Luigi Bartolini (1892 - 1963) - Il pozzo della Nencia - Acquaforte - 1959

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Luigi Bartolini, Il pozzo della Nencia, acquaforte originale del 1959, firmata su lastra, su carta Fabriano fatta a mano, 38,4 × 27,0 cm, Realismo.

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Descrizione del venditore

Luigi Bartolini (1892 - 1963)

Il pozzo della Nencia

Acquaforte e acquatinta con granitura

Datazione in lastra: 1959

Doppiamente firmata in lastra: "Bartolini 1959" in basso a sinistra e "Bartolini" in basso a destra

Realizzata su carta a mano da Fabriano, vergellata e con le seguenti due filigrane: scritta "PERUGIA", con LEONE ALATO RAMPANTE, e scritta "CM FABRIANO"

Dimensioni lastra: 18,5x12,5 cm

Dimensioni foglio: 38,4x27,0 cm

Ben impressa, margini amplissimi

Non firmata a mano, non presente la tiratura

L'acquaforte "Il pozzo della Nencia" fu inserita nel libro: Lorenzo De’ Medici, La Nencia da Barberino, 1963, dell'Editore Bucciarelli, stampato in 100 esemplari.

BIBLIOGRAFIA
1987 Catalogo Prandi 196 n. 41
2009 Catalogo Prandi 240 n. 59

Senza cornice

In ottime condizioni (si vedano le immagini)

ATTENZIONE:
Non si effettuano spedizioni verso gli Stati Uniti perché in Italia, a causa dell'introduzione dei dazi, non vi e' alcun corriere che consente di inviare merci per un privato



Le edizioni di Brenno Bucciarelli coprono l'arco di un trentennio, dal 1960 al 1988, anno della morte dell'editore. Brenno Bucciarelli nasce a Castelplanio nel 1918 e si avvicina al mondo dei caratteri a stampa nella bottega del nonno Luigi Romagnoli, ottimo tipografo. Comincia a stampare piccoli e preziosi volumi di poesia e nel 1956 vince un premio, il “Carattere d’oro”, partecipando al concorso bandito dalla rivista «Graphicus» di Torino. Nel 1965 si afferma al concorso nazionale “Premio Bodoni” per la città di Parma, mentre il suo catalogo personale si arricchisce di opere come I canti di Leopardi, L’aprés-midi d’un faune di Mallarmé, venti sonetti di Michelangelo e le ballate di Villon pubblicati in copie numerate, realizzate su carta a mano da Fabriano e corredate da acqueforti, litografie, linoleum dei maestri dell’incisione come Luigi Bartolini, Virgilio Guidi, Mario Micossi, Walter Piacesi. I volumi Bucciarelli si inseriscono appieno nella tradizione settecentesca della grande tipografia italiana: la scelta e la nitidezza dei caratteri, le proporzioni classiche delle spaziature e delle pagine, la cura del formato e dell’edizione si accompagnano ad un’attenta selezione letteraria. La sua ricerca si colloca tra scrittura contemporanea e antica: propone, infatti, La Nencia da Barberino di Lorenzo de’ Medici (1965), i Sonetti dei mesi di Folgore da San Gimignano (1972) , Il cimitero marino di Valéry (1972), e poi gli scritti di Santucci, le poesie di Bartolini, di Volponi e Sinisgalli, per citare alcuni tra gli autori. Nel 1965, accompagnato da due tagli di Fontana, esce il volume di Ungaretti Apocalissi e sedici traduzioni; di Lucio Fontana sono anche le due acqueforti nell’Ode a Lucio Fontana di Leonardo Sinisgalli (1962). Di particolare importanza è la collana «Le Pagine» che pubblica tra gli altri: Un'acquaforte / Il mutevole e l'eterno di Primo Conti e Nicola Lisi (1962) e Le finestre di via Rubens di Leonardo Sinisgalli (1962), Madonna/Sei diventata la mamma di Virgilio Guidi e Luigi Santucci (1965), Concetto spaziale / Diario di Lucio Fontana e Leonardo Sinisgalli (1969). La presenza costante dell’incisione nelle sue edizioni porta Bucciarelli ad una collaborazione continuativa con gli artisti contemporanei: lavorano con lui, fra gli altri, Leonardo Castellani, Franco Gentilini, Pericle Fazzini, Walter Piacesi, Orfeo Tamburi. Dall’ottobre 1969 al settembre 1973 redige e pubblica una rivista trimestrale «L’Incisione», con intenti storici e divulgativi e con un particolare riguardo per le edizioni numerate d’artista. Per un approfondimento sull’attività editoriale di Bucciarelli si rimanda al catalogo della mostra tenuta ad Ancona, dal 10 novembre al 9 dicembre 1984, presso Palazzo Mengoni Ferretti, Le edizioni d'artista a copie numerate di Brenno Bucciarelli, Urbino, Arti grafiche editoriali, 1984.


