Tijs Dragtsma (1992) - Bowie Through Three Lifetimes






Laurea magistrale in Cinema e Arti Visive; curatore, scrittore e ricercatore esperto.
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Bowie Through Three Lifetimes, un'opera originale realizzata nel 2026 dall'artista olandese Tijs Dragtsma (Paesi Bassi), 51 × 51 cm, in ottime condizioni e venduta con cornice.
Descrizione del venditore
David Bowie non è mai stato un solo volto. Era una sequenza di volti, ognuno spolpato come pelle affinché il vicino potesse esistere. Questa opera non sceglie tra di loro. Ne tiene tre contemporaneamente, in una singola superficie continua, così che l’uomo alle spalle delle personalità diventi visibile nello spazio in cui si incontrano.
Sulla sinistra, una striscia diagonale taglia un volto giovane dipinto, gli occhi fissi e intrepidi. Al centro, la pittura è scomparsa e lo sguardo è diventato più quieto, più ricercato. A destra, il profilo si è stabilizzato in immobilità, i capelli pallidi, il volto parzialmente avvolto dall’ombra. Tra di loro non c’è una linea netta. Un volto si dissolve nell’altro come la memoria si dissolve nel mito.
È un soggetto adatto per Art with Scratch. Niente vernice. Niente stampa. Niente inchiostro. L’immagine non è applicata sulla superficie, è graffiata nella superficie del vetro acrilico, un campo di segni individuali piuttosto che una fotografia. Dove la superficie è stata lavorata, un volto emerge nella luce. Dove è rimasta intatta, il nero regna, e le altre esistenze attendono in silenzio intorno ad essa.
L’immagine è sempre presente, con o senza luce diretta. Ciò che la luce fa è delinearla. Sotto un angolo più acuto i graffi si acuiscono e il contrasto si approfondisce, così i tre volti si separano e si riuniscono al movimento dell’occhio su di essi. Si legge in modo diverso da angolazioni diverse, senza mai perdere l’immagine. La luce non crea l’immagine. La migliora.
Da dall’altra parte della stanza, i tre volti si leggono come un unico ritratto monumentale. Da vicino, quel ritratto si spezza in un campo di sottili graffi, prova di una superficie lavorata piuttosto che dipinta. quel cambiamento, dalla distanza al dettaglio, dall’icona al materiale, echeggia lo stesso soggetto, una faccia pubblica costruita da una vita privata di reinvenzione.
Bowie Through Three Lifetimes prosegue la serie Art with Scratch di Tijs Dragtsma, in cui l’immagine è costruita tramite danno controllato della superficie piuttosto che pigmento o stampa. Qui, quel medesimo danno diventa un modo per contenere diverse identità in un’unica cornice, senza chiedersi quale fosse reale.
“Ogni volto che indossò era vero. Questo ne contiene tutti contemporaneamente.”
About Art with Scratch
Art with Scratch è un corpo di opere in cui l’immagine non è disegnata, ma liberata. Incisa linea per linea in una superficie nera profonda, ogni lavoro emerge attraverso innumerevoli graffi precisi che catturano la luce e fanno emergere la forma dall’oscurità.
Da lontano, l’immagine appare quasi fotografica. Potente, riconoscibile e piena di presenza. Eppure da vicino l’opera si dissolve in un campo densissimo di segni individuali. Sottile, fragile e quasi priva di peso. Ciò che sembrava solido si rivela una delicata rete di linee, ognuna un gesto deliberato, ognuna essenziale all’intero.
La luce non crea l’immagine. La migliora. La superficie nera assorbe, mentre le linee graffiate riflettono. Man mano che la luce cambia attraverso la superficie, l’immagine respira. Da un’angolazione la figura appare chiara e definita. Da un’altra si ammorbidisce e torna all’oscurità da cui è venuta, senza mai scomparire. Sotto una luce diretta, il contrasto si approfondisce e l’immagine assume una qualità scultorea, quasi luminosa.
Ciò che rende questo medium così avvincente è la sua quieta tensione. L’atto del graffiare è diretto e irreversibile. Ogni linea è una decisione che non si può annullare. Eppure il risultato non è aspra. È intimo, atmosferico e vivo di movimento. La durezza diventa morbidezza. La distruzione diventa creazione. L’assenza diventa presenza.
