Vincenzo Caprile (1856–1936) - Scorcio veneziano






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Scorcio veneziano è un dipinto a olio su tavola di Vincenzo Caprile (1856–1936), Italia, XIX secolo, stile Realismo, misure 67 × 45 × 5 cm, fornito di cornice dorata, raffigurante una veduta veneziana.
Descrizione del venditore
VINCENZO CAPRILE
(Napoli, 1856 – 1936)
Scorcio veneziano
Olio su tavola, cm. 49 x 35
Firmato e datato “V. CAPRILE ‘85” in basso a destra
Dimensione cornice cm. 67 x 45 x 5 ca.
NOTE: Pubblicazione catalogo opere della collezione Intermidiart (Pdf). Opera firmata e datata. Certificato di Garanzia e Lecita Provenienza. Opera con cornice dorata e lavorata (difetti):
Quest’opera, intitolata Scorcio veneziano, è attribuita al pittore Vincenzo Caprile (Napoli, 1856–1936), artista napoletano noto per i paesaggi, le scene di genere e i soggetti popolari, caratterizzati da una pennellata fresca e luminosa.
L’artista, riconducibile alla cultura della Scuola di Resìna e vicino a una pittura di impronta verista e luministica, alternò le vedute napoletane ai paesaggi lagunari durante i suoi soggiorni a Venezia. La tela raffigura una veduta ravvicinata di un canale interno veneziano, dominata dalle imponenti architetture e dai portali dei palazzi storici che si affacciano direttamente sui rii. In primo piano, l’acqua increspata è resa con una forte intensità materica, attraverso tonalità di verde e riflessi bruni. Sullo sfondo si intravede una gondola con alcune figure appena accennate.
Lo stile dell’opera evidenzia l’incontro tra il verismo della scuola napoletana e la sensibilità luministica maturata dall’artista durante i soggiorni in laguna. La veduta veneziana è costruita attraverso toni pacati e un impianto compositivo equilibrato e ordinato, nel quale i colori sono distribuiti senza contrasti esasperati. Ne deriva un’atmosfera di quiete, tipica di quegli scorci veneziani più appartati e lontani dai luoghi maggiormente frequentati dal turismo, un soggetto più volte affrontato da Caprile.
Nella sua pittura il colore assume una funzione propriamente costruttiva: pennellata e materia cromatica concorrono alla definizione dello spazio, restituendo sulla tela il naturale alternarsi di luci e ombre e contribuendo alla resa della profondità atmosferica. Le sue vedute veneziane si distinguono infatti per la sobrietà della tavolozza e per l’uso sapiente della luce, elementi che permettono di creare un’atmosfera sospesa e una percezione particolarmente suggestiva dello spazio, come appare evidente anche in questa tela.
Vincenzo Caprile nacque a Napoli nel 1856 in una famiglia benestante, condizione che gli consentì di dedicarsi allo studio della pittura fin dalla giovane età. Fu allievo di Gabriele Smargiassi e Achille Carrillo presso l’Istituto di Belle Arti di Napoli e completò la propria formazione sotto la guida di Domenico Morelli. Grazie alla frequentazione di Alceste Campriani e Federico Rossano entrò in contatto con l’ambiente della Scuola di Resìna, avvicinandosi a una pittura dal vero attenta alla resa atmosferica del paesaggio e alla rappresentazione naturale della luce.
Dal 1873 fino alla fine degli anni Venti partecipò regolarmente alle esposizioni della Promotrice napoletana, ricoprendo anche incarichi di rilievo: fu membro del giurì artistico e del comitato permanente tra il 1890 e il 1894 e ne fu vicepresidente nel 1911. Esordì alla Promotrice del 1873 con il dipinto A Posillipo; nel 1874 espose Strada alle paludi, nel 1875 Il crepuscolo d’autunno e, l’anno successivo, A Torre Annunziata e Ricordo di Torre del Greco.
