Simone Cantarini (1612-1648), da - San Giovanni nel Deserto






Ha trascorso cinque anni come esperto d'arte classica e tre anni come commissario-priseur.
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DESCRIZIONE
"San Giovanni nel Deserto", incisione in controparte da Simone Cantarini, acquaforte su carta vergellata, 17x17cm rifilata alla linea di inquadramento.
L'incisione ritrae il santo nelle spoglie di un giovane dall'atletica muscolatura, calato in un paesaggio silvestre. La figura è colta in posizione seduta, parzialmente avvolta in un drappo, mentre allunga le mani per raccogliere l'acqua con una ciotola presso un tronco d'albero sulla sinistra. Sulle sue ginocchia riposa la tipica croce di canne, attributo iconografico inequivocabile del Battista. Lo sfondo, appena abbozzato, si apre su un paesaggio collinare e montuoso delineato con tratti essenziali che conferiscono respiro e tridimensionalità alla scena, focalizzando tutta l'attenzione sul gesto quieto del protagonista.
L'opera rappresenta una sintesi perfetta della maestria incisoria dell'artista, confermandolo come uno dei più innovativi acquafortisti del Seicento europeo. La composizione si distingue per l'abbandono dei rigidi formalismi dell'epoca in favore di un segno fluido, nervoso e di straordinaria libertà espressiva. Attraverso un tratteggio a tratti rado, a tratti più fitto e vibrante per costruire le ombreggiature del corpo e le pieghe della veste, Cantarini sfrutta sapientemente gli spazi vuoti per far vibrare la luce direttamente sul foglio bianco. Questa mirabile economia di mezzi restituisce l'immediatezza di uno schizzo a mano libera, donando al foglio una freschezza e un'eleganza tecnica insuperate.
Questo lavoro si inserisce in modo emblematico nella peculiare produzione del "Pesarese", incarnandone appieno l'autonoma evoluzione poetica. Pur essendosi formato a Bologna assimilando la nobiltà del classicismo dal maestro Guido Reni, Cantarini se ne allontana progressivamente, sostituendo la fredda e algida perfezione reniana con un naturalismo più intimo e profondamente umano. Il volto del Battista, assorto e dolcemente declinato in un'atmosfera quasi domestica, è intriso di quella tenera malinconia che caratterizza i suoi soggetti migliori. È proprio questa capacità di unire genialità tecnica e introspezione emotiva ad aver reso le sue lastre dei capolavori assoluti, oggi custoditi nelle più prestigiose collezioni d'arte e istituzioni museali internazionali.
AUTORE (da)
Simone Cantarini, noto come il "Pesarese" (1612-1648), si formò nelle Marche per poi approdare a Bologna nella bottega di Guido Reni. Pur assimilando il classicismo del maestro, elaborò una poetica del tutto autonoma, sostituendone l'algida perfezione con un naturalismo più intimo, domestico e intriso di una tenera malinconia, che rese i suoi soggetti profondamente umani.
Il vertice assoluto della sua arte risiede tuttavia nell'incisione, ambito in cui si impose come uno dei più grandi e innovativi acquafortisti del Seicento europeo. La sua tecnica grafica abbandonò i rigidi formalismi dell'epoca per abbracciare un segno fluido, nervoso e di straordinaria libertà. Con un tratteggio rado e vibrante, Cantarini riusciva a far vibrare la luce sul foglio bianco, restituendo l'immediatezza e la freschezza dello schizzo a mano libera con un'eleganza e un'economia di mezzi insuperate.
La genialità delle sue lastre e dei suoi dipinti lo rende oggi protagonista delle più prestigiose collezioni d'arte mondiali. Le sue opere e i suoi ricercatissimi fogli incisi sono infatti custoditi in istituzioni come il Louvre, il Prado, il Metropolitan, gli Uffizi, l'Albertina di Vienna e il British Museum, oltre a essere gelosamente conservati all'interno delle più esclusive raccolte private internazionali.
CONDITION REPORT
Discreta la condizione generale. Fresca l'impressione, da segnalare agli angoli del margine superiore piccole mancanze reintegrate tramite restauro professionale.
La stampa e' proposta con passepartout, al quale risulta attaccata al margine superiore con piccoli pezzi di nastro adesivo (professionale per incisioni e facilmente rimovibile)
Spedizione tracciata ed assicurata con adeguato imballo.
