De La Borde - Il Genio delle Nazioni - 1764





Aggiungi ai tuoi preferiti per ricevere un avviso quando inizia l'asta.

Specialista in libri antichi, con focus sulle dispute teologiche dal 1999.
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 141104 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Descrizione del venditore
[Please note that the background setting in some images was created using AI to present the books in a pleasant environment. These background elements do not alter or affect the true representation and condition of the books]
IL CARATTERE DEI POPOLI PRIMA DELL'ANTROPOLOGIA: CLIMA, COSTUMI, POLITICA E CIVILTÀ
Affascinante opera dell’Illuminismo europeo dedicata a uno dei grandi interrogativi del Settecento: perché popoli e nazioni sviluppano caratteri, costumi, istituzioni politiche e comportamenti così differenti? Il genio delle nazioni è la traduzione italiana dell’opera del francese François-Ignace d’Espiard de La Borde, autore che cercò di interpretare sistematicamente le differenze fra i popoli attraverso l’influenza del clima, dell’ambiente, dell’educazione, delle istituzioni, delle leggi e delle consuetudini. L’opera anticipa temi che diverranno centrali nell’antropologia culturale, nella sociologia e nella filosofia politica: carattere nazionale, rapporto tra ambiente e società, origine delle differenze culturali, educazione, urbanità, forme di governo, monarchia e repubblica, libertà politica, legislazione e rapporto fra virtù individuali e istituzioni. Particolarmente interessanti sono i continui confronti fra Francesi, Inglesi, Italiani, Spagnoli, Tedeschi, Greci, Romani, popoli asiatici e altre civiltà. Il terzo libro affronta direttamente le diverse forme di governo, confrontando monarchie, repubbliche e sistemi politici antichi e moderni. Edizione veneziana del 1764, impreziosita da un elegante antiporta allegorico inciso e da un frontespizio con medaglione di Cicerone.
MARKET VALUE
Opera interessante nel mercato antiquario soprattutto per il contenuto illuministico, proto-antropologico e politico, oltre che per la presenza dell’antiporta allegorica. L’esemplare fotografato presenta il Tomo Primo, l’indicazione segnala che l’opera complessiva proseguiva in ulteriori parti: prezzo consigliato: €380–440.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
2 volumi. Legatura antica in cartonato rivestito di carta maculata nei toni bruni. Dorso semplice con residuo di antico tassello cartaceo. Antiporta allegorica incisa in rame, firmata nella lastra, raffigurante una complessa personificazione delle nazioni e delle civiltà con globo, obelisco, monumenti, libri, strumenti e figure simboliche. Frontespizio con grande vignetta calcografica comprendente ritratto in medaglione di Marco Tullio Cicerone. Numerosi fregi, testatine e iniziali istoriate o ornate nel testo. Carta a grandi margini, in buona parte non rifilata, con barbe evidenti. Legatura con usure, abrasioni, piccole mancanze superficiali, difetti alle cuffie e agli angoli e perdita parziale del tassello al dorso. Naturali ondulazioni della carta, alcune bruniture fisiologiche, sporadiche macchie e aloni, qualche piccolo strappo o difetto marginale e tracce del tempo. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Pp. (2); 10nn; 212; (2).
FULL TITLE AND AUTHOR
Il genio delle nazioni. Tomo Primo, [Tomo Secondo]
In Venezia, Appresso Giacomo Caroboli, e Domenico Pompeati, 1764.
