Nebatean ceramica Vaso rigato - 12 cm






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Vaso in ceramica nabatea a coste, in buone condizioni, datato II–I secolo a.C., con due manici ad anello, alto 12 cm e largo 16 cm.
Descrizione del venditore
Vasellame in ceramica Nabateo – Periodo Ellenistico
2°–1° secolo a.C.
Cultura / Periodo: Nabateo
Data / Periodo: 2°–1° secolo a.C.
Materiale: Ceramica
Dimensioni: 120 mm
Condizioni: In buone condizioni, con usura superficiale lieve e piccoli frammenti persi compatibili con l’età. Le due maniglie a S restano integre, mentre la decorazione a nervature spesse lungo la maggior parte del corpo è ben conservata.
Nessuna spedizione al di fuori dell’Unione Europea. A causa delle complesse norme sull’esportazione relative a beni culturali, questo oggetto non può essere spedito al di fuori dell’UE. Assicurati di avere un indirizzo di consegna all’interno dell’Unione Europea prima di offrire.
Informazioni sulla provenienza:
ID di registrazione dell’oggetto: 107
Il proprietario attuale ha acquistato il vasellame Nabateo da un collezionista privato, N.N., a Oosterbeek, Paesi Bassi. Il precedente proprietario, N.N. di Oosterbeek, ha dichiarato che l’oggetto era nella sua collezione sin dal 2025. Secondo il precedente proprietario, l’oggetto faceva parte in passato di una collezione privata nei Paesi Bassi sin dagli anni ’80. Non sono disponibili ulteriori informazioni sulla storia di proprietà anteriore fornite dal precedente proprietario.
Descrizione e contesto storico
Questo distintivo vasellame appartiene alla cultura materiale dei Nabatei, antichi popoli arabi il cui regno si sviluppò all’incrocio tra Arabia, Levante e mondo mediterraneo. Datato al II–I secolo a.C., rientra in un periodo particolarmente importante della storia nabatea, quando il regno sviluppò una propria identità artistica riconoscibile, partecipando contemporaneamente al più ampio mondo culturale e commerciale del Vicino Oriente ellenistico.
Il vaso ha un corpo compatto e rotondo, un collo relativamente ampio e due robuste maniglie a S. Particolarmente evidente è la serie di coste orizzontali che circondano gran parte del corpo. Queste bande ripetute conferiscono al vasellame un forte ritmo visivo e ne enfatizzano il profilo rotondo. Sebbene concepito fondamentalmente per la funzione, la forma accuratamente organizzata dimostra come anche oggetti legati alla vita quotidiana possano possedere un carattere decorativo e scultoreo distintivo.
La ceramica nabatea è tra i resti archeologici più riconoscibili di questa straordinaria civiltà. I ceramisti nabatei svilupparono notevole abilità tecnica nella preparazione dell’argilla, nel tornio, nella cottura e nella finitura superficiale. Il loro repertorio ceramico comprendeva sia vasi pratici di uso domestico sia straordinariamente delicati manufatti finissimi. Alcune ceramiche nabatee divennero estremamente sottili e decorate con motivi vegetali e geometrici dipinti, dimostrando l’elevato livello raggiunto dai loro artigiani. Il presente vaso rappresenta la tradizione ceramica più ampia da cui emersero tali pezzi raffinati. Le sue robuste maniglie e il corpo fortemente nervato conferiscono un carattere più sostanziale, offrendo un interessante contrasto con la ceramica dipinta estremamente delicata per la quale la produzione nabatea successiva divenne particolarmente celebrata.
I Nabatei: tra Arabia e Mediterraneo
L’importanza storica dei Nabatei trascendeva la produzione ceramica. Dalla loro posizione strategica nelle steppe e nelle montagne del Levante meridionale, essi svilupparono un regno prospero che collegava l’Arabia, l’Egitto, la Siria e il Mediterraneo.
La loro ricchezza era strettamente legata al commercio caravanserraglio a lunga distanza. Incenso, mirra, aromi, spezie e altre merci preziose si spostavano verso nord dall’Arabia meridionale attraverso reti di percorsi desertici. Le comunità nabatee occupavano una posizione favorevole in questo scenario commerciale e svilupparono insediamenti, stazioni caravanserragli e sistemi sofisticati per controllare le risorse idriche scarse.
Il centro più famoso di questa civiltà fu Petra, nell’attuale Giordania. Nascosta tra montagne di arenaria e accessibile attraverso la stretta gola conosciuta come il Siq, Petra si trasformò in uno dei grandi centri urbani del Vicino Oriente antico. Le sue facciate funerarie e tombali monumentali combinano tradizioni locali con elementi architettonici derivati dal mondo ellenistico e mediterraneo più ampio.
Questa combinazione di influenze è fondamentale per comprendere la cultura nabatea. I Nabatei non esistevano isolati. I loro mercanti e artigiani vivevano in un mondo in cui tradizioni arabiche, greche, egizie, levantine e, in seguito, romane interagivano continuamente. La loro arte di conseguenza sviluppò un linguaggio visivo distintivo che era riconoscibile come nabateo pur rimanendo collegato con il più ampio mondo ellenistico.
