Maschera Dugn'be - Bijagos - Guinea-Bissau (Senza prezzo di riserva)





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Maschera Dugn'be, maschera in legno dei Bijagos, Guinea-Bissau, alta 38 cm e larga 45 cm, in ottime condizioni; raffigura una testa di bovino con chiodi, lamelle metalliche e tessuto rosso, usata nelle cerimonie di iniziazione.
Descrizione del venditore
Maschera africana decorativa dotata di vere corna, proveniente dai Bidjogo, stanziati nell'arcipelago delle Bissagos, composto da una trentina di isole situate al largo della Guinea-Bissau. Chiodi tappezzieri, lamelle di metallo e tessuto rosso impreziosiscono questa maschera che raffigura una testa di bovino. Il muffe porta un anello. Crepe di essiccazione.
La maschera viene indossata prima o al termine delle cerimonie di iniziazione, da un giovane iniziato, detto «cabaro», che si inchinerà e si accorderà, veicolando l'idea di un giovane animale vigoroso ma ancora indomito, e della necessità di attraversare il processo iniziatico per acquisire disciplina e padronanza. Questo tipo di maschere compare oggi per feste di divertimento e in occasione del passaggio di visitatori di prestigio. Queste maschere, chiamate vaca bruto in creolo portoghese, sfilavano sulla prua delle navi dei capi di guerra. Infatti sono stati i marinai portoghesi a introdurre l'animale nell'arcipelago nel XV secolo.
Altre maschere zoomorfe sono prodotte, alcune in rapporto con la fauna acquatica, e statue incarnanti divinità, dal volto triangolare, chiamate iran, che hanno una funzione apotropaica e sono custodite al riparo nei santuari.
Il venditore si racconta
Maschera africana decorativa dotata di vere corna, proveniente dai Bidjogo, stanziati nell'arcipelago delle Bissagos, composto da una trentina di isole situate al largo della Guinea-Bissau. Chiodi tappezzieri, lamelle di metallo e tessuto rosso impreziosiscono questa maschera che raffigura una testa di bovino. Il muffe porta un anello. Crepe di essiccazione.
La maschera viene indossata prima o al termine delle cerimonie di iniziazione, da un giovane iniziato, detto «cabaro», che si inchinerà e si accorderà, veicolando l'idea di un giovane animale vigoroso ma ancora indomito, e della necessità di attraversare il processo iniziatico per acquisire disciplina e padronanza. Questo tipo di maschere compare oggi per feste di divertimento e in occasione del passaggio di visitatori di prestigio. Queste maschere, chiamate vaca bruto in creolo portoghese, sfilavano sulla prua delle navi dei capi di guerra. Infatti sono stati i marinai portoghesi a introdurre l'animale nell'arcipelago nel XV secolo.
Altre maschere zoomorfe sono prodotte, alcune in rapporto con la fauna acquatica, e statue incarnanti divinità, dal volto triangolare, chiamate iran, che hanno una funzione apotropaica e sono custodite al riparo nei santuari.

