Emma Beatrice Pierotti - MeMé - Art Brut

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Art Brut di Emma Beatrice Pierotti - MEMÉ, realizzata nel 2026, pittura acrilica su tela, originale, firmata a mano, 220 x 130 cm, Italia.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

Opera realizzata nel 2026, dall’artista Emma Beatrice Pierotti anno 1990 Italia, in arte MEMÉ.
Artista emergente autodidatta, ha partecipato a innumerevoli mostre nazionali ed internazionali con attestato di partecipazione e premi come artista dell’anno e presenti su cataloghi d’arte come effetto arte degli anni 2024 e 2025 , es Bruxelles, Londra, Miami, New York, Washington, Los Angeles, Venezia, Roma, con una collaborazione Frequente con l’università di belle arti di Istambul la ARDAHAN ÜNİVERSİTESİ
GÜZEL SANATLAR FAKÜLTESİ
FACULTY OF FINE ARTS.

Questa opera in acrilico e inchiostro é realizzata su tela con tecnica mista, di cm 220x130, con forte impatto visivo dovuto ad rosso intenso che richiama il sangue od un buon vino, chiaro riferimento alla allo stile ART BRUT dovuto alle scritte nella parte piu chiara del dipinto, è una tela volutamente provocante e grezza, con forti tratti, con pensieri accavallati ed immagini stilizzate.
In memoria dei non capiti e degli esclusi, del mondo animale (umano compre).

Unica nel suo genere, in ottime condizioni, firmato a mano con pastelli ad olio, l’opera puo essere esposta sia capovolta verticalmente che in orizzontale e sul retro, non é presente il telaio, la spedizione, assicurata, avverrebbe con tela arrotolata ed inserita in tubo idoneo . L’opera é catalogata ed inserita nell’archivio internazionale di arte moderna.

L’opera verrà consegnata con documenti di archiviazione autenticità e proprietà, in forma cartacea.

Il venditore si racconta

La produzione artistica di Emma Beatrice Pierotti, in arte MeMé, è guidata da una profonda indagine sociologica e filosofica che mette sotto accusa il genere umano nella sua interezza. Attraverso i codici dell'Art Brut e dell'astrattismo materico, l'autrice utilizza la tela come strumento di comunicazione concettuale: uno specchio critico delle contraddizioni, dell'egoismo e delle ipocrisie della civiltà contemporanea, contrapposta alla purezza del mondo naturale. Il genere umano sotto accusa: MeMé opera come artista concettuale utilizzando la figura umana come archetipo universale per raccontare i conflitti dell'anima. La sua ricerca artistica si fonda su una visione di assoluta parità dei sessi se riferita a intelligenza ed abilità, rifiutando ogni stereotipo o gerarchia di genere per concentrarsi sulle complessità intrinseche della natura umana.All'interno di questa visione globale, l'opera "La donna ed i suoi estremi opposti" si focalizza sulla frammentazione della coscienza: Gli opposti della condizione umana: Il dipinto esplora la costante tensione bipolare che caratterizza ogni individuo, uomo o donna che sia: la coesistenza di fragilità estrema e forza distruttiva, di razionalità e istinto animale, di sottomissione alle convenzioni sociali e spinta verso la libertà più selvaggia. Il simbolismo cromatico del rosso: L'uso viscerale del rosso intenso, firma inconfondibile dei suoi acrilici, non rappresenta una rivendicazione di genere, ma incarna il sangue, la carne e la sofferenza vitale condivisa da tutto il genere umano. È il colore dell'istinto primordiale che l'umanità tenta inutilmente di reprimere. La tecnica della siringa: L'applicazione del colore tramite siringhe e iniezioni simboleggia l'intrusione forzata della realtà nei confronti delle maschere e delle sovrastrutture che gli esseri umani si costruiscono per sopravvivere in società. Il profondo rispetto per il mondo animale: Un pilastro fondamentale della poetica concettuale di MeMé è il grande rispetto e la sacralità attribuiti al mondo animale, visto come l'unico detentore di un'armonia autentica e incontaminata che l'uomo ha smarrito. Questa denuncia contro l'antropocentrismo distruttivo si manifesta chiaramente in alcune opere chiave come :"Condivisione" In questa tela, l'artista eleva il valore del legame e della coesistenza. L'opera diventa un manifesto concettuale sulla necessità di ritrovare un'alleanza empatica e paritaria tra gli esseri viventi, celebrando la condivisione dello spazio vitale ed emotivo oltre i confini tra le speci. "Primordiale": Attraverso un'imponente composizione di grandi dimensioni (230 x 210 cm), il dipinto evoca un ritorno alle origini pure dell'esistenza, gli elementi della natura e le forme ancestrali si fondono sulla tela per ricordare all'uomo la sua originaria appartenenza alla terra, un monito viscerale contro il distacco artificiale che la società moderna ha imposto nei confronti degli animali e dell'ambiente. La critica all'umanità: Questa visione si ricollega direttamente a tele dai titoli espliciti come The only wrong animals are us humans ("Gli unici animali sbagliati siamo noi umani"), dove l'uomo viene descritto come l'unico elemento disarmonico all'interno di un sistema naturale perfetto, un concetto che affonda le radici nei passati studi di naturopatia dell'artista.Il percorso e l'affermazione internazionale. Nata a Tarquinia nel 1990, MeMé avvia la sua vera rivoluzione espressiva nel 2016 con il trasferimento in Sardegna. È l'impatto con l'asprezza e la purezza della natura isolana a darle il coraggio di abbandonare i nudi a matita per gridare il proprio dissenso esistenziale su grandi tele astratte.Il mercato internazionale e la critica hanno colto immediatamente la potenza e l'universalità del suo messaggio concettuale, portandola in breve tempo a esporre nei centri nevralgici dell'arte contemporanea mondiale come New York, Londra, Bruxelles e Venezia. La sua costante collaborazione con la Ardahan Üniversitesi in Turchia sottolinea ulteriormente l'intento di parlare a contesti culturali diversi, uniti dalle medesime debolezze umane