Ceramica e vita quotidiana nabatea
L’architettura monumentale rivela la ricchezza e le ambizioni della società nabatea, ma la ceramica ci avvicina molto di più alla vita quotidiana. Vasi ceramici venivano maneggiati, trasportati e usati all’interno di case e insediamenti. Appartenevano al mondo materiale quotidiano di famiglie, artigiani, mercanti e viaggiatori che vivevano in un regno modellato sia dalle tradizioni desertiche sia dal commercio internazionale.
Un vaso come questo, quindi, offre una prospettiva diversa dai famosi monumenti rupestri di Petra. Piuttosto che rappresentare un’architettura reale o funeraria, riflette l’artigianato dietro gli oggetti portatili che circolavano all’interno della società nabatea.
La sopravvivenza delle sue maniglie in coppia e la decorazione a rilievi estesa ne fanno un oggetto particolarmente attraente dal punto di vista visivo. Le irregolarità e l’usura della superficie accumulate nel tempo conservano inoltre il carattere inconfondibile di un oggetto artigianale antico.
Un Regno prima di Roma
La datazione proposta al II–I secolo a.C. colloca il vaso prima dell’annessione romana del regno nabateo. Fu durante questo periodo che il potere politico nabideo divenne sempre più stabile e le sue tradizioni artistiche si svilupparono sullo sfondo del Mediterraneo orientale ellenistico.
Il regno continuò a prosperare fino al I secolo d.C., prima di essere annesso dall’imperatore Traiano nel 106 d.C. e incorporato nell’Impero Romano come parte della provincia Arabia Petraea.
Questo vasetto può quindi essere apprezzato nel contesto di un mondo nabateo indipendente: una civiltà di mercanti, insediamenti desertici, ingegneria idrica sofisticata, architettura monumentale e artigiani compenti la cui eredità culturale è oggi inscindibilmente associata a Petra.
Per il collezionista, il vaso offre qualcosa che le rovine monumentali non possono: una connessione tangibile e intima con la cultura materiale dei Nabatei più di duemila anni fa.
Vasellame in ceramica Nabateo – Periodo Ellenistico
2°–1° secolo a.C.
Cultura / Periodo: Nabateo
Data / Periodo: 2°–1° secolo a.C.
Materiale: Ceramica
Dimensioni: 120 mm
Condizioni: In buone condizioni, con usura superficiale lieve e piccoli frammenti persi compatibili con l’età. Le due maniglie a S restano integre, mentre la decorazione a nervature spesse lungo la maggior parte del corpo è ben conservata.
Nessuna spedizione al di fuori dell’Unione Europea. A causa delle complesse norme sull’esportazione relative a beni culturali, questo oggetto non può essere spedito al di fuori dell’UE. Assicurati di avere un indirizzo di consegna all’interno dell’Unione Europea prima di offrire.
Informazioni sulla provenienza:
ID di registrazione dell’oggetto: 107
Il proprietario attuale ha acquistato il vasellame Nabateo da un collezionista privato, N.N., a Oosterbeek, Paesi Bassi. Il precedente proprietario, N.N. di Oosterbeek, ha dichiarato che l’oggetto era nella sua collezione sin dal 2025. Secondo il precedente proprietario, l’oggetto faceva parte in passato di una collezione privata nei Paesi Bassi sin dagli anni ’80. Non sono disponibili ulteriori informazioni sulla storia di proprietà anteriore fornite dal precedente proprietario.
Descrizione e contesto storico
Questo distintivo vasellame appartiene alla cultura materiale dei Nabatei, antichi popoli arabi il cui regno si sviluppò all’incrocio tra Arabia, Levante e mondo mediterraneo. Datato al II–I secolo a.C., rientra in un periodo particolarmente importante della storia nabatea, quando il regno sviluppò una propria identità artistica riconoscibile, partecipando contemporaneamente al più ampio mondo culturale e commerciale del Vicino Oriente ellenistico.
Il vaso ha un corpo compatto e rotondo, un collo relativamente ampio e due robuste maniglie a S. Particolarmente evidente è la serie di coste orizzontali che circondano gran parte del corpo. Queste bande ripetute conferiscono al vasellame un forte ritmo visivo e ne enfatizzano il profilo rotondo. Sebbene concepito fondamentalmente per la funzione, la forma accuratamente organizzata dimostra come anche oggetti legati alla vita quotidiana possano possedere un carattere decorativo e scultoreo distintivo.