Luigi Bartolini (Cupramontana, 8 febbraio 1892 – Roma, 16 maggio 1963) è stato un incisore, pittore, scrittore e poeta italiano.
Biografia
Nato a Cupramontana l'8 febbraio 1892, è considerato insieme a Giorgio Morandi e Giuseppe Viviani tra i maggiori incisori italiani del Novecento. Formatosi all'Accademia di Roma, la sua prima acquaforte risale al 1909 (La lanterna o I lanternini). Il suo stile si riallaccia alla tradizione naturalista italiana dell'Ottocento guardando al contempo le stampe di Rembrandt, Goya, Telemaco Signorini, Giovanni Fattori e degli incisori del Settecento italiano. Partecipò, su invito, sia come incisore che come pittore a quasi tutte le edizioni della Biennale di Venezia dal 1928 al 1962, ricevendo il premio per l'incisione nel 1942. Per l'incisione fu premiato a Firenze nel 1932 con Morandi e Umberto Boccioni (alla memoria), nel 1935 alla Quadriennale di Roma e nel 1950 a Lugano.

Nel 1933 viene arrestato per motivi politici ad Osimo, dove risiedeva da qualche anno, dal regime fascista col quale pure aveva avuto rapporti. Dopo un mese di carcere ad Ancona venne confinato prima a Montefusco e poi a Merano dove rimarrà fino al 1938. Si trattò, secondo Luciano Troisio, uno dei suoi biografi, di un "processo e di un confino farsa": perché "L'antifascismo di Bartolini è perlomeno strano, dato che i veri antifascisti erano in carcere, ridotti all'impotenza, al silenzio, e comunque derisi, e non avevano certo come Bartolini intere pagine delle riviste fasciste a loro disposizione, tutta la loro opera diffusa, le incisioni riprodotte, le poesie pubblicate, le opere narrative recensite dagli organi del partito e pubblicizzate, non venivano ricevuti dal ministro Bottai per "leticare alla brava e alla buona, con fraternità d'affetto", come scriveva lo stesso Bottai il 1º agosto 1932 dalla villeggiatura di Frascati" (Troisio, "L'amoroso detective", 1979; cfr. p. 130 e ss.). Insomma: "Francamente il fascismo trattò Bartolini con tanto di guanti", conclude il letterato patavino.

L'opinione del “biografo patavino” parte però da un presupposto errato: che Luigi Bartolini si professasse antifascista. In realtà l'artista si è sempre definito anarchico, anzi “anarchico celestiale”, interessato solo all'arte e non alla politica. Infatti Bartolini non compare tra gli intellettuali che sottoscrissero, nel 1925, il Manifesto degli intellettuali fascisti, promosso dal filosofo Giovanni Gentile, con cui i numerosi firmatari garantivano l'appoggio e l'approvazione al regime.

Un'interessante sintesi del complesso rapporto tra Luigi Bartolini e il fascismo si trova nel libro “Mino Rosi e Luigi Bartolini, un sodalizio intellettuale”. “La storia delle frizioni inquietanti e degli scontri tempestosi tra Luigi Bartolini e il Fascismo potrebbe costituire un dossier di molte pagine. Il primo ma già decisivo episodio del fitto catalogo di ostracismi, censure, interdizioni che egli dovette subire a causa soprattutto dei suoi scritti scopertamente critici verso non tanto l’istituzione politica in sé, quanto verso le gerarchie del regime e i loro lacchè intellettuali, fu nel 1933 l’accusa di intrattenere “segreti rapporti epistolari con i fuoriusciti” leggi Lionello Venturi (che peraltro, a Parigi, gli aveva venduto un gruppo di acqueforti). La cosa gli costò dapprima il ritiro della tessera del partito, quindi l’arresto e l’associazione alle carceri di Ancona e il successivo confino a Montefusco, in quel di Avellino. Mussolini fece poi permutare il confino in un trasferimento a Merano, come sorvegliato politico. Il seguito fu una catena di azioni e reazioni: proibizioni ai giornali di pubblicare i suoi scritti, sequestri di libri (e distruzione: vedi Scritti d’eccezione, Il Campano Archiviato il 17 settembre 2017 in Internet Archive., 1942, n.d.r.), chiusure di mostre e quant’altro. Nel 1945 Bartolini raccontò la propria odissea in un libello (Perché do ombra Archiviato il 17 settembre 2017 in Internet Archive., Stampa Novografica, Roma 1945, n.d.r.) composto per rapide citazioni di testimonianze e documenti sui suoi trascorsi di dissidente perseguitato, quasi carta d’identità o inequivocabile lettera di credenziali per prendere ancora una volta polemicamente posizione nel nuovo clima, non privo di mistificazioni, del Dopoguerra”. (Cfr. N. Micieli, Mino Rosi e Luigi Bartolini, un sodalizio intellettuale. Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, 1998).

