Emmanuelle Pellet - La confiture au cochon





Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 139992 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Emmanuelle Pellet, La confiture au cochon, Pittura acrilica su cartone, pezzo unico, firmato a mano e numerato, edizione originale, 2003, 28 cm di altezza per 20,6 cm di larghezza, Francia.
Descrizione del venditore
Emmanuelle Pellet - La marmellata al maiale
Dipinto ad acrilico su cartone
Altezza: 28 cm Larghezza: 20,6 cm
Opera unica, dipinta a mano, firmata e numerata
L’opera è stata pubblicata in un albo per ragazzi, Lo specchio dei tuoi sogni, di cui copre la copertina, nonché due pagine interne. L’albo sarà allegato alla spedizione dell’opera.
A proposito dell’opera:
Seduta con sicurezza di fronte a una finestra che si apre su un paesaggio industriale desueto, una figura ibrida metà donna metà maiale posa secondo la tradizione del ritratto classico. Il dipinto è un omaggio a un ritratto celebre del Barone Gérard. La composizione, i drappeggi del vestito blu profondo a maniche svolazzanti, la cintura di tessuto annodata, lo bracciolo e lo scollo su un paesaggio lontano rimandano direttamente all’iconografia della grande pittura storica.
Ma l’ambientazione si ribalta nell’anacronismo: dietro di lei, una ciminiera di fabbrica sputa una fumaglia a volute stilizzate, che evocano un complesso industriale futuristico. Sul tavolo, a sua destra, un barattolo etichettato rafforza questa tensione tra passato pittorico e presente incongruente. Il volto suino, trattato con un realismo quasi fotografico — peli visibili, sguardo dorato e attento, grugno lucido — contrasta con la dolcezza del sorriso e la dignità della postura, creando un effetto al contempo comico e inquietante.
L’opera si inscrive nella corrente del pop surrealismo (lowbrow art), che ama lo sfruttamento dei codici della storia dell’arte classica mediante l’inserimento di figure animali o fantastiche. Sostituendo una testa di maiale al volto di una contessa, l’artista interroga con humour le nozioni di ritratto, di status sociale e di rappresentazione — la posa nobile e l’abbigliamento raffinato contrastando con l’animalità del volto. Lo sfondo industriale aggiunge una dimensione satirica, suggerendo una critica velata della società dei consumi o del mondo agroalimentare, senza mai cadere nel peso: il tono resta ludico e benevolo.
L’opera gioca sull’ibridazione uomo-animale, un procedimento caro all’arte lowbrow e alle sue figure tutelari (Mark Ryden, Marion Peck). Il rendito accurato delle carnagioni, delle texture (pelo, tessuto) testimonia una maestria tecnica classica messa al servizio di un mondo immaginativo decisamente onirico e fuori dagli schemi.
Opera forte per una collezione orientata all’arte narrativa e al surrealismo contemporaneo, questa opera sedurrà per la sua singolarità grafica, la sua ricchezza simbolica e l’esecuzione tecnica molto curata.Formato espositivo ideale, si impone come pezzo dal carattere, propizio a suscitare la conversazione in galleria come in spazi privati.
A proposito dell’artista:
Storica dell’arte di formazione, Emmanuelle Pellet ha studiato all’École du Louvre e poi alla Sorbona, prima di essere ammessa all’Agrégation d’arts plastiques (3° rango). Dopo diversi anni di insegnamento, entra al museo del Louvre come responsabile delle attività educative.
Il suo percorso alimenta oggi un’opera personale in cui la maestria della pittura dialoga con una profonda cultura dell’immagine e della storia dell’arte. Le sue creazioni sono state esposte in gallerie a Parigi, Londra, Singapore e all’Isola Maurizio, e hanno visto la pubblicazione su numerosi mensili. Attualmente fanno parte di collezioni private in Europa, in Nord America, in Asia e nell’Oceano Indiano.
