Ben Dauchez - Bauhaus Maroc # 6






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Descrizione del venditore
Serie Bauhaus Marocco
-Titolo Bauhaus Marocco #6
-Tiratura Fine Art 40X60 Numerata firma 1/10
-Certificato di autenticità
Fusione di due mondi: la multi-esposizione permette di sovrapporre questi due universi — quello della rigidità formale del Bauhaus e la ricchezza sensoriale e storica del Marocco. Forse che le linee essenziali del Bauhaus si intreccino con motivi architettonici marocchini, come archi, mosaici, e le texture dei muri in terra battuta o in pietra. Questa fusione crea una sorta di dialogo visivo tra la modernità e la tradizione.
Approccio concettuale: l'utilizzo della multi-esposizione può anche simboleggiare l'idea di interazione tra passato e presente, tra l'architettura moderna e tradizionale. Il Marocco, ricco di simboli culturali, potrebbe essere visto qui come un terreno di sperimentazione per trasporre concetti occidentali del Bauhaus in un contesto più orientale, persino mediterraneo.
Giochi di luce e di colore: Il contrasto tra le ombre nette del Bauhaus e i colori caldi e diffusi tipici del Marocco (ocre, rosse, blu e arancioni) potrebbe essere accentuato. Questo potrebbe offrire una dimensione poetica in cui ogni immagine sovrapposta evoca una impressione di movimento, di trasformazione, e di immersione in uno spazio ibrido tra Oriente e Occidente.
L'impatto della multi-esposizione:
Temporalità e spazialità
: Sovrapponendo diversi momenti o spazi, la tecnica della multi-esposizione potrebbe anche suggerire un'esperienza temporale, come se si viaggiasse attraverso diverse epoche o diverse percezioni del Marocco. Questo gioco sul tempo e lo spazio fa eco alle nozioni di fluidità e di transizione nella cultura del Bauhaus, pur ispirandosi alle multiple stratificazioni di senso e di storia che il Marocco incarna.
Dualità culturale e estetica: Infine, quest'opera potrebbe esprimere una riflessione sui rapporti tra le culture occidentali e orientali, tra il funzionalismo europeo del Bauhaus e la sensualità delle forme marocchine. La multi-esposizione può creare un'atmosfera in cui i due mondi non sono opposti ma piuttosto interconnessi in una stessa visione artistica.
Passionné par la photographie dès son plus jeune âge, Ben DAUCHEZ a débuté dans les studios de quartier de La Rochelle. Il y a acquis l'ensemble des bases de la photographie de la technique classique, à la prise de vue et la retouche en passant par le laboratoire. A 22 ans, fraîchement diplômé, il part s’installer à Paris pour parfaire sa formation en devenant assistant de plateaux pour les studios Daguerre, le Petit Oiseau va sortir et le Studio Zéro. Il a eu la chance de collaborer et d’assister alors les photographes des plus talentueux : Bettina RHEIMS, Patrick DEMARCHELIER, Terry RICHARDSON, Ellen VON UNWERTH, Marcus MAM... De certaines rencontres déterminantes naîtront de beaux projets et de longues collaborations, notamment avec André RAU, Bettina RHEIMS (l'exposition sulfureuse INRI et son livre éponyme aux Editions Albin Michel) et Peter BEARD (calendrier Pirelli 2009 au Botswana).
Ses photos sont publiées, entre autres, dans les Editions Condé Nast (francesi e internazionali), Première, WallPaper, ID, Madame Figaro, Lifestyles, Dandy Magazine... Son univers intéresse également des marques aux codes identitaires très différents pour lesquelles il a signé la réalisation de campagnes Institutionnelles et/ou publicitaires telles que Dior (beauté), L'Oréal, Peugeot, Philip Morris ou encore Burger King (Pubblicità premiata al Dubai Lynx).
Ben DAUCHEZ a également réalisé de nombreux portraits de célébrités (IGGY POP, Woody HALLEN, Grace JONES, Jean DUJARDIN, Gilles LELLOUCHE, Olivier MARCHAL, Carole BOUQUET, Charlotte GAINSBOURG, ...) de beauté, d'hommes du monde (Olivier DASSAULT, Jacques SEGUELA...) et de voyageurs...
Cette voie photographique lui permet depuis lors d'immortaliser en toute liberté la beauté humaine, esthétique et spirituelle de chaque personnalité.