Una breve ma significativa testimonianza sulla statura morale di Luigi Bartolini l’ha resa anche l'Unità il 28 gennaio 2002 con un intervento firmato Raul Wittenberg: “Caro Direttore, vorrei anch’io ricordare, nel Giorno della Memoria, una persona grazie alla quale la mia famiglia, ebrea di Königsberg, ha potuto evitare il martirio nei campi nazisti dopo la fuga dalla Germania di Hitler. Si tratta di Luigi Bartolini, scomparso quarant’anni or sono (…). In quel terribile inverno del 1944, un pomeriggio mio padre fu avvisato che il giorno dopo sarebbe stato prelevato con la sua compagna dalla Gestapo. Non abbiamo mai saputo chi abbia voluto avvisarci. Fatto sta che i miei raccolsero poche cose e fuggirono verso la vicina casa di un conoscente antifascista che aveva promesso ospitalità qualora fossero stati scoperti. Ma nessuno rispose al disperato insistere sul campanello. Si faceva sera, si avvicinava il coprifuoco, i miei decisero di tentare con il Maestro. Bartolini non solo aprì subito la porta, ma insieme alla signora Anita accolse i miei e li tenne nascosti in casa per oltre una settimana , giusto il tempo di organizzare la fuga da Roma. E Bartolini lo fece a suo rischio (…). Dopo molti anni, spinto dall’ondata di razzismo e antisemitismo che sembra emergere nell’attuale situazione politica, ho sentito la necessità di rendere pubblicamente omaggio alla memoria di un uomo giusto (…). (Cfr. l'Unità, 28 gennaio 2002, pag. 29 sez. nazionale Commenti).

Sempre nel periodo 1949-1950 realizza, insieme ad un autoritratto, Le mietitrici per l'importante collezione Verzocchi di Forlì, oggi alla Pinacoteca Civica di quella città.

Fu presente a tutte le più importanti manifestazioni artistiche del suo tempo, sviluppando diverse maniere definiti da lui stesso: "maniera bionda", "nera" e "lineare", con questi modi realizzò numerose acqueforti con: paesaggi delle Marche e della Sicilia e le serie: Gli insetti, Le farfalle, Gli uccelli, e Scene di caccia.

Notevole anche la sua attività di scrittore, poeta, critico d'arte e polemista, con oltre 70 libri pubblicati con le maggiore case editrici, tra le quali Vallecchi, Arnoldo Mondadori Editore, Longanesi e Nistri Lischi. Fu collaboratore della principali riviste e giornali italiani: Il Selvaggio, Il Frontespizio, Quadrivio, Maestrale, Corriere della Sera, Il Borghese, La Fiera Letteraria, Il Resto del Carlino, Il Gazzettino. Pochi sanno che la rivista Corrente prende il suo nome da una indicazione di Luigi Bartolini.

Nel 1946 pubblica per l'editore Polin di Roma il romanzo Ladri di biciclette, dal quale Cesare Zavattini trasse spunto per la sceneggiatura dell'omonimo film di Vittorio De Sica.

Nel 1960 viene nominato Accademico di San Luca.

Nel 1965 gli viene dedicata una retrospettiva nell'ambito della IX Quadriennale di Roma.

Mostre e premi
1928 - Prima partecipazione alla Biennale di Venezia
1932 - Mostra dell'incisione italiana - 1º Premio
1935 - Ia Quadriennale di Roma - 1º Premio per l'incisione
1939 - IIa Quadriennale di Roma - 1º Premio per l'incisione
1942 - XXII Biennale di Venezia - Sala personale e 1º premio per l'incisione
1949 - Twentieth-Century Italian Art, BY JAMES THRALL SODY AND ALFRED H. DAUR, JR, MoMa, New York[1][2]
1950 - Premio internazionale di Lugano - 1º premio
1951 - Personale alla galleria Silvagni di Parigi
1952 - Personale alla Calcografia Nazionale di Roma
1952 - XXVI Biennale di Venezia - Premio per l'incisione
1953 - Personale a Bruxelles alla biblioteca reale
1953 - Premio Chianciano per la poesia con il libro "Pianete"
1954 - Premio Marzotto per la letteratura con D. Buzzati
1956 - Premio Marzotto per la pittura
1956 - III Biennale dell'Incisione a Venezia - Premio della Presidenza del Consiglio
1960 - Viene nominato Accademico di San Luca
1962 - XXXI Biennale di Venezia - Sala personale
1962 - Mostra personale alla Calcografia Nazionale di Roma
1965 - IX Quadriennale di Roma - Sala personale