Caprile prese parte a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui quelle di Milano, Melbourne, Venezia, Roma e Berlino. Nel 1888 fu nominato professore onorario dell’Istituto di Belle Arti di Napoli; nello stesso anno soggiornò a Buenos Aires, dove ricevette numerose commissioni per ritratti da parte di importanti esponenti della politica locale.
Rientrato a Napoli nel 1890, si dedicò prevalentemente alla pittura di paesaggio e svolse anche un’intensa attività di ritrattista, arrivando a essere considerato ritrattista della Casa Savoia. Negli ultimi anni della sua vita gli furono dedicate importanti mostre personali alla Permanente di Napoli nel 1924, a Milano nel 1933 e a Livorno nel 1934. Nel 1927 espose insieme a Vincenzo Genito e Vincenzo Migliaro presso la Galleria Pesaro. Vincenzo Caprile morì a Napoli il 23 giugno 1936.
In merito allo stato di conservazione, la superficie pittorica mostra una vernice in patina. Si notano, inoltre, a luce solare radente le caratteristiche del colore steso e dell’andamento della pennellata. Le misure dell’opera sono cm. 49 x 35. Il dipinto risulta impreziosita da una bella cornice dorata e lavorata, di grande effetto decorativo (dimensione cm. 67 x 45 x 5 ca., presenza difetti). "La cornice mostrata nelle foto riportate sopra è stata aggiunta all’opera d’arte dal venditore o da un soggetto terzo. La cornice ti viene fornita senza costi aggiuntivi in modo che sia pronta da esporre non appena arriva. La cornice viene inclusa a titolo di cortesia e non è considerata parte integrante dell’opera d’arte. Pertanto, qualsiasi potenziale danno alla cornice che non influisce sull’opera d’arte stessa non sarà accettato come motivo valido per aprire un reclamo o richiedere l’annullamento dell’ordine."
PROVENIENZA: Coll. Privata
PUBBLICAZIONE:
INEDITA QUADRERIA, Catalogo generale dei dipinti della collezione della Galleria Intermidiart di Andrea Maggio, 2026 (pdf).
Nel caso di vendita al di fuori del territorio italiano, l'acquirente dovrà attendere i tempi di evasione delle pratiche di esportazione.
Il venditore si racconta
VINCENZO CAPRILE
(Napoli, 1856 – 1936)
Scorcio veneziano
Olio su tavola, cm. 49 x 35
Firmato e datato “V. CAPRILE ‘85” in basso a destra
Dimensione cornice cm. 67 x 45 x 5 ca.
NOTE: Pubblicazione catalogo opere della collezione Intermidiart (Pdf). Opera firmata e datata. Certificato di Garanzia e Lecita Provenienza. Opera con cornice dorata e lavorata (difetti):
Quest’opera, intitolata Scorcio veneziano, è attribuita al pittore Vincenzo Caprile (Napoli, 1856–1936), artista napoletano noto per i paesaggi, le scene di genere e i soggetti popolari, caratterizzati da una pennellata fresca e luminosa.
L’artista, riconducibile alla cultura della Scuola di Resìna e vicino a una pittura di impronta verista e luministica, alternò le vedute napoletane ai paesaggi lagunari durante i suoi soggiorni a Venezia. La tela raffigura una veduta ravvicinata di un canale interno veneziano, dominata dalle imponenti architetture e dai portali dei palazzi storici che si affacciano direttamente sui rii. In primo piano, l’acqua increspata è resa con una forte intensità materica, attraverso tonalità di verde e riflessi bruni. Sullo sfondo si intravede una gondola con alcune figure appena accennate.
Lo stile dell’opera evidenzia l’incontro tra il verismo della scuola napoletana e la sensibilità luministica maturata dall’artista durante i soggiorni in laguna. La veduta veneziana è costruita attraverso toni pacati e un impianto compositivo equilibrato e ordinato, nel quale i colori sono distribuiti senza contrasti esasperati. Ne deriva un’atmosfera di quiete, tipica di quegli scorci veneziani più appartati e lontani dai luoghi maggiormente frequentati dal turismo, un soggetto più volte affrontato da Caprile.
