Marc Garanger - Femmes Algériennes 1960 - 2002

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Femmes Algériennes 1960 di Marc Garanger è un libro fotografico in francese con rilegatura morbida, 124 pagine, 30 × 24 cm, pubblicato da Atlantica nel 2002 in edizione commemorativa, in ottime condizioni.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

La série « Femmes algériennes 1960 » è un importante lavoro fotografico storico realizzato dal fotografo francese Marc Garanger nel pieno della guerra d'Algeria. Inizialmente concepiti come foto d'identità forzate per l'amministrazione coloniale, questi ritratti sono diventati il simbolo universale di una protesta muta e di una resistenza di fronte all'oppressione
Il contesto storico
Nel 1960, Marc Garanger svolge il servizio militare in Algeria. Provato da un profondo disaccordo con questa guerra, viene nominato fotografo ufficiale del suo reggimento.

L’esercito francese decide allora di registrare la popolazione dei "villaggi di raggruppamento" — campi sorvegliati dove gli abitanti autoctoni venivano spostati per spezzare il sostegno ai maquis del FLN. Per controllarne i movimenti, l’amministrazione richiede la creazione di carte d'identità francesi obbligatorie. Marc Garanger riceve l’ordine di fotografare tutti gli abitanti del villaggio, a un ritmo frenetico che arriva fino a 200 volti al giorno.

Femmes Algériennes 1960 Marc Garanger
La serie « Femmes algériennes 1960 » è un importante lavoro fotografico storico realizzato dal fotografo francese Marc Garanger nel pieno della guerra d'Algeria. Inizialmente concepiti come foto d'identità forzate per l'amministrazione coloniale, questi ritratti sono diventati il simbolo universale di una protesta muta e di una resistenza di fronte all'oppressione.

La Nouvelle Chambre Claire
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Il contesto storico
Nel 1960, Marc Garanger svolge il servizio militare in Algeria. Provato da un profondo disaccordo con questa guerra, viene nominato fotografo ufficiale del suo reggimento.

La Nouvelle Chambre Claire
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L’esercito francese decide allora di registrare la popolazione dei "villaggi di raggruppamento" — campi sorvegliati dove gli abitanti autoctoni venivano spostati per spezzare il sostegno ai maquis del FLN. Per controllarne i movimenti, l’amministrazione richiede la creazione di carte d'identità francesi obbligatorie. Marc Garanger riceve l’ordine di fotografare tutti gli abitanti del villaggio, a un ritmo frenetico che arriva fino a 200 volti al giorno.

La Nouvelle Chambre Claire
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Una violenza simbolica
La maggioranza delle persone fotografate sono donne, gli uomini avendo spesso raggiunto i maquis. L’obbligo di posare per queste foto genera un trauma profondo :

Bibliothèque municipale de Lyon
Lo smascheramento forzato : Su ordine del comando militare, le donne kabyle e chaouia sono costrette a togliere velo o copricapo tradizionale davanti all'obiettivo.

Una profanazione intima : Per queste donne, esporre il volto a un uomo straniero e in uniforme costituisce una messa a nudo brutale e un totale disprezzo delle loro tradizioni
Consapevole di partecipare a un’operazione di disumanizzazione amministrativa, Marc Garanger sceglie di deviare dall'incarico. Invece di semplici foto d'identità standardizzate, adotta un'inquadratura frontale serrata, ispirata al lavoro di Edward S. Curtis sugli Amérindiens
A braccia aperte, le donne prese di mira gli oppongono una resistenza feroce :

I loro volti, segnati da tatuaggi rituali e ornati di gioielli tradizionali, fissano l'obiettivo con un'intensità feroce.
Le loro espressioni non tradiscono alcuna sottomissione, ma una dignità assoluta, un disprezzo regale e una rabbia incandescente.
Questo face-to-face trasforma l'apparecchio fotografico in uno specchio che riflette la violenza del colonizzatore.

Marc Garanger riesce a far uscire clandestinamente i negativi dall'Algeria. Nel 1966 riceve il prestigioso Prix Niépce grazie a questo lavoro, che all'epoca è pubblicato dalla stampa internazionale. La serie completa diventa oggetto di un libro memorabile, Femmes algériennes 1960, pubblicato per la prima volta nel 1982.

Oggi, queste immagini sono conservate nelle più grandi istituzioni mondiali, in particolare al Centre Pompidou di Parigi. Restano una delle testimonianze visive più potenti della Guerra d'Algeria e della forza di uno sguardo di fronte alla dominazione coloniale.