Opere
Narrativa
1930 - Passeggiata con la ragazza - Ed. Vallecchi- Firenze
1930 - Il ritorno sul Carso - Ed. Mondadori- Milano
1931 - Il molino della carne - Ed. Bompiani- Milano
1933 - L'orso ed altri amorosi capitoli - Ed. Vallecchi- Firenze
1940 - Follonica ed altri 14 capitoli di umore amoroso - Ed. Emiliano degli Orfini- Genova
1942 - Il cane scontento ed altri racconti - Ed. Tuminelli- Roma
1943 - Vita di Anna Stickler racconti e acqueforti - Ed. Tuminelli- Roma
1946 - Ladri di biciclette - Ed. Polin - Roma
1948 - Ladri di biciclette 2ª edizione - Ed. Longanesi- Milano
1945 - Ragazza caduta in città - Ed. Il Solco - Città di Castello
1949 - Amata dopo - Ed. Nistri Lischi - Pisa
1951 - Il mezzano Alipio - Ed. Vallecchi - Firenze
1954 - Signora Malata di cuore - Vallecchi - Firenze
1955 - Antinoo o l'efebo dal naso a becco di civetta - Ed. Porfiri - Roma
1955 - Castelli Romani - Ed. Cappelli - Bologna
1957 - Tre prose d'arte - Il sodalizio del libro - Venezia
1959 - La pettegola ed altri racconti - Ed. Cappelli - Bologna
1960 - Le acque del Basento - Ed. Mondadori - Milano
1960 - Passeggiata con la ragazza nuova edizione - Ed. Mondadori - Milano
1962 - L'antro di Capelvenere - Ed. Istituto d'arte - Urbino
1963 - Racconti scabrosi - Ed. Scheiwiller - Milano

Poesia
1924 - Il guanciale - Ed. Merat - Parigi
1924 - Il guanciale - Ed. IL pensiero contemporaneo - Torino
1931 - La vita dei morti - Ed. Campitelli - Foligno
1939 - Poesie 1928-1938 - Ed. La Modernissima - Roma
1941 - Poesie ad Anna Stikler - Ed. Il Cavallino - Venezia
1942 - Scritti d'eccezione - Ed. IL Campano - Pisa
1944 - Poesie e satire - Ed. D.O.C. - Roma
1948 - Liriche e polemiche - Ed- Nistri Lischi - Pisa
1953 - Pianete - Ed. Vallecchi - Firenze
1953 - Poesie per Anita e Luciana - Ed. Scheiwiller - Milano
1953 - Addio ai sogni - Ed. Scheiwiller - Milano
1953 - Ombre fa le metope - Ed. Schwarz - MIlano
1954 - Dodici Poesie di Luigi Bartolini - Ed. Malaria - Follonica
1954 - Poesie 1954 - Ed. Vallecchi - Firenze
1958 - Al padre ed altri poemetti - Ed. Miano - Milano
1959 - Il Mazzetto - Ed. MOndadori - Milano
1960 - Poesie 1960 - Ed. Bucciarelli - Ancona
1961 - 13 Canzonette - Ed. Scheiwiller - Milano
1963 - L'eremo dei frati bianchi - Ed. Bucciarelli - Ancona
1963 - Testamento per Luciana - Ed. Bucciarelli - Ancona

Luigi Bartolini nei musei
Londra - British Museum
Parigi - Museo Jeu de Paume
Parigi - Biblioteca nazionale
New York - Museum of Modern art (MoMa)
Washington - National Gallery of Art
Helsinki - Museo Ateneum (donazione Pieraccini)
Roma - Galleria nazionale d'arte moderna
Firenze - Gabinetto delle stampe degli Uffizi
Firenze - Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti
Milano - Civica raccolta Bertarelli, Castello Sforzesco (insieme alla collezione Lamberto Vitali)
Milano - Museo d’arte moderna
Pisa - Gabinetto disegni e stampe dell’università (collezione Sebastiano Timpanaro)
Roma - Museo della scuola romana
Bologna - Pinacoteca nazionale
Volterra - Fondazione Cassa di Risparmio (collezione Mino Rosi)
Bolzano - Museo d’arte moderna
Ancona - Pinacoteca
Cupramontana - Biblioteca comunale, pinacoteca Luigi Bartolini
Assisi - Galleria d’arte contemporanea
Macerata - Musei civici di Palazzo Buonaccorsi
Macerata - Museo Palazzo Ricci
Livorno - Museo G. Fattori
Cortina d’Ampezzo - Museo delle Regole
Recanati - Museo d’arte contemporanea
Forlì - Pinacoteca civica
Palmi - Pinacoteca Leonida ed Albertina Repaci
Osimo - Museo civico sez. arte moderna e contemporanea
Jesi - Pinacoteca civica e galleria d'arte contemporanea
Castronuovo di Sant'Andrea - Museo internazionale della grafica

Luigi Bartolini (1892 - 1963)