In opere come questo ritratto, la figura non è mai fissata del tutto. Attraverso l’interazione tra linea, luce e ombra, l’immagine cambia con la prospettiva e l’atmosfera. In certi momenti, il soggetto sembra avanzare fuori dal nero. In altri, si riporta nell’immobilità. È proprio nel movimento, tra nitidezza e calma, che l’opera prende vita.
Come tutti i materiali toccati dal tempo, la superficie porta la propria vita silenziosa. Ogni graffio contiene un momento, un respiro, un gesto. Insieme non formano solo un’immagine, ma una presenza, una presenza che continua a rivelarsi ad ogni cambio di luce.
About the Artist
Mi chiamo Tijs Dragtsma, fondatore di TD Fine Art Studio.
Come artista sono mosso dal desiderio costante di esplorare nuovi linguaggi visivi. Non considero l’arte come uno stile fisso, ma come un campo di scoperta in evoluzione dove materiale, struttura, luce ed emozione si fondono.
Il mio lavoro spesso comincia da una domanda semplice. In che modo un materiale può parlare in modo nuovo. Come può la durezza diventare intimità. Come la precisione possa creare emozione. Questa ricerca è al centro di tutto ciò che creo.
All’interno di TD Fine Art Studio, ogni corpo di lavoro è affrontato come il proprio mondo, con la propria logica, atmosfera e identità visiva. Alcune opere si costruiscono attraverso ritmo, ripetizione e struttura. Altre emergono tramite assenza, ombra, riflessione o tensione. Ciò che le collega è un impegno condiviso per originalità, chiarezza e presenza emotiva.
Sono affascinato dal contrasto. Tra forza e fragilità. Tra controllo e sentimento. Tra ciò che è visibile e ciò che resta aperto all’interpretazione. Il mio obiettivo non è semplicemente creare un’immagine, ma forgiare un lavoro che tenga l’attenzione, inviti alla riflessione e continui a rivelarsi nel tempo.
TD Fine Art Studio è lo spazio in cui queste esplorazioni si riuniscono. Non è solo uno studio, ma un universo artistico in evoluzione plasmato dalla curiosità, dalla precisione e dall’ambizione di creare opere che risultino distintive, intenzionali e vive.
David Bowie non è mai stato un solo volto. Era una sequenza di volti, ognuno spolpato come pelle affinché il vicino potesse esistere. Questa opera non sceglie tra di loro. Ne tiene tre contemporaneamente, in una singola superficie continua, così che l’uomo alle spalle delle personalità diventi visibile nello spazio in cui si incontrano.
Sulla sinistra, una striscia diagonale taglia un volto giovane dipinto, gli occhi fissi e intrepidi. Al centro, la pittura è scomparsa e lo sguardo è diventato più quieto, più ricercato. A destra, il profilo si è stabilizzato in immobilità, i capelli pallidi, il volto parzialmente avvolto dall’ombra. Tra di loro non c’è una linea netta. Un volto si dissolve nell’altro come la memoria si dissolve nel mito.
È un soggetto adatto per Art with Scratch. Niente vernice. Niente stampa. Niente inchiostro. L’immagine non è applicata sulla superficie, è graffiata nella superficie del vetro acrilico, un campo di segni individuali piuttosto che una fotografia. Dove la superficie è stata lavorata, un volto emerge nella luce. Dove è rimasta intatta, il nero regna, e le altre esistenze attendono in silenzio intorno ad essa.
L’immagine è sempre presente, con o senza luce diretta. Ciò che la luce fa è delinearla. Sotto un angolo più acuto i graffi si acuiscono e il contrasto si approfondisce, così i tre volti si separano e si riuniscono al movimento dell’occhio su di essi. Si legge in modo diverso da angolazioni diverse, senza mai perdere l’immagine. La luce non crea l’immagine. La migliora.
Da dall’altra parte della stanza, i tre volti si leggono come un unico ritratto monumentale. Da vicino, quel ritratto si spezza in un campo di sottili graffi, prova di una superficie lavorata piuttosto che dipinta. quel cambiamento, dalla distanza al dettaglio, dall’icona al materiale, echeggia lo stesso soggetto, una faccia pubblica costruita da una vita privata di reinvenzione.