DESCRIZIONE
"San Giovanni nel Deserto", incisione in controparte da Simone Cantarini, acquaforte su carta vergellata, 17x17cm rifilata alla linea di inquadramento.
L'incisione ritrae il santo nelle spoglie di un giovane dall'atletica muscolatura, calato in un paesaggio silvestre. La figura è colta in posizione seduta, parzialmente avvolta in un drappo, mentre allunga le mani per raccogliere l'acqua con una ciotola presso un tronco d'albero sulla sinistra. Sulle sue ginocchia riposa la tipica croce di canne, attributo iconografico inequivocabile del Battista. Lo sfondo, appena abbozzato, si apre su un paesaggio collinare e montuoso delineato con tratti essenziali che conferiscono respiro e tridimensionalità alla scena, focalizzando tutta l'attenzione sul gesto quieto del protagonista.
L'opera rappresenta una sintesi perfetta della maestria incisoria dell'artista, confermandolo come uno dei più innovativi acquafortisti del Seicento europeo. La composizione si distingue per l'abbandono dei rigidi formalismi dell'epoca in favore di un segno fluido, nervoso e di straordinaria libertà espressiva. Attraverso un tratteggio a tratti rado, a tratti più fitto e vibrante per costruire le ombreggiature del corpo e le pieghe della veste, Cantarini sfrutta sapientemente gli spazi vuoti per far vibrare la luce direttamente sul foglio bianco. Questa mirabile economia di mezzi restituisce l'immediatezza di uno schizzo a mano libera, donando al foglio una freschezza e un'eleganza tecnica insuperate.
Questo lavoro si inserisce in modo emblematico nella peculiare produzione del "Pesarese", incarnandone appieno l'autonoma evoluzione poetica. Pur essendosi formato a Bologna assimilando la nobiltà del classicismo dal maestro Guido Reni, Cantarini se ne allontana progressivamente, sostituendo la fredda e algida perfezione reniana con un naturalismo più intimo e profondamente umano. Il volto del Battista, assorto e dolcemente declinato in un'atmosfera quasi domestica, è intriso di quella tenera malinconia che caratterizza i suoi soggetti migliori. È proprio questa capacità di unire genialità tecnica e introspezione emotiva ad aver reso le sue lastre dei capolavori assoluti, oggi custoditi nelle più prestigiose collezioni d'arte e istituzioni museali internazionali.
AUTORE (da)
Simone Cantarini, noto come il "Pesarese" (1612-1648), si formò nelle Marche per poi approdare a Bologna nella bottega di Guido Reni. Pur assimilando il classicismo del maestro, elaborò una poetica del tutto autonoma, sostituendone l'algida perfezione con un naturalismo più intimo, domestico e intriso di una tenera malinconia, che rese i suoi soggetti profondamente umani.
Il vertice assoluto della sua arte risiede tuttavia nell'incisione, ambito in cui si impose come uno dei più grandi e innovativi acquafortisti del Seicento europeo. La sua tecnica grafica abbandonò i rigidi formalismi dell'epoca per abbracciare un segno fluido, nervoso e di straordinaria libertà. Con un tratteggio rado e vibrante, Cantarini riusciva a far vibrare la luce sul foglio bianco, restituendo l'immediatezza e la freschezza dello schizzo a mano libera con un'eleganza e un'economia di mezzi insuperate.
La genialità delle sue lastre e dei suoi dipinti lo rende oggi protagonista delle più prestigiose collezioni d'arte mondiali. Le sue opere e i suoi ricercatissimi fogli incisi sono infatti custoditi in istituzioni come il Louvre, il Prado, il Metropolitan, gli Uffizi, l'Albertina di Vienna e il British Museum, oltre a essere gelosamente conservati all'interno delle più esclusive raccolte private internazionali.
CONDITION REPORT
Discreta la condizione generale. Fresca l'impressione, da segnalare agli angoli del margine superiore piccole mancanze reintegrate tramite restauro professionale.
La stampa e' proposta con passepartout, al quale risulta attaccata al margine superiore con piccoli pezzi di nastro adesivo (professionale per incisioni e facilmente rimovibile)
Spedizione tracciata ed assicurata con adeguato imballo.