Il pozzo della Nencia

Acquaforte e acquatinta con granitura

Datazione in lastra: 1959

Doppiamente firmata in lastra: "Bartolini 1959" in basso a sinistra e "Bartolini" in basso a destra

Realizzata su carta a mano da Fabriano, vergellata e con le seguenti due filigrane: scritta "PERUGIA", con LEONE ALATO RAMPANTE, e scritta "CM FABRIANO"

Dimensioni lastra: 18,5x12,5 cm

Dimensioni foglio: 38,4x27,0 cm

Ben impressa, margini amplissimi

Non firmata a mano, non presente la tiratura

L'acquaforte "Il pozzo della Nencia" fu inserita nel libro: Lorenzo De’ Medici, La Nencia da Barberino, 1963, dell'Editore Bucciarelli, stampato in 100 esemplari.

BIBLIOGRAFIA
1987 Catalogo Prandi 196 n. 41
2009 Catalogo Prandi 240 n. 59

Senza cornice

In ottime condizioni (si vedano le immagini)

ATTENZIONE:
Non si effettuano spedizioni verso gli Stati Uniti perché in Italia, a causa dell'introduzione dei dazi, non vi e' alcun corriere che consente di inviare merci per un privato



Le edizioni di Brenno Bucciarelli coprono l'arco di un trentennio, dal 1960 al 1988, anno della morte dell'editore. Brenno Bucciarelli nasce a Castelplanio nel 1918 e si avvicina al mondo dei caratteri a stampa nella bottega del nonno Luigi Romagnoli, ottimo tipografo. Comincia a stampare piccoli e preziosi volumi di poesia e nel 1956 vince un premio, il “Carattere d’oro”, partecipando al concorso bandito dalla rivista «Graphicus» di Torino. Nel 1965 si afferma al concorso nazionale “Premio Bodoni” per la città di Parma, mentre il suo catalogo personale si arricchisce di opere come I canti di Leopardi, L’aprés-midi d’un faune di Mallarmé, venti sonetti di Michelangelo e le ballate di Villon pubblicati in copie numerate, realizzate su carta a mano da Fabriano e corredate da acqueforti, litografie, linoleum dei maestri dell’incisione come Luigi Bartolini, Virgilio Guidi, Mario Micossi, Walter Piacesi. I volumi Bucciarelli si inseriscono appieno nella tradizione settecentesca della grande tipografia italiana: la scelta e la nitidezza dei caratteri, le proporzioni classiche delle spaziature e delle pagine, la cura del formato e dell’edizione si accompagnano ad un’attenta selezione letteraria. La sua ricerca si colloca tra scrittura contemporanea e antica: propone, infatti, La Nencia da Barberino di Lorenzo de’ Medici (1965), i Sonetti dei mesi di Folgore da San Gimignano (1972) , Il cimitero marino di Valéry (1972), e poi gli scritti di Santucci, le poesie di Bartolini, di Volponi e Sinisgalli, per citare alcuni tra gli autori. Nel 1965, accompagnato da due tagli di Fontana, esce il volume di Ungaretti Apocalissi e sedici traduzioni; di Lucio Fontana sono anche le due acqueforti nell’Ode a Lucio Fontana di Leonardo Sinisgalli (1962). Di particolare importanza è la collana «Le Pagine» che pubblica tra gli altri: Un'acquaforte / Il mutevole e l'eterno di Primo Conti e Nicola Lisi (1962) e Le finestre di via Rubens di Leonardo Sinisgalli (1962), Madonna/Sei diventata la mamma di Virgilio Guidi e Luigi Santucci (1965), Concetto spaziale / Diario di Lucio Fontana e Leonardo Sinisgalli (1969). La presenza costante dell’incisione nelle sue edizioni porta Bucciarelli ad una collaborazione continuativa con gli artisti contemporanei: lavorano con lui, fra gli altri, Leonardo Castellani, Franco Gentilini, Pericle Fazzini, Walter Piacesi, Orfeo Tamburi. Dall’ottobre 1969 al settembre 1973 redige e pubblica una rivista trimestrale «L’Incisione», con intenti storici e divulgativi e con un particolare riguardo per le edizioni numerate d’artista. Per un approfondimento sull’attività editoriale di Bucciarelli si rimanda al catalogo della mostra tenuta ad Ancona, dal 10 novembre al 9 dicembre 1984, presso Palazzo Mengoni Ferretti, Le edizioni d'artista a copie numerate di Brenno Bucciarelli, Urbino, Arti grafiche editoriali, 1984.


