sono il punto di vista basso, il cielo ampio, la tavolozza paesaggistica tenue e la pennellata sciolta e visibile. La scena è basata su tonalità coerenti, dove l’effetto atmosferico e lo spazio paesaggistico pesano più che la dettagliata precisione. I cavalieri e i cavalli sono resi con pennellate ampie e accorciate e sono integrati come un gruppo compatto nel paesaggio.
Artisti comparabili
Anton Mauve, Willem Maris, Jacob Maris, Charles-François Daubigny, Jean-François Millet
Condizioni
La tavola presenta sul retro segni d’uso superficiali, graffi e vecchie fissazioni. Davanti è presente una fine craquelatura, soprattutto nelle parti chiare del cielo e occasionalmente nel primo piano. La vernice è leggermente ingiallita. In alcune zone sono presenti ritocchi. La vernice mostra tratti sottili e irregolari in luoghi, senza perdite sostanziali.
Conclusione
Cavalleria riposa è un dipinto a olio su tavola non datato, composto da un primo piano figurativo compatto e una distesa di cielo ampia. La tavolozza tenue, l’orizzonte basso, la spazialità atmosferica e la pennellata sciolta collocano l’opera nel contesto della Scuola di L’Aia. Una datazione più precisa non può essere determinata sulla base dei dati oggettivi disponibili. La tavola porta in basso a sinistra la firma “Piet van den Bergh” e mostra lieve ingiallimento della vernice, fine craquelatura e alcuni ritocchi locali.
L’opera
Il venditore si racconta
Piet van den Bergh (1865–1950)
Cavalleria riposa
Olio su tavola
58 × 80 cm; cornice 71,5 × 92,5 cm
Firmato in basso a sinistra: “Piet van den Bergh”
Piet van den Bergh nacque il 30 novembre 1865 ad Den Haag e vi morì il 29 aprile 1950. Fu un pittore olandese. La sua carriera abbraccia la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo.
Descrizione dell’opera
Il dipinto raffigura un gruppo di cavalli e cavallerie immobili in un paesaggio aperto. Gli animali sono disposti molto vicini tra loro e occupano la parte inferiore della scena. Alcuni cavalieri indossano uniformi scure con accenti rossi e copricapi. I cavalli sono prevalentemente resi in toni di marrone, giallo ocré e nero. I corpi si sovrappongono, mentre gambe e zoccoli emergono singolarmente contro il suolo più chiaro.
Dietro il gruppo si apre una zona bassa e irregolare di cespugli e alberi. A sinistra il quadro è delimitato da una fila di alberi più alta. Sopra di essa una ampia distesa di cielo leggermente nuvoloso occupa la maggior parte della tavola. La firma “Piet van den Bergh” si trova in vernice scura in basso a sinistra, con una sottolineatura.
Tecnica e analisi materiale
L’opera è realizzata a olio su tavola di legno. Il trattamento della pittura varia da strati sottili, parzialmente traslucidi, in primo piano, a stesure più densi e pastose su cavalli, figure, vegetazione e nuvole. Il pennello resta perlopiù visibile. Ampie pennellate orizzontali definiscono il suolo e il cielo, mentre toni più corti e direzionali configurano l’anatomia dei cavalli e i contorni dei cavallieri.
Nelle parti chiare del cielo e in parti del primo piano è presente una fine craquelatura. In alcune zone la vernice è sottile e lascia visibile la tonalità o la strutturazione sottostante. Lo strato di vernice è leggermente ingiallito. In alcune zone sono presenti ritocchi.
Analisi della composizione e della forma
La composizione è orizzontale. Il gruppo compatto di cavalli e cavalieri forma una massa scura e ampia nella metà inferiore, contrapposta al vuoto cielo aperto al di sopra. L’orizzonte relativamente basso aumenta la porzione di cielo e sottolinea l’ampiezza orizzontale della tavola.
La percezione della profondità si crea tramite sovrapposizione dei cavalli, differenze di scala e la sequenza primo piano – gruppo di cavalieri – vegetazione – cielo. Le aree chiare del suolo tra i cavalli interrompono la compattezza del gruppo. Toni marroni, giallo-ocra e verde scuro dominano la fascia inferiore. Il celeste chiaro, crema e grigio-bianco definiscono il cielo. Accenti rossi nelle uniformi formano piccole concentrazioni di colore all’interno della tavolozza terrestre.
Contesto stilistico e storico dell’arte
L’opera, sia per soggetto sia per esecuzione, appartiene alla Scuola de L’Haga. Caratteristici sono il punto di vista basso, il cielo ampio, la tavolozza paesaggistica tenue e la pennellata sciolta e visibile. La scena è basata su tonalità coerenti, dove l’effetto atmosferico e lo spazio paesaggistico pesano più che la dettagliata precisione. I cavalieri e i cavalli sono resi con pennellate ampie e accorciate e sono integrati come un gruppo compatto nel paesaggio.
Artisti comparabili
Anton Mauve, Willem Maris, Jacob Maris, Charles-François Daubigny, Jean-François Millet
Condizioni
La tavola presenta sul retro segni d’uso superficiali, graffi e vecchie fissazioni. Davanti è presente una fine craquelatura, soprattutto nelle parti chiare del cielo e occasionalmente nel primo piano. La vernice è leggermente ingiallita. In alcune zone sono presenti ritocchi. La vernice mostra tratti sottili e irregolari in luoghi, senza perdite sostanziali.
Conclusione
Cavalleria riposa è un dipinto a olio su tavola non datato, composto da un primo piano figurativo compatto e una distesa di cielo ampia. La tavolozza tenue, l’orizzonte basso, la spazialità atmosferica e la pennellata sciolta collocano l’opera nel contesto della Scuola di L’Aia. Una datazione più precisa non può essere determinata sulla base dei dati oggettivi disponibili. La tavola porta in basso a sinistra la firma “Piet van den Bergh” e mostra lieve ingiallimento della vernice, fine craquelatura e alcuni ritocchi locali.
L’opera