Opera realizzata nel 2026, dall’artista Emma Beatrice Pierotti anno 1990 Italia, in arte MEMÉ.
Artista emergente autodidatta, ha partecipato a innumerevoli mostre nazionali ed internazionali con attestato di partecipazione e premi come artista dell’anno e presenti su cataloghi d’arte come effetto arte degli anni 2024 e 2025 , es Bruxelles, Londra, Miami, New York, Washington, Los Angeles, Venezia, Roma, con una collaborazione Frequente con l’università di belle arti di Istambul la ARDAHAN ÜNİVERSİTESİ
GÜZEL SANATLAR FAKÜLTESİ
FACULTY OF FINE ARTS.

Questa opera in acrilico e inchiostro é realizzata su tela con tecnica mista, di cm 220x130, con forte impatto visivo dovuto ad rosso intenso che richiama il sangue od un buon vino, chiaro riferimento alla allo stile ART BRUT dovuto alle scritte nella parte piu chiara del dipinto, è una tela volutamente provocante e grezza, con forti tratti, con pensieri accavallati ed immagini stilizzate.
In memoria dei non capiti e degli esclusi, del mondo animale (umano compre).

Unica nel suo genere, in ottime condizioni, firmato a mano con pastelli ad olio, l’opera puo essere esposta sia capovolta verticalmente che in orizzontale e sul retro, non é presente il telaio, la spedizione, assicurata, avverrebbe con tela arrotolata ed inserita in tubo idoneo . L’opera é catalogata ed inserita nell’archivio internazionale di arte moderna.

L’opera verrà consegnata con documenti di archiviazione autenticità e proprietà, in forma cartacea.