Luigi Bartolini (Cupramontana, 8 febbraio 1892 – Roma, 16 maggio 1963) è stato un incisore, pittore, scrittore e poeta italiano.
Biografia
Nato a Cupramontana l'8 febbraio 1892, è considerato insieme a Giorgio Morandi e Giuseppe Viviani tra i maggiori incisori italiani del Novecento. Formatosi all'Accademia di Roma, la sua prima acquaforte risale al 1909 (La lanterna o I lanternini). Il suo stile si riallaccia alla tradizione naturalista italiana dell'Ottocento guardando al contempo le stampe di Rembrandt, Goya, Telemaco Signorini, Giovanni Fattori e degli incisori del Settecento italiano. Partecipò, su invito, sia come incisore che come pittore a quasi tutte le edizioni della Biennale di Venezia dal 1928 al 1962, ricevendo il premio per l'incisione nel 1942. Per l'incisione fu premiato a Firenze nel 1932 con Morandi e Umberto Boccioni (alla memoria), nel 1935 alla Quadriennale di Roma e nel 1950 a Lugano.

Nel 1933 viene arrestato per motivi politici ad Osimo, dove risiedeva da qualche anno, dal regime fascista col quale pure aveva avuto rapporti. Dopo un mese di carcere ad Ancona venne confinato prima a Montefusco e poi a Merano dove rimarrà fino al 1938. Si trattò, secondo Luciano Troisio, uno dei suoi biografi, di un "processo e di un confino farsa": perché "L'antifascismo di Bartolini è perlomeno strano, dato che i veri antifascisti erano in carcere, ridotti all'impotenza, al silenzio, e comunque derisi, e non avevano certo come Bartolini intere pagine delle riviste fasciste a loro disposizione, tutta la loro opera diffusa, le incisioni riprodotte, le poesie pubblicate, le opere narrative recensite dagli organi del partito e pubblicizzate, non venivano ricevuti dal ministro Bottai per "leticare alla brava e alla buona, con fraternità d'affetto", come scriveva lo stesso Bottai il 1º agosto 1932 dalla villeggiatura di Frascati" (Troisio, "L'amoroso detective", 1979; cfr. p. 130 e ss.). Insomma: "Francamente il fascismo trattò Bartolini con tanto di guanti", conclude il letterato patavino.

L'opinione del “biografo patavino” parte però da un presupposto errato: che Luigi Bartolini si professasse antifascista. In realtà l'artista si è sempre definito anarchico, anzi “anarchico celestiale”, interessato solo all'arte e non alla politica. Infatti Bartolini non compare tra gli intellettuali che sottoscrissero, nel 1925, il Manifesto degli intellettuali fascisti, promosso dal filosofo Giovanni Gentile, con cui i numerosi firmatari garantivano l'appoggio e l'approvazione al regime.

Un'interessante sintesi del complesso rapporto tra Luigi Bartolini e il fascismo si trova nel libro “Mino Rosi e Luigi Bartolini, un sodalizio intellettuale”. “La storia delle frizioni inquietanti e degli scontri tempestosi tra Luigi Bartolini e il Fascismo potrebbe costituire un dossier di molte pagine. Il primo ma già decisivo episodio del fitto catalogo di ostracismi, censure, interdizioni che egli dovette subire a causa soprattutto dei suoi scritti scopertamente critici verso non tanto l’istituzione politica in sé, quanto verso le gerarchie del regime e i loro lacchè intellettuali, fu nel 1933 l’accusa di intrattenere “segreti rapporti epistolari con i fuoriusciti” leggi Lionello Venturi (che peraltro, a Parigi, gli aveva venduto un gruppo di acqueforti). La cosa gli costò dapprima il ritiro della tessera del partito, quindi l’arresto e l’associazione alle carceri di Ancona e il successivo confino a Montefusco, in quel di Avellino. Mussolini fece poi permutare il confino in un trasferimento a Merano, come sorvegliato politico. Il seguito fu una catena di azioni e reazioni: proibizioni ai giornali di pubblicare i suoi scritti, sequestri di libri (e distruzione: vedi Scritti d’eccezione, Il Campano Archiviato il 17 settembre 2017 in Internet Archive., 1942, n.d.r.), chiusure di mostre e quant’altro. Nel 1945 Bartolini raccontò la propria odissea in un libello (Perché do ombra Archiviato il 17 settembre 2017 in Internet Archive., Stampa Novografica, Roma 1945, n.d.r.) composto per rapide citazioni di testimonianze e documenti sui suoi trascorsi di dissidente perseguitato, quasi carta d’identità o inequivocabile lettera di credenziali per prendere ancora una volta polemicamente posizione nel nuovo clima, non privo di mistificazioni, del Dopoguerra”. (Cfr. N. Micieli, Mino Rosi e Luigi Bartolini, un sodalizio intellettuale. Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, 1998).