Attraverso ciascuna delle sue opere, Emmanuelle Pellet cerca di creare un incontro intimo con lo spettatore: una emozione che persista ben oltre il primo sguardo.
Emmanuelle Pellet - La marmellata al maiale
Dipinto ad acrilico su cartone
Altezza: 28 cm Larghezza: 20,6 cm
Opera unica, dipinta a mano, firmata e numerata
L’opera è stata pubblicata in un albo per ragazzi, Lo specchio dei tuoi sogni, di cui copre la copertina, nonché due pagine interne. L’albo sarà allegato alla spedizione dell’opera.
A proposito dell’opera:
Seduta con sicurezza di fronte a una finestra che si apre su un paesaggio industriale desueto, una figura ibrida metà donna metà maiale posa secondo la tradizione del ritratto classico. Il dipinto è un omaggio a un ritratto celebre del Barone Gérard. La composizione, i drappeggi del vestito blu profondo a maniche svolazzanti, la cintura di tessuto annodata, lo bracciolo e lo scollo su un paesaggio lontano rimandano direttamente all’iconografia della grande pittura storica.
Ma l’ambientazione si ribalta nell’anacronismo: dietro di lei, una ciminiera di fabbrica sputa una fumaglia a volute stilizzate, che evocano un complesso industriale futuristico. Sul tavolo, a sua destra, un barattolo etichettato rafforza questa tensione tra passato pittorico e presente incongruente. Il volto suino, trattato con un realismo quasi fotografico — peli visibili, sguardo dorato e attento, grugno lucido — contrasta con la dolcezza del sorriso e la dignità della postura, creando un effetto al contempo comico e inquietante.
L’opera si inscrive nella corrente del pop surrealismo (lowbrow art), che ama lo sfruttamento dei codici della storia dell’arte classica mediante l’inserimento di figure animali o fantastiche. Sostituendo una testa di maiale al volto di una contessa, l’artista interroga con humour le nozioni di ritratto, di status sociale e di rappresentazione — la posa nobile e l’abbigliamento raffinato contrastando con l’animalità del volto. Lo sfondo industriale aggiunge una dimensione satirica, suggerendo una critica velata della società dei consumi o del mondo agroalimentare, senza mai cadere nel peso: il tono resta ludico e benevolo.
L’opera gioca sull’ibridazione uomo-animale, un procedimento caro all’arte lowbrow e alle sue figure tutelari (Mark Ryden, Marion Peck). Il rendito accurato delle carnagioni, delle texture (pelo, tessuto) testimonia una maestria tecnica classica messa al servizio di un mondo immaginativo decisamente onirico e fuori dagli schemi.
Opera forte per una collezione orientata all’arte narrativa e al surrealismo contemporaneo, questa opera sedurrà per la sua singolarità grafica, la sua ricchezza simbolica e l’esecuzione tecnica molto curata.Formato espositivo ideale, si impone come pezzo dal carattere, propizio a suscitare la conversazione in galleria come in spazi privati.
A proposito dell’artista:
Storica dell’arte di formazione, Emmanuelle Pellet ha studiato all’École du Louvre e poi alla Sorbona, prima di essere ammessa all’Agrégation d’arts plastiques (3° rango). Dopo diversi anni di insegnamento, entra al museo del Louvre come responsabile delle attività educative.
Il suo percorso alimenta oggi un’opera personale in cui la maestria della pittura dialoga con una profonda cultura dell’immagine e della storia dell’arte. Le sue creazioni sono state esposte in gallerie a Parigi, Londra, Singapore e all’Isola Maurizio, e hanno visto la pubblicazione su numerosi mensili. Attualmente fanno parte di collezioni private in Europa, in Nord America, in Asia e nell’Oceano Indiano.
Attraverso ciascuna delle sue opere, Emmanuelle Pellet cerca di creare un incontro intimo con lo spettatore: una emozione che persista ben oltre il primo sguardo.