Nella sua pittura il colore assume una funzione propriamente costruttiva: pennellata e materia cromatica concorrono alla definizione dello spazio, restituendo sulla tela il naturale alternarsi di luci e ombre e contribuendo alla resa della profondità atmosferica. Le sue vedute veneziane si distinguono infatti per la sobrietà della tavolozza e per l’uso sapiente della luce, elementi che permettono di creare un’atmosfera sospesa e una percezione particolarmente suggestiva dello spazio, come appare evidente anche in questa tela.
Vincenzo Caprile nacque a Napoli nel 1856 in una famiglia benestante, condizione che gli consentì di dedicarsi allo studio della pittura fin dalla giovane età. Fu allievo di Gabriele Smargiassi e Achille Carrillo presso l’Istituto di Belle Arti di Napoli e completò la propria formazione sotto la guida di Domenico Morelli. Grazie alla frequentazione di Alceste Campriani e Federico Rossano entrò in contatto con l’ambiente della Scuola di Resìna, avvicinandosi a una pittura dal vero attenta alla resa atmosferica del paesaggio e alla rappresentazione naturale della luce.
Dal 1873 fino alla fine degli anni Venti partecipò regolarmente alle esposizioni della Promotrice napoletana, ricoprendo anche incarichi di rilievo: fu membro del giurì artistico e del comitato permanente tra il 1890 e il 1894 e ne fu vicepresidente nel 1911. Esordì alla Promotrice del 1873 con il dipinto A Posillipo; nel 1874 espose Strada alle paludi, nel 1875 Il crepuscolo d’autunno e, l’anno successivo, A Torre Annunziata e Ricordo di Torre del Greco.
Caprile prese parte a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui quelle di Milano, Melbourne, Venezia, Roma e Berlino. Nel 1888 fu nominato professore onorario dell’Istituto di Belle Arti di Napoli; nello stesso anno soggiornò a Buenos Aires, dove ricevette numerose commissioni per ritratti da parte di importanti esponenti della politica locale.
Rientrato a Napoli nel 1890, si dedicò prevalentemente alla pittura di paesaggio e svolse anche un’intensa attività di ritrattista, arrivando a essere considerato ritrattista della Casa Savoia. Negli ultimi anni della sua vita gli furono dedicate importanti mostre personali alla Permanente di Napoli nel 1924, a Milano nel 1933 e a Livorno nel 1934. Nel 1927 espose insieme a Vincenzo Genito e Vincenzo Migliaro presso la Galleria Pesaro. Vincenzo Caprile morì a Napoli il 23 giugno 1936.
In merito allo stato di conservazione, la superficie pittorica mostra una vernice in patina. Si notano, inoltre, a luce solare radente le caratteristiche del colore steso e dell’andamento della pennellata. Le misure dell’opera sono cm. 49 x 35. Il dipinto risulta impreziosita da una bella cornice dorata e lavorata, di grande effetto decorativo (dimensione cm. 67 x 45 x 5 ca., presenza difetti). "La cornice mostrata nelle foto riportate sopra è stata aggiunta all’opera d’arte dal venditore o da un soggetto terzo. La cornice ti viene fornita senza costi aggiuntivi in modo che sia pronta da esporre non appena arriva. La cornice viene inclusa a titolo di cortesia e non è considerata parte integrante dell’opera d’arte. Pertanto, qualsiasi potenziale danno alla cornice che non influisce sull’opera d’arte stessa non sarà accettato come motivo valido per aprire un reclamo o richiedere l’annullamento dell’ordine."
PROVENIENZA: Coll. Privata
PUBBLICAZIONE:
INEDITA QUADRERIA, Catalogo generale dei dipinti della collezione della Galleria Intermidiart di Andrea Maggio, 2026 (pdf).
Nel caso di vendita al di fuori del territorio italiano, l'acquirente dovrà attendere i tempi di evasione delle pratiche di esportazione.