Una breve ma significativa testimonianza sulla statura morale di Luigi Bartolini l’ha resa anche l'Unità il 28 gennaio 2002 con un intervento firmato Raul Wittenberg: “Caro Direttore, vorrei anch’io ricordare, nel Giorno della Memoria, una persona grazie alla quale la mia famiglia, ebrea di Königsberg, ha potuto evitare il martirio nei campi nazisti dopo la fuga dalla Germania di Hitler. Si tratta di Luigi Bartolini, scomparso quarant’anni or sono (…). In quel terribile inverno del 1944, un pomeriggio mio padre fu avvisato che il giorno dopo sarebbe stato prelevato con la sua compagna dalla Gestapo. Non abbiamo mai saputo chi abbia voluto avvisarci. Fatto sta che i miei raccolsero poche cose e fuggirono verso la vicina casa di un conoscente antifascista che aveva promesso ospitalità qualora fossero stati scoperti. Ma nessuno rispose al disperato insistere sul campanello. Si faceva sera, si avvicinava il coprifuoco, i miei decisero di tentare con il Maestro. Bartolini non solo aprì subito la porta, ma insieme alla signora Anita accolse i miei e li tenne nascosti in casa per oltre una settimana , giusto il tempo di organizzare la fuga da Roma. E Bartolini lo fece a suo rischio (…). Dopo molti anni, spinto dall’ondata di razzismo e antisemitismo che sembra emergere nell’attuale situazione politica, ho sentito la necessità di rendere pubblicamente omaggio alla memoria di un uomo giusto (…). (Cfr. l'Unità, 28 gennaio 2002, pag. 29 sez. nazionale Commenti).

Sempre nel periodo 1949-1950 realizza, insieme ad un autoritratto, Le mietitrici per l'importante collezione Verzocchi di Forlì, oggi alla Pinacoteca Civica di quella città.

Fu presente a tutte le più importanti manifestazioni artistiche del suo tempo, sviluppando diverse maniere definiti da lui stesso: "maniera bionda", "nera" e "lineare", con questi modi realizzò numerose acqueforti con: paesaggi delle Marche e della Sicilia e le serie: Gli insetti, Le farfalle, Gli uccelli, e Scene di caccia.

Notevole anche la sua attività di scrittore, poeta, critico d'arte e polemista, con oltre 70 libri pubblicati con le maggiore case editrici, tra le quali Vallecchi, Arnoldo Mondadori Editore, Longanesi e Nistri Lischi. Fu collaboratore della principali riviste e giornali italiani: Il Selvaggio, Il Frontespizio, Quadrivio, Maestrale, Corriere della Sera, Il Borghese, La Fiera Letteraria, Il Resto del Carlino, Il Gazzettino. Pochi sanno che la rivista Corrente prende il suo nome da una indicazione di Luigi Bartolini.

Nel 1946 pubblica per l'editore Polin di Roma il romanzo Ladri di biciclette, dal quale Cesare Zavattini trasse spunto per la sceneggiatura dell'omonimo film di Vittorio De Sica.

Nel 1960 viene nominato Accademico di San Luca.

Nel 1965 gli viene dedicata una retrospettiva nell'ambito della IX Quadriennale di Roma.

Mostre e premi
1928 - Prima partecipazione alla Biennale di Venezia
1932 - Mostra dell'incisione italiana - 1º Premio
1935 - Ia Quadriennale di Roma - 1º Premio per l'incisione
1939 - IIa Quadriennale di Roma - 1º Premio per l'incisione
1942 - XXII Biennale di Venezia - Sala personale e 1º premio per l'incisione
1949 - Twentieth-Century Italian Art, BY JAMES THRALL SODY AND ALFRED H. DAUR, JR, MoMa, New York[1][2]
1950 - Premio internazionale di Lugano - 1º premio
1951 - Personale alla galleria Silvagni di Parigi
1952 - Personale alla Calcografia Nazionale di Roma
1952 - XXVI Biennale di Venezia - Premio per l'incisione
1953 - Personale a Bruxelles alla biblioteca reale
1953 - Premio Chianciano per la poesia con il libro "Pianete"
1954 - Premio Marzotto per la letteratura con D. Buzzati
1956 - Premio Marzotto per la pittura
1956 - III Biennale dell'Incisione a Venezia - Premio della Presidenza del Consiglio
1960 - Viene nominato Accademico di San Luca
1962 - XXXI Biennale di Venezia - Sala personale
1962 - Mostra personale alla Calcografia Nazionale di Roma
1965 - IX Quadriennale di Roma - Sala personale