3. La riedizione del 2002 (Éditions Atlantica)
Pubblicata in occasione del 40º anniversario della tregua in Algeria.

La série « Femmes algériennes 1960 » è un importante lavoro fotografico storico realizzato dal fotografo francese Marc Garanger nel pieno della guerra d'Algeria. Inizialmente concepiti come foto d'identità forzate per l'amministrazione coloniale, questi ritratti sono diventati il simbolo universale di una protesta muta e di una resistenza di fronte all'oppressione
Il contesto storico
Nel 1960, Marc Garanger svolge il servizio militare in Algeria. Provato da un profondo disaccordo con questa guerra, viene nominato fotografo ufficiale del suo reggimento.

L’esercito francese decide allora di registrare la popolazione dei "villaggi di raggruppamento" — campi sorvegliati dove gli abitanti autoctoni venivano spostati per spezzare il sostegno ai maquis del FLN. Per controllarne i movimenti, l’amministrazione richiede la creazione di carte d'identità francesi obbligatorie. Marc Garanger riceve l’ordine di fotografare tutti gli abitanti del villaggio, a un ritmo frenetico che arriva fino a 200 volti al giorno.

Femmes Algériennes 1960 Marc Garanger
La serie « Femmes algériennes 1960 » è un importante lavoro fotografico storico realizzato dal fotografo francese Marc Garanger nel pieno della guerra d'Algeria. Inizialmente concepiti come foto d'identità forzate per l'amministrazione coloniale, questi ritratti sono diventati il simbolo universale di una protesta muta e di una resistenza di fronte all'oppressione.

La Nouvelle Chambre Claire
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Il contesto storico
Nel 1960, Marc Garanger svolge il servizio militare in Algeria. Provato da un profondo disaccordo con questa guerra, viene nominato fotografo ufficiale del suo reggimento.

La Nouvelle Chambre Claire
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L’esercito francese decide allora di registrare la popolazione dei "villaggi di raggruppamento" — campi sorvegliati dove gli abitanti autoctoni venivano spostati per spezzare il sostegno ai maquis del FLN. Per controllarne i movimenti, l’amministrazione richiede la creazione di carte d'identità francesi obbligatorie. Marc Garanger riceve l’ordine di fotografare tutti gli abitanti del villaggio, a un ritmo frenetico che arriva fino a 200 volti al giorno.

La Nouvelle Chambre Claire
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Una violenza simbolica
La maggioranza delle persone fotografate sono donne, gli uomini avendo spesso raggiunto i maquis. L’obbligo di posare per queste foto genera un trauma profondo :

Bibliothèque municipale de Lyon
Lo smascheramento forzato : Su ordine del comando militare, le donne kabyle e chaouia sono costrette a togliere velo o copricapo tradizionale davanti all'obiettivo.

Una profanazione intima : Per queste donne, esporre il volto a un uomo straniero e in uniforme costituisce una messa a nudo brutale e un totale disprezzo delle loro tradizioni
Consapevole di partecipare a un’operazione di disumanizzazione amministrativa, Marc Garanger sceglie di deviare dall'incarico. Invece di semplici foto d'identità standardizzate, adotta un'inquadratura frontale serrata, ispirata al lavoro di Edward S. Curtis sugli Amérindiens
A braccia aperte, le donne prese di mira gli oppongono una resistenza feroce :

I loro volti, segnati da tatuaggi rituali e ornati di gioielli tradizionali, fissano l'obiettivo con un'intensità feroce.
Le loro espressioni non tradiscono alcuna sottomissione, ma una dignità assoluta, un disprezzo regale e una rabbia incandescente.
Questo face-to-face trasforma l'apparecchio fotografico in uno specchio che riflette la violenza del colonizzatore.

Marc Garanger riesce a far uscire clandestinamente i negativi dall'Algeria. Nel 1966 riceve il prestigioso Prix Niépce grazie a questo lavoro, che all'epoca è pubblicato dalla stampa internazionale. La serie completa diventa oggetto di un libro memorabile, Femmes algériennes 1960, pubblicato per la prima volta nel 1982.

Oggi, queste immagini sono conservate nelle più grandi istituzioni mondiali, in particolare al Centre Pompidou di Parigi. Restano una delle testimonianze visive più potenti della Guerra d'Algeria e della forza di uno sguardo di fronte alla dominazione coloniale.

3. La riedizione del 2002 (Éditions Atlantica)
Pubblicata in occasione del 40º anniversario della tregua in Algeria.

Dettagli

Numero di Libri
1
Soggetto
Fotografia
Titolo del Libro
Femmes Algériennes 1960
Autore/ Illustratore
Marc Garanger
Condizione
Molto buone
Anno di pubblicazione dell’oggetto più vecchio
2002
Altezza
30 cm
Edizione
Edizione commemorativa
Larghezza
24 cm
Lingua
Francese
Lingua originale
Editore
atlantica
Legatura
Brossura
Numero di pagine
124
FranciaVerificato
1052
Oggetti venduti
95,93%
Privato

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