François-Ignace d’Espiard de La Borde.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Il Genio delle nazioni appartiene a una fase cruciale della cultura europea, quando filosofi e uomini di lettere iniziarono a cercare spiegazioni sistematiche delle differenze fra società umane senza ricorrere esclusivamente alla storia dinastica o alla religione. Uno dei concetti centrali è quello di “genio della nazione”: un insieme di inclinazioni, costumi, comportamenti e istituzioni che caratterizzerebbero ciascun popolo. L’autore distingue esplicitamente cause “fisiche” e “morali”. Fra le prime attribuisce grande importanza al clima, alla geografia, all'alimentazione e alle condizioni naturali; fra le seconde considera educazione, leggi, governo, religione, costumi e storia. L’opera si colloca quindi nella stessa grande stagione intellettuale in cui Montesquieu aveva indagato il rapporto fra clima, leggi e forme politiche nell’Esprit des lois. Particolarmente significativo è il carattere comparativo. L’autore mette continuamente a confronto le nazioni europee: discute il temperamento francese, l’urbanità e la civiltà, il carattere inglese, i costumi italiani e le differenze tra popoli settentrionali e meridionali. Si estende inoltre a Greci, Romani, Persiani, Cinesi e altre civiltà. Nel terzo libro il discorso diventa apertamente politico. Un capitolo è dedicato ai “differenti Governi rapporto alle virtù, ed ai talenti” e vengono distinti monarchia, monarchia temperata e governo repubblicano. Altri capitoli analizzano le repubbliche, le antiche e moderne istituzioni politiche e persino il governo della Cina. Naturalmente molte generalizzazioni nazionali appartengono pienamente alla mentalità del XVIII secolo e oggi hanno soprattutto valore storico. Proprio per questo l’opera costituisce una testimonianza notevole della nascita europea dello studio comparato delle società e dell’idea moderna di carattere nazionale.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
François-Ignace d’Espiard de La Borde fu un autore francese del XVIII secolo noto soprattutto per le sue riflessioni sul carattere dei popoli e sull’influenza esercitata dalle condizioni naturali e sociali sulle diverse civiltà. La sua opera si inserisce nella cultura filosofica che precede e accompagna l’Illuminismo maturo e partecipa alla ricerca di cause generali capaci di spiegare la diversità delle società umane. D’Espiard è ricordato soprattutto nella storia delle teorie climatiche e del “genio delle nazioni”: l’idea secondo la quale ambiente, istituzioni e consuetudini contribuiscono alla formazione di caratteristiche collettive riconoscibili. Il suo lavoro appartiene quindi alla genealogia intellettuale che conduce dalla filosofia morale e politica settecentesca alle successive discipline comparative dedicate alle società e alle culture.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
L’opera francese di d’Espiard circolò nel XVIII secolo in differenti forme e redazioni nell’ambito dell’intenso dibattito europeo sul carattere delle nazioni. La nozione di “genio nazionale” era allora al centro di una discussione più ampia che coinvolgeva lingua, letteratura, clima, educazione e istituzioni politiche. Il dibattito sul rapporto fra “genio” linguistico e carattere nazionale ebbe una particolare importanza nella cultura europea fra Sei e Settecento. La traduzione veneziana del 1764 documenta la penetrazione di queste teorie nell’Italia illuministica. La Venezia della seconda metà del Settecento costituiva uno dei principali centri italiani per la circolazione e traduzione di opere straniere, all’interno di un più generale programma di aggiornamento culturale sulle esperienze francesi e britanniche. L’edizione fu pubblicata da Giacomo Caroboli e Domenico Pompeati e sottoposta alla normale procedura veneziana di revisione: nell’esemplare è conservata l’autorizzazione dei Riformatori dello Studio di Padova datata 16 aprile 1764. La presenza dell’antiporta calcografica, del medaglione di Cicerone e di un apparato ornamentale relativamente ricco mostra inoltre che l’edizione italiana non fu concepita come una semplice traduzione d’uso, ma come una pubblicazione editoriale accurata destinata al pubblico colto della Repubblica di Venezia.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
François-Ignace d’Espiard de La Borde, Il genio delle nazioni. Traduzione dal Francese in Italiano di B.T.F., Venezia, Giacomo Caroboli e Domenico Pompeati, 1764.
François-Ignace d’Espiard de La Borde, opere francesi dedicate al génie, ai costumi e al governo delle nazioni.
Montesquieu, De l’esprit des lois, 1748, fondamentale termine di confronto per le teorie settecentesche sull’influenza del clima e delle istituzioni.
Letteratura settecentesca europea sul génie des nations, sul carattere nazionale e sulle relazioni fra lingua, cultura e identità collettiva.