Il venditore si racconta

La produzione artistica di Emma Beatrice Pierotti, in arte MeMé, è guidata da una profonda indagine sociologica e filosofica che mette sotto accusa il genere umano nella sua interezza. Attraverso i codici dell'Art Brut e dell'astrattismo materico, l'autrice utilizza la tela come strumento di comunicazione concettuale: uno specchio critico delle contraddizioni, dell'egoismo e delle ipocrisie della civiltà contemporanea, contrapposta alla purezza del mondo naturale. Il genere umano sotto accusa: MeMé opera come artista concettuale utilizzando la figura umana come archetipo universale per raccontare i conflitti dell'anima. La sua ricerca artistica si fonda su una visione di assoluta parità dei sessi se riferita a intelligenza ed abilità, rifiutando ogni stereotipo o gerarchia di genere per concentrarsi sulle complessità intrinseche della natura umana.All'interno di questa visione globale, l'opera "La donna ed i suoi estremi opposti" si focalizza sulla frammentazione della coscienza: Gli opposti della condizione umana: Il dipinto esplora la costante tensione bipolare che caratterizza ogni individuo, uomo o donna che sia: la coesistenza di fragilità estrema e forza distruttiva, di razionalità e istinto animale, di sottomissione alle convenzioni sociali e spinta verso la libertà più selvaggia. Il simbolismo cromatico del rosso: L'uso viscerale del rosso intenso, firma inconfondibile dei suoi acrilici, non rappresenta una rivendicazione di genere, ma incarna il sangue, la carne e la sofferenza vitale condivisa da tutto il genere umano. È il colore dell'istinto primordiale che l'umanità tenta inutilmente di reprimere. La tecnica della siringa: L'applicazione del colore tramite siringhe e iniezioni simboleggia l'intrusione forzata della realtà nei confronti delle maschere e delle sovrastrutture che gli esseri umani si costruiscono per sopravvivere in società. Il profondo rispetto per il mondo animale: Un pilastro fondamentale della poetica concettuale di MeMé è il grande rispetto e la sacralità attribuiti al mondo animale, visto come l'unico detentore di un'armonia autentica e incontaminata che l'uomo ha smarrito. Questa denuncia contro l'antropocentrismo distruttivo si manifesta chiaramente in alcune opere chiave come :"Condivisione" In questa tela, l'artista eleva il valore del legame e della coesistenza. L'opera diventa un manifesto concettuale sulla necessità di ritrovare un'alleanza empatica e paritaria tra gli esseri viventi, celebrando la condivisione dello spazio vitale ed emotivo oltre i confini tra le speci. "Primordiale": Attraverso un'imponente composizione di grandi dimensioni (230 x 210 cm), il dipinto evoca un ritorno alle origini pure dell'esistenza, gli elementi della natura e le forme ancestrali si fondono sulla tela per ricordare all'uomo la sua originaria appartenenza alla terra, un monito viscerale contro il distacco artificiale che la società moderna ha imposto nei confronti degli animali e dell'ambiente. La critica all'umanità: Questa visione si ricollega direttamente a tele dai titoli espliciti come The only wrong animals are us humans ("Gli unici animali sbagliati siamo noi umani"), dove l'uomo viene descritto come l'unico elemento disarmonico all'interno di un sistema naturale perfetto, un concetto che affonda le radici nei passati studi di naturopatia dell'artista.Il percorso e l'affermazione internazionale. Nata a Tarquinia nel 1990, MeMé avvia la sua vera rivoluzione espressiva nel 2016 con il trasferimento in Sardegna. È l'impatto con l'asprezza e la purezza della natura isolana a darle il coraggio di abbandonare i nudi a matita per gridare il proprio dissenso esistenziale su grandi tele astratte.Il mercato internazionale e la critica hanno colto immediatamente la potenza e l'universalità del suo messaggio concettuale, portandola in breve tempo a esporre nei centri nevralgici dell'arte contemporanea mondiale come New York, Londra, Bruxelles e Venezia. La sua costante collaborazione con la Ardahan Üniversitesi in Turchia sottolinea ulteriormente l'intento di parlare a contesti culturali diversi, uniti dalle medesime debolezze umane

Dettagli

Artista
Emma Beatrice Pierotti - MeMé
Venduto con cornice
No
Venduto da
Direttamente dall’artista
Edizione
Originale
Titolo dell'opera
Art Brut
Tecnica
Pittura acrilica
Firma
Firmato a mano
Paese d’origine
Italia
Anno
2026
Condizione
Eccellenti condizioni
Altezza
220 cm
Larghezza
130 cm
Stile
Astratto
Periodo
2020+
Venduto da
ItaliaVerificato
24
Oggetti venduti
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