Scatola - Ottone - Portagioie ornamentale





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Descrizione del venditore
È una gioielleria ornamentale del XIX secolo che concentra in una piccola forma tutta la teatralità decorativa della lavorazione metallistica historicista. La cassa, dal corpo compatto e dal coperchio curvo, è lavorata in metallo modellato e sbalzato, con quella miscela di toni dorati e bronzo invecchiato che appare solo quando la patina è maturata per decenni. Ogni lato è ricoperto da un rilievo vegetale esuberante: fiori aperti, foglie nervate, arabeschi che si intrecciano come se costituissero un piccolo giardino metallico fermo nel tempo. Nella parte frontale, il motivo floreale centrale funge quasi da emblema, un punto di attenzione che ordina il resto dell'ornamentazione. Le piccole gambe corte e decorative elevano leggermente l'oggetto, donandogli presenza e evitando la sensazione di blocco massiccio. Il coperchio, dolcemente arcuato, ripete il linguaggio ornamentale con un design che sembra germinare dal centro verso i bordi, come se la scatola respirasse eleganza dall'interno. Aprendola, il contrasto è delizioso: l'interno è foderato in velluto azzurro, profondo e luminoso, un colore che nel XIX secolo si associava al lusso intimo e alla protezione degli oggetti di valore. Quel velluto non solo abbellisce; attenua, cura, avvolge. La combinazione tra l'esterno metallico —duro, lucente, quasi architettonico— e l'interno tessile —morbido, caldo, cerimoniale— crea una dualità che definisce i migliori alhajeros dell'epoca. Nel suo insieme, è un pezzo che mescola ornamentazione romantica, artigianato minuzioso e un senso intimo di lusso, perfetto per collezionisti, per un catalogo di antichità o per chi cerchi un oggetto dal carattere e dalla memoria. Spedizione certificata e buon imballaggio.
Il venditore si racconta
È una gioielleria ornamentale del XIX secolo che concentra in una piccola forma tutta la teatralità decorativa della lavorazione metallistica historicista. La cassa, dal corpo compatto e dal coperchio curvo, è lavorata in metallo modellato e sbalzato, con quella miscela di toni dorati e bronzo invecchiato che appare solo quando la patina è maturata per decenni. Ogni lato è ricoperto da un rilievo vegetale esuberante: fiori aperti, foglie nervate, arabeschi che si intrecciano come se costituissero un piccolo giardino metallico fermo nel tempo. Nella parte frontale, il motivo floreale centrale funge quasi da emblema, un punto di attenzione che ordina il resto dell'ornamentazione. Le piccole gambe corte e decorative elevano leggermente l'oggetto, donandogli presenza e evitando la sensazione di blocco massiccio. Il coperchio, dolcemente arcuato, ripete il linguaggio ornamentale con un design che sembra germinare dal centro verso i bordi, come se la scatola respirasse eleganza dall'interno. Aprendola, il contrasto è delizioso: l'interno è foderato in velluto azzurro, profondo e luminoso, un colore che nel XIX secolo si associava al lusso intimo e alla protezione degli oggetti di valore. Quel velluto non solo abbellisce; attenua, cura, avvolge. La combinazione tra l'esterno metallico —duro, lucente, quasi architettonico— e l'interno tessile —morbido, caldo, cerimoniale— crea una dualità che definisce i migliori alhajeros dell'epoca. Nel suo insieme, è un pezzo che mescola ornamentazione romantica, artigianato minuzioso e un senso intimo di lusso, perfetto per collezionisti, per un catalogo di antichità o per chi cerchi un oggetto dal carattere e dalla memoria. Spedizione certificata e buon imballaggio.