Studi sulla cultura veneta del Settecento e sulla circolazione e traduzione in area veneziana delle opere filosofiche e politiche europee.
Il venditore si racconta
[Please note that the background setting in some images was created using AI to present the books in a pleasant environment. These background elements do not alter or affect the true representation and condition of the books]
IL CARATTERE DEI POPOLI PRIMA DELL'ANTROPOLOGIA: CLIMA, COSTUMI, POLITICA E CIVILTÀ
Affascinante opera dell’Illuminismo europeo dedicata a uno dei grandi interrogativi del Settecento: perché popoli e nazioni sviluppano caratteri, costumi, istituzioni politiche e comportamenti così differenti? Il genio delle nazioni è la traduzione italiana dell’opera del francese François-Ignace d’Espiard de La Borde, autore che cercò di interpretare sistematicamente le differenze fra i popoli attraverso l’influenza del clima, dell’ambiente, dell’educazione, delle istituzioni, delle leggi e delle consuetudini. L’opera anticipa temi che diverranno centrali nell’antropologia culturale, nella sociologia e nella filosofia politica: carattere nazionale, rapporto tra ambiente e società, origine delle differenze culturali, educazione, urbanità, forme di governo, monarchia e repubblica, libertà politica, legislazione e rapporto fra virtù individuali e istituzioni. Particolarmente interessanti sono i continui confronti fra Francesi, Inglesi, Italiani, Spagnoli, Tedeschi, Greci, Romani, popoli asiatici e altre civiltà. Il terzo libro affronta direttamente le diverse forme di governo, confrontando monarchie, repubbliche e sistemi politici antichi e moderni. Edizione veneziana del 1764, impreziosita da un elegante antiporta allegorico inciso e da un frontespizio con medaglione di Cicerone.
MARKET VALUE
Opera interessante nel mercato antiquario soprattutto per il contenuto illuministico, proto-antropologico e politico, oltre che per la presenza dell’antiporta allegorica. L’esemplare fotografato presenta il Tomo Primo, l’indicazione segnala che l’opera complessiva proseguiva in ulteriori parti: prezzo consigliato: €380–440.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
2 volumi. Legatura antica in cartonato rivestito di carta maculata nei toni bruni. Dorso semplice con residuo di antico tassello cartaceo. Antiporta allegorica incisa in rame, firmata nella lastra, raffigurante una complessa personificazione delle nazioni e delle civiltà con globo, obelisco, monumenti, libri, strumenti e figure simboliche. Frontespizio con grande vignetta calcografica comprendente ritratto in medaglione di Marco Tullio Cicerone. Numerosi fregi, testatine e iniziali istoriate o ornate nel testo. Carta a grandi margini, in buona parte non rifilata, con barbe evidenti. Legatura con usure, abrasioni, piccole mancanze superficiali, difetti alle cuffie e agli angoli e perdita parziale del tassello al dorso. Naturali ondulazioni della carta, alcune bruniture fisiologiche, sporadiche macchie e aloni, qualche piccolo strappo o difetto marginale e tracce del tempo. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Pp. (2); 10nn; 212; (2).
FULL TITLE AND AUTHOR
Il genio delle nazioni. Tomo Primo, [Tomo Secondo]
In Venezia, Appresso Giacomo Caroboli, e Domenico Pompeati, 1764.