Bowie Through Three Lifetimes prosegue la serie Art with Scratch di Tijs Dragtsma, in cui l’immagine è costruita tramite danno controllato della superficie piuttosto che pigmento o stampa. Qui, quel medesimo danno diventa un modo per contenere diverse identità in un’unica cornice, senza chiedersi quale fosse reale.
“Ogni volto che indossò era vero. Questo ne contiene tutti contemporaneamente.”
About Art with Scratch
Art with Scratch è un corpo di opere in cui l’immagine non è disegnata, ma liberata. Incisa linea per linea in una superficie nera profonda, ogni lavoro emerge attraverso innumerevoli graffi precisi che catturano la luce e fanno emergere la forma dall’oscurità.
Da lontano, l’immagine appare quasi fotografica. Potente, riconoscibile e piena di presenza. Eppure da vicino l’opera si dissolve in un campo densissimo di segni individuali. Sottile, fragile e quasi priva di peso. Ciò che sembrava solido si rivela una delicata rete di linee, ognuna un gesto deliberato, ognuna essenziale all’intero.
La luce non crea l’immagine. La migliora. La superficie nera assorbe, mentre le linee graffiate riflettono. Man mano che la luce cambia attraverso la superficie, l’immagine respira. Da un’angolazione la figura appare chiara e definita. Da un’altra si ammorbidisce e torna all’oscurità da cui è venuta, senza mai scomparire. Sotto una luce diretta, il contrasto si approfondisce e l’immagine assume una qualità scultorea, quasi luminosa.
Ciò che rende questo medium così avvincente è la sua quieta tensione. L’atto del graffiare è diretto e irreversibile. Ogni linea è una decisione che non si può annullare. Eppure il risultato non è aspra. È intimo, atmosferico e vivo di movimento. La durezza diventa morbidezza. La distruzione diventa creazione. L’assenza diventa presenza.
In opere come questo ritratto, la figura non è mai fissata del tutto. Attraverso l’interazione tra linea, luce e ombra, l’immagine cambia con la prospettiva e l’atmosfera. In certi momenti, il soggetto sembra avanzare fuori dal nero. In altri, si riporta nell’immobilità. È proprio nel movimento, tra nitidezza e calma, che l’opera prende vita.
Come tutti i materiali toccati dal tempo, la superficie porta la propria vita silenziosa. Ogni graffio contiene un momento, un respiro, un gesto. Insieme non formano solo un’immagine, ma una presenza, una presenza che continua a rivelarsi ad ogni cambio di luce.
About the Artist
Mi chiamo Tijs Dragtsma, fondatore di TD Fine Art Studio.
Come artista sono mosso dal desiderio costante di esplorare nuovi linguaggi visivi. Non considero l’arte come uno stile fisso, ma come un campo di scoperta in evoluzione dove materiale, struttura, luce ed emozione si fondono.
Il mio lavoro spesso comincia da una domanda semplice. In che modo un materiale può parlare in modo nuovo. Come può la durezza diventare intimità. Come la precisione possa creare emozione. Questa ricerca è al centro di tutto ciò che creo.
All’interno di TD Fine Art Studio, ogni corpo di lavoro è affrontato come il proprio mondo, con la propria logica, atmosfera e identità visiva. Alcune opere si costruiscono attraverso ritmo, ripetizione e struttura. Altre emergono tramite assenza, ombra, riflessione o tensione. Ciò che le collega è un impegno condiviso per originalità, chiarezza e presenza emotiva.
Sono affascinato dal contrasto. Tra forza e fragilità. Tra controllo e sentimento. Tra ciò che è visibile e ciò che resta aperto all’interpretazione. Il mio obiettivo non è semplicemente creare un’immagine, ma forgiare un lavoro che tenga l’attenzione, inviti alla riflessione e continui a rivelarsi nel tempo.
TD Fine Art Studio è lo spazio in cui queste esplorazioni si riuniscono. Non è solo uno studio, ma un universo artistico in evoluzione plasmato dalla curiosità, dalla precisione e dall’ambizione di creare opere che risultino distintive, intenzionali e vive.