La ceramica nabatea è tra i resti archeologici più riconoscibili di questa straordinaria civiltà. I ceramisti nabatei svilupparono notevole abilità tecnica nella preparazione dell’argilla, nel tornio, nella cottura e nella finitura superficiale. Il loro repertorio ceramico comprendeva sia vasi pratici di uso domestico sia straordinariamente delicati manufatti finissimi. Alcune ceramiche nabatee divennero estremamente sottili e decorate con motivi vegetali e geometrici dipinti, dimostrando l’elevato livello raggiunto dai loro artigiani. Il presente vaso rappresenta la tradizione ceramica più ampia da cui emersero tali pezzi raffinati. Le sue robuste maniglie e il corpo fortemente nervato conferiscono un carattere più sostanziale, offrendo un interessante contrasto con la ceramica dipinta estremamente delicata per la quale la produzione nabatea successiva divenne particolarmente celebrata.
I Nabatei: tra Arabia e Mediterraneo
L’importanza storica dei Nabatei trascendeva la produzione ceramica. Dalla loro posizione strategica nelle steppe e nelle montagne del Levante meridionale, essi svilupparono un regno prospero che collegava l’Arabia, l’Egitto, la Siria e il Mediterraneo.
La loro ricchezza era strettamente legata al commercio caravanserraglio a lunga distanza. Incenso, mirra, aromi, spezie e altre merci preziose si spostavano verso nord dall’Arabia meridionale attraverso reti di percorsi desertici. Le comunità nabatee occupavano una posizione favorevole in questo scenario commerciale e svilupparono insediamenti, stazioni caravanserragli e sistemi sofisticati per controllare le risorse idriche scarse.
Il centro più famoso di questa civiltà fu Petra, nell’attuale Giordania. Nascosta tra montagne di arenaria e accessibile attraverso la stretta gola conosciuta come il Siq, Petra si trasformò in uno dei grandi centri urbani del Vicino Oriente antico. Le sue facciate funerarie e tombali monumentali combinano tradizioni locali con elementi architettonici derivati dal mondo ellenistico e mediterraneo più ampio.
Questa combinazione di influenze è fondamentale per comprendere la cultura nabatea. I Nabatei non esistevano isolati. I loro mercanti e artigiani vivevano in un mondo in cui tradizioni arabiche, greche, egizie, levantine e, in seguito, romane interagivano continuamente. La loro arte di conseguenza sviluppò un linguaggio visivo distintivo che era riconoscibile come nabateo pur rimanendo collegato con il più ampio mondo ellenistico.
Ceramica e vita quotidiana nabatea
L’architettura monumentale rivela la ricchezza e le ambizioni della società nabatea, ma la ceramica ci avvicina molto di più alla vita quotidiana. Vasi ceramici venivano maneggiati, trasportati e usati all’interno di case e insediamenti. Appartenevano al mondo materiale quotidiano di famiglie, artigiani, mercanti e viaggiatori che vivevano in un regno modellato sia dalle tradizioni desertiche sia dal commercio internazionale.
Un vaso come questo, quindi, offre una prospettiva diversa dai famosi monumenti rupestri di Petra. Piuttosto che rappresentare un’architettura reale o funeraria, riflette l’artigianato dietro gli oggetti portatili che circolavano all’interno della società nabatea.
La sopravvivenza delle sue maniglie in coppia e la decorazione a rilievi estesa ne fanno un oggetto particolarmente attraente dal punto di vista visivo. Le irregolarità e l’usura della superficie accumulate nel tempo conservano inoltre il carattere inconfondibile di un oggetto artigianale antico.
Un Regno prima di Roma
La datazione proposta al II–I secolo a.C. colloca il vaso prima dell’annessione romana del regno nabateo. Fu durante questo periodo che il potere politico nabideo divenne sempre più stabile e le sue tradizioni artistiche si svilupparono sullo sfondo del Mediterraneo orientale ellenistico.
Il regno continuò a prosperare fino al I secolo d.C., prima di essere annesso dall’imperatore Traiano nel 106 d.C. e incorporato nell’Impero Romano come parte della provincia Arabia Petraea.
Questo vasetto può quindi essere apprezzato nel contesto di un mondo nabateo indipendente: una civiltà di mercanti, insediamenti desertici, ingegneria idrica sofisticata, architettura monumentale e artigiani compenti la cui eredità culturale è oggi inscindibilmente associata a Petra.
Per il collezionista, il vaso offre qualcosa che le rovine monumentali non possono: una connessione tangibile e intima con la cultura materiale dei Nabatei più di duemila anni fa.
Dettagli
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Il venditore è stato informato da Catawiki dei requisiti di documentazione e garantisce quanto segue: - l’oggetto è stato ottenuto legalmente - il venditore ha diritto a vendere e/o esportare l’oggetto, se del caso - il venditore fornirà le informazioni di provenienza necessarie e predisporrà documentazione e licenze/permessi richiesti, se del caso e in base alle leggi locali - il venditore comunicherà all’acquirente eventuali ritardi nell’ottenimento di permessi/licenze Facendo offerte, dichiari di essere a conoscenza della possibilità che siano richiesti documenti d’importazione in base al tuo Paese di residenza e che l’ottenimento di permessi/licenze potrebbe causare ritardi nella consegna del tuo oggetto.
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