Roma antica Oro Ring






Ha diretto il museo della collezione Ifergan, specializzata in archeologia fenicia.
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Descrizione del venditore
ANNO: Anello
MATERIALE: Oro
CULTURE: Romani
PERIODO: Secolo II–III d.C.
DIMENSIONI: Diametro 15 mm, 1,6 g
CONDIZIONE: Buona condizione
PROVENIENZA: Ex collezione privata olandese, raccolta prima degli anni '90
Nell'antica Roma, gli anelli d'oro erano molto più che semplici ornamenti personali; erano potenti simboli di stato giuridico, cittadinanza e gerarchia sociale. Durante la Repubblica, il diritto di indossare un anello d'oro (ius anuli aurei) era rigorosamente regolato da leggi sumptuarie e inizialmente riservato a senatori, magistrati e diplomatici rappresentanti lo Stato all'estero. I cittadini comuni portavano anelli di ferro. Col tempo, con l'espansione dell'Impero e il cambiamento delle strutture sociali, tale privilegio fu esteso all'ordine equestre (la ricca classe dei cavalieri) e, infine, nell'Alto Impero, a tutti gli abitanti liberi, trasformando l'anello d'oro in un segno universale di cittadinanza romana.
La manifattura e l'utilità degli anelli d'oro romani si sono evolute notevolmente, passando da semplici, utilitarie mandate a vere opere d'arte ornate. Una funzione primaria di molti anelli romani era il sigillo (annulus signatorius), con una ghiera incisa o una gemma incisa a incisione con un motivo personalizzato, come uno stemma di famiglia, una divinità o un volto dell'imperatore. Premere l'anello in cera calda permetteva ai cittadini romani di autenticare documenti ufficiali, sigillare lettere private e assicurare la proprietà. Man mano che la ricchezza romana aumentava, gli anelli diventavano più grandi e più sontuosi, spesso incorporando gemme rare importate come granati, ametiste, smeraldi e zaffiri, insieme a tecniche di lavorazione del metallo complesse, come filigrana e granolatura.
Oltre la funzione statale e burocratica, gli anelli d'oro romani avevano un ruolo profondamente personale nella vita quotidiana, nella religione e nel matrimonio. L'anulus pronubus, o anello di fidanzamento, era donato come promessa di fedeltà e matrimonio, spesso indossato sul terzo dito della mano sinistra perché i Romani credevano che un nervo — la vena amoris — corresse direttamente da quel dito al cuore. Motivi romantici comuni includevano la dextrarum iunctio, raffigurante due mani descritte a destra unite per simboleggiare l'unione e l'accordo. Inoltre, molti anelli erano indossati come amuleti protettivi, incisi con simboli di buona fortuna o con gli occhi protettivi delle divinità per allontanare il malocchio, assicurando che questi preziosi oggetti accompagnassero i loro possessori dalla vita quotidiana fino all’aldilà.
Accompagnato da Certificato di Autenticità e licenza di esportazione
Se fate un’offerta al di fuori dell’Unione Europea e ne viníte l’oggetto, dovremo richiedere una licenza di esportazione per il vostro paese e la spedizione richiederà 3–5 settimane.
Disclaimer di Catawiki: Questo oggetto è stato datato in base allo stile dal venditore. Non sono stati effettuati ulteriori test, come l’analisi dei metalli (test XRF), per verificare l’integrità del pezzo.
Il venditore si racconta
ANNO: Anello
MATERIALE: Oro
CULTURE: Romani
PERIODO: Secolo II–III d.C.
DIMENSIONI: Diametro 15 mm, 1,6 g
CONDIZIONE: Buona condizione
PROVENIENZA: Ex collezione privata olandese, raccolta prima degli anni '90
Nell'antica Roma, gli anelli d'oro erano molto più che semplici ornamenti personali; erano potenti simboli di stato giuridico, cittadinanza e gerarchia sociale. Durante la Repubblica, il diritto di indossare un anello d'oro (ius anuli aurei) era rigorosamente regolato da leggi sumptuarie e inizialmente riservato a senatori, magistrati e diplomatici rappresentanti lo Stato all'estero. I cittadini comuni portavano anelli di ferro. Col tempo, con l'espansione dell'Impero e il cambiamento delle strutture sociali, tale privilegio fu esteso all'ordine equestre (la ricca classe dei cavalieri) e, infine, nell'Alto Impero, a tutti gli abitanti liberi, trasformando l'anello d'oro in un segno universale di cittadinanza romana.
La manifattura e l'utilità degli anelli d'oro romani si sono evolute notevolmente, passando da semplici, utilitarie mandate a vere opere d'arte ornate. Una funzione primaria di molti anelli romani era il sigillo (annulus signatorius), con una ghiera incisa o una gemma incisa a incisione con un motivo personalizzato, come uno stemma di famiglia, una divinità o un volto dell'imperatore. Premere l'anello in cera calda permetteva ai cittadini romani di autenticare documenti ufficiali, sigillare lettere private e assicurare la proprietà. Man mano che la ricchezza romana aumentava, gli anelli diventavano più grandi e più sontuosi, spesso incorporando gemme rare importate come granati, ametiste, smeraldi e zaffiri, insieme a tecniche di lavorazione del metallo complesse, come filigrana e granolatura.
Oltre la funzione statale e burocratica, gli anelli d'oro romani avevano un ruolo profondamente personale nella vita quotidiana, nella religione e nel matrimonio. L'anulus pronubus, o anello di fidanzamento, era donato come promessa di fedeltà e matrimonio, spesso indossato sul terzo dito della mano sinistra perché i Romani credevano che un nervo — la vena amoris — corresse direttamente da quel dito al cuore. Motivi romantici comuni includevano la dextrarum iunctio, raffigurante due mani descritte a destra unite per simboleggiare l'unione e l'accordo. Inoltre, molti anelli erano indossati come amuleti protettivi, incisi con simboli di buona fortuna o con gli occhi protettivi delle divinità per allontanare il malocchio, assicurando che questi preziosi oggetti accompagnassero i loro possessori dalla vita quotidiana fino all’aldilà.
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Il venditore è stato informato da Catawiki dei requisiti di documentazione e garantisce quanto segue: - l’oggetto è stato ottenuto legalmente - il venditore ha diritto a vendere e/o esportare l’oggetto, se del caso - il venditore fornirà le informazioni di provenienza necessarie e predisporrà documentazione e licenze/permessi richiesti, se del caso e in base alle leggi locali - il venditore comunicherà all’acquirente eventuali ritardi nell’ottenimento di permessi/licenze Facendo offerte, dichiari di essere a conoscenza della possibilità che siano richiesti documenti d’importazione in base al tuo Paese di residenza e che l’ottenimento di permessi/licenze potrebbe causare ritardi nella consegna del tuo oggetto.
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