François-Ignace d’Espiard de La Borde.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Il Genio delle nazioni appartiene a una fase cruciale della cultura europea, quando filosofi e uomini di lettere iniziarono a cercare spiegazioni sistematiche delle differenze fra società umane senza ricorrere esclusivamente alla storia dinastica o alla religione. Uno dei concetti centrali è quello di “genio della nazione”: un insieme di inclinazioni, costumi, comportamenti e istituzioni che caratterizzerebbero ciascun popolo. L’autore distingue esplicitamente cause “fisiche” e “morali”. Fra le prime attribuisce grande importanza al clima, alla geografia, all'alimentazione e alle condizioni naturali; fra le seconde considera educazione, leggi, governo, religione, costumi e storia. L’opera si colloca quindi nella stessa grande stagione intellettuale in cui Montesquieu aveva indagato il rapporto fra clima, leggi e forme politiche nell’Esprit des lois. Particolarmente significativo è il carattere comparativo. L’autore mette continuamente a confronto le nazioni europee: discute il temperamento francese, l’urbanità e la civiltà, il carattere inglese, i costumi italiani e le differenze tra popoli settentrionali e meridionali. Si estende inoltre a Greci, Romani, Persiani, Cinesi e altre civiltà. Nel terzo libro il discorso diventa apertamente politico. Un capitolo è dedicato ai “differenti Governi rapporto alle virtù, ed ai talenti” e vengono distinti monarchia, monarchia temperata e governo repubblicano. Altri capitoli analizzano le repubbliche, le antiche e moderne istituzioni politiche e persino il governo della Cina. Naturalmente molte generalizzazioni nazionali appartengono pienamente alla mentalità del XVIII secolo e oggi hanno soprattutto valore storico. Proprio per questo l’opera costituisce una testimonianza notevole della nascita europea dello studio comparato delle società e dell’idea moderna di carattere nazionale.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
François-Ignace d’Espiard de La Borde fu un autore francese del XVIII secolo noto soprattutto per le sue riflessioni sul carattere dei popoli e sull’influenza esercitata dalle condizioni naturali e sociali sulle diverse civiltà. La sua opera si inserisce nella cultura filosofica che precede e accompagna l’Illuminismo maturo e partecipa alla ricerca di cause generali capaci di spiegare la diversità delle società umane. D’Espiard è ricordato soprattutto nella storia delle teorie climatiche e del “genio delle nazioni”: l’idea secondo la quale ambiente, istituzioni e consuetudini contribuiscono alla formazione di caratteristiche collettive riconoscibili. Il suo lavoro appartiene quindi alla genealogia intellettuale che conduce dalla filosofia morale e politica settecentesca alle successive discipline comparative dedicate alle società e alle culture.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
L’opera francese di d’Espiard circolò nel XVIII secolo in differenti forme e redazioni nell’ambito dell’intenso dibattito europeo sul carattere delle nazioni. La nozione di “genio nazionale” era allora al centro di una discussione più ampia che coinvolgeva lingua, letteratura, clima, educazione e istituzioni politiche. Il dibattito sul rapporto fra “genio” linguistico e carattere nazionale ebbe una particolare importanza nella cultura europea fra Sei e Settecento. La traduzione veneziana del 1764 documenta la penetrazione di queste teorie nell’Italia illuministica. La Venezia della seconda metà del Settecento costituiva uno dei principali centri italiani per la circolazione e traduzione di opere straniere, all’interno di un più generale programma di aggiornamento culturale sulle esperienze francesi e britanniche. L’edizione fu pubblicata da Giacomo Caroboli e Domenico Pompeati e sottoposta alla normale procedura veneziana di revisione: nell’esemplare è conservata l’autorizzazione dei Riformatori dello Studio di Padova datata 16 aprile 1764. La presenza dell’antiporta calcografica, del medaglione di Cicerone e di un apparato ornamentale relativamente ricco mostra inoltre che l’edizione italiana non fu concepita come una semplice traduzione d’uso, ma come una pubblicazione editoriale accurata destinata al pubblico colto della Repubblica di Venezia.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
François-Ignace d’Espiard de La Borde, Il genio delle nazioni. Traduzione dal Francese in Italiano di B.T.F., Venezia, Giacomo Caroboli e Domenico Pompeati, 1764.
François-Ignace d’Espiard de La Borde, opere francesi dedicate al génie, ai costumi e al governo delle nazioni.
Montesquieu, De l’esprit des lois, 1748, fondamentale termine di confronto per le teorie settecentesche sull’influenza del clima e delle istituzioni.
Letteratura settecentesca europea sul génie des nations, sul carattere nazionale e sulle relazioni fra lingua, cultura e identità collettiva.
Studi sulla cultura veneta del Settecento e sulla circolazione e traduzione in area veneziana delle opere filosofiche e politiche europee.