Opere
Narrativa
1930 - Passeggiata con la ragazza - Ed. Vallecchi- Firenze
1930 - Il ritorno sul Carso - Ed. Mondadori- Milano
1931 - Il molino della carne - Ed. Bompiani- Milano
1933 - L'orso ed altri amorosi capitoli - Ed. Vallecchi- Firenze
1940 - Follonica ed altri 14 capitoli di umore amoroso - Ed. Emiliano degli Orfini- Genova
1942 - Il cane scontento ed altri racconti - Ed. Tuminelli- Roma
1943 - Vita di Anna Stickler racconti e acqueforti - Ed. Tuminelli- Roma
1946 - Ladri di biciclette - Ed. Polin - Roma
1948 - Ladri di biciclette 2ª edizione - Ed. Longanesi- Milano
1945 - Ragazza caduta in città - Ed. Il Solco - Città di Castello
1949 - Amata dopo - Ed. Nistri Lischi - Pisa
1951 - Il mezzano Alipio - Ed. Vallecchi - Firenze
1954 - Signora Malata di cuore - Vallecchi - Firenze
1955 - Antinoo o l'efebo dal naso a becco di civetta - Ed. Porfiri - Roma
1955 - Castelli Romani - Ed. Cappelli - Bologna
1957 - Tre prose d'arte - Il sodalizio del libro - Venezia
1959 - La pettegola ed altri racconti - Ed. Cappelli - Bologna
1960 - Le acque del Basento - Ed. Mondadori - Milano
1960 - Passeggiata con la ragazza nuova edizione - Ed. Mondadori - Milano
1962 - L'antro di Capelvenere - Ed. Istituto d'arte - Urbino
1963 - Racconti scabrosi - Ed. Scheiwiller - Milano

Poesia
1924 - Il guanciale - Ed. Merat - Parigi
1924 - Il guanciale - Ed. IL pensiero contemporaneo - Torino
1931 - La vita dei morti - Ed. Campitelli - Foligno
1939 - Poesie 1928-1938 - Ed. La Modernissima - Roma
1941 - Poesie ad Anna Stikler - Ed. Il Cavallino - Venezia
1942 - Scritti d'eccezione - Ed. IL Campano - Pisa
1944 - Poesie e satire - Ed. D.O.C. - Roma
1948 - Liriche e polemiche - Ed- Nistri Lischi - Pisa
1953 - Pianete - Ed. Vallecchi - Firenze
1953 - Poesie per Anita e Luciana - Ed. Scheiwiller - Milano
1953 - Addio ai sogni - Ed. Scheiwiller - Milano
1953 - Ombre fa le metope - Ed. Schwarz - MIlano
1954 - Dodici Poesie di Luigi Bartolini - Ed. Malaria - Follonica
1954 - Poesie 1954 - Ed. Vallecchi - Firenze
1958 - Al padre ed altri poemetti - Ed. Miano - Milano
1959 - Il Mazzetto - Ed. MOndadori - Milano
1960 - Poesie 1960 - Ed. Bucciarelli - Ancona
1961 - 13 Canzonette - Ed. Scheiwiller - Milano
1963 - L'eremo dei frati bianchi - Ed. Bucciarelli - Ancona
1963 - Testamento per Luciana - Ed. Bucciarelli - Ancona

Luigi Bartolini nei musei
Londra - British Museum
Parigi - Museo Jeu de Paume
Parigi - Biblioteca nazionale
New York - Museum of Modern art (MoMa)
Washington - National Gallery of Art
Helsinki - Museo Ateneum (donazione Pieraccini)
Roma - Galleria nazionale d'arte moderna
Firenze - Gabinetto delle stampe degli Uffizi
Firenze - Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti
Milano - Civica raccolta Bertarelli, Castello Sforzesco (insieme alla collezione Lamberto Vitali)
Milano - Museo d’arte moderna
Pisa - Gabinetto disegni e stampe dell’università (collezione Sebastiano Timpanaro)
Roma - Museo della scuola romana
Bologna - Pinacoteca nazionale
Volterra - Fondazione Cassa di Risparmio (collezione Mino Rosi)
Bolzano - Museo d’arte moderna
Ancona - Pinacoteca
Cupramontana - Biblioteca comunale, pinacoteca Luigi Bartolini
Assisi - Galleria d’arte contemporanea
Macerata - Musei civici di Palazzo Buonaccorsi
Macerata - Museo Palazzo Ricci
Livorno - Museo G. Fattori
Cortina d’Ampezzo - Museo delle Regole
Recanati - Museo d’arte contemporanea
Forlì - Pinacoteca civica
Palmi - Pinacoteca Leonida ed Albertina Repaci
Osimo - Museo civico sez. arte moderna e contemporanea
Jesi - Pinacoteca civica e galleria d'arte contemporanea
Castronuovo di Sant'Andrea - Museo internazionale della grafica

Dettagli

Artista
Luigi Bartolini (1892 - 1963)
Venduto da
Proprietario o rivenditore
Edizione
Originale
Titolo dell'opera
Il pozzo della Nencia - Acquaforte - 1959
Tecnica
Acquaforte
Firma
Firmato su lastra
Paese d’origine
Italia
Anno
1959
Condizione
Buone condizioni
Altezza
27 cm
Larghezza
38,4 cm
Stile
Realismo
Periodo
1950-1960
Venduto con cornice
No
ItaliaVerificato
525
Oggetti venduti
97,18%
Privato

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