Serie Bauhaus Marocco
-Titolo Bauhaus Marocco #6
-Tiratura Fine Art 40X60 Numerata firma 1/10
-Certificato di autenticità
Fusione di due mondi: la multi-esposizione permette di sovrapporre questi due universi — quello della rigidità formale del Bauhaus e la ricchezza sensoriale e storica del Marocco. Forse che le linee essenziali del Bauhaus si intreccino con motivi architettonici marocchini, come archi, mosaici, e le texture dei muri in terra battuta o in pietra. Questa fusione crea una sorta di dialogo visivo tra la modernità e la tradizione.
Approccio concettuale: l'utilizzo della multi-esposizione può anche simboleggiare l'idea di interazione tra passato e presente, tra l'architettura moderna e tradizionale. Il Marocco, ricco di simboli culturali, potrebbe essere visto qui come un terreno di sperimentazione per trasporre concetti occidentali del Bauhaus in un contesto più orientale, persino mediterraneo.
Giochi di luce e di colore: Il contrasto tra le ombre nette del Bauhaus e i colori caldi e diffusi tipici del Marocco (ocre, rosse, blu e arancioni) potrebbe essere accentuato. Questo potrebbe offrire una dimensione poetica in cui ogni immagine sovrapposta evoca una impressione di movimento, di trasformazione, e di immersione in uno spazio ibrido tra Oriente e Occidente.
L'impatto della multi-esposizione:
Temporalità e spazialità
: Sovrapponendo diversi momenti o spazi, la tecnica della multi-esposizione potrebbe anche suggerire un'esperienza temporale, come se si viaggiasse attraverso diverse epoche o diverse percezioni del Marocco. Questo gioco sul tempo e lo spazio fa eco alle nozioni di fluidità e di transizione nella cultura del Bauhaus, pur ispirandosi alle multiple stratificazioni di senso e di storia che il Marocco incarna.
Dualità culturale e estetica: Infine, quest'opera potrebbe esprimere una riflessione sui rapporti tra le culture occidentali e orientali, tra il funzionalismo europeo del Bauhaus e la sensualità delle forme marocchine. La multi-esposizione può creare un'atmosfera in cui i due mondi non sono opposti ma piuttosto interconnessi in una stessa visione artistica.
Passionné par la photographie dès son plus jeune âge, Ben DAUCHEZ a débuté dans les studios de quartier de La Rochelle. Il y a acquis l'ensemble des bases de la photographie de la technique classique, à la prise de vue et la retouche en passant par le laboratoire. A 22 ans, fraîchement diplômé, il part s’installer à Paris pour parfaire sa formation en devenant assistant de plateaux pour les studios Daguerre, le Petit Oiseau va sortir et le Studio Zéro. Il a eu la chance de collaborer et d’assister alors les photographes des plus talentueux : Bettina RHEIMS, Patrick DEMARCHELIER, Terry RICHARDSON, Ellen VON UNWERTH, Marcus MAM... De certaines rencontres déterminantes naîtront de beaux projets et de longues collaborations, notamment avec André RAU, Bettina RHEIMS (l'exposition sulfureuse INRI et son livre éponyme aux Editions Albin Michel) et Peter BEARD (calendrier Pirelli 2009 au Botswana).
Ses photos sont publiées, entre autres, dans les Editions Condé Nast (francesi e internazionali), Première, WallPaper, ID, Madame Figaro, Lifestyles, Dandy Magazine... Son univers intéresse également des marques aux codes identitaires très différents pour lesquelles il a signé la réalisation de campagnes Institutionnelles et/ou publicitaires telles que Dior (beauté), L'Oréal, Peugeot, Philip Morris ou encore Burger King (Pubblicità premiata al Dubai Lynx).
Ben DAUCHEZ a également réalisé de nombreux portraits de célébrités (IGGY POP, Woody HALLEN, Grace JONES, Jean DUJARDIN, Gilles LELLOUCHE, Olivier MARCHAL, Carole BOUQUET, Charlotte GAINSBOURG, ...) de beauté, d'hommes du monde (Olivier DASSAULT, Jacques SEGUELA...) et de voyageurs...
Cette voie photographique lui permet depuis lors d'immortaliser en toute liberté la beauté humaine, esthétique et spirituelle de chaque personnalité.
