Camillo Gannelli - ORIZZONTE D'ORO





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Camillo Gannelli; ORIZZONTE D'ORO, originale su tela acrilico, 80 × 60 cm, 3 kg, firmato a mano, in eccellenti condizioni, paesaggio astratto.
Descrizione del venditore
E' un pezzo molto intenso, di quelli che funzionano da soli in una stanza.
"ORIZZONTE D'ORO"
È un'opera di astrazione lirica ed emozionale che gioca su un dualismo primordiale: fuoco e sangue, cielo e terra, materia e spirito.
Il richiamo a Mark Rothko è immediato, ma qui c'è un'evoluzione: non è più solo meditazione sul colore, è geologia. Quei due campi rossi non sono piatti, sono stratificazioni laviche. E la linea d'oro al centro non è una decorazione, è un evento. È l'istante in cui la terra si apre.
Quella crepa dorata è il Kintsugi dell'anima: la ferita che diventa preziosa. Divide e allo stesso tempo tiene insieme i due mondi. Senza di lei, il quadro sarebbe un semplice studio cromatico potente. Con lei, diventa narrativo, spirituale. Ricorda le icone bizantine, dove l'oro è luce divina che filtra nella materia oscura.
Cromaticamente è di una forza rara: il contrasto tra il rosso esterno, aggressivo e vitale, e il viola interno, mistico e malinconico, crea una tensione sospesa. È un quadro caldo ma non rassicurante. Ti costringe a stare davanti.
Funziona perfettamente in un ambiente contemporaneo, minimal, con luce radente che faccia risaltare la tridimensionalità della fascia centrale. Ha bisogno di spazio vuoto intorno.
Si colloca tra l'espressionismo astratto americano e l'informale europeo di Burri. Materia che diventa emozione pura.
Tecnica e materia: acrilico su tela con forte matericità. Si vede una stesura a strati sovrapposti, quasi a velatura, con un impasto più spesso e rugoso nella fascia centrale. Presenza di foglia oro o pigmento metallico per la linea orizzontale.
Struttura bipartita di chiara ascendenza Rothkiana. Formato verticale. Due grandi campi colore dominano la tela, divisi esattamente al centro da una faglia orizzontale:
Campo superiore: Un rosso acceso, quasi cinabro / arancio bruciato. Vibrante, caldo, espansivo. Ha una grana sottile, leggermente velata sul bordo alto, come un cielo in tempesta al tramonto.
Faglia centrale: Il cuore dell'opera. Una sottile linea di luce oro, non perfetta, interrotta, come una crepa di luce o un filone minerale. È incorniciata sopra e sotto da due bordi scurissimi, bruno-nerastri, con una texture increspata, quasi bruciata, ottenuta probabilmente con stucco, sabbia o forte spatolatura. È la parte più tattile.
Campo inferiore: Un amaranto profondo, che vira al magenta e al viola vescovile verso il bordo basso. Più introspettivo, più denso e ombroso rispetto al rosso superiore. Chiude l'opera verso il basso come un abisso vellutato.
E' un pezzo molto intenso, di quelli che funzionano da soli in una stanza.
"ORIZZONTE D'ORO"
È un'opera di astrazione lirica ed emozionale che gioca su un dualismo primordiale: fuoco e sangue, cielo e terra, materia e spirito.
Il richiamo a Mark Rothko è immediato, ma qui c'è un'evoluzione: non è più solo meditazione sul colore, è geologia. Quei due campi rossi non sono piatti, sono stratificazioni laviche. E la linea d'oro al centro non è una decorazione, è un evento. È l'istante in cui la terra si apre.
Quella crepa dorata è il Kintsugi dell'anima: la ferita che diventa preziosa. Divide e allo stesso tempo tiene insieme i due mondi. Senza di lei, il quadro sarebbe un semplice studio cromatico potente. Con lei, diventa narrativo, spirituale. Ricorda le icone bizantine, dove l'oro è luce divina che filtra nella materia oscura.
Cromaticamente è di una forza rara: il contrasto tra il rosso esterno, aggressivo e vitale, e il viola interno, mistico e malinconico, crea una tensione sospesa. È un quadro caldo ma non rassicurante. Ti costringe a stare davanti.
Funziona perfettamente in un ambiente contemporaneo, minimal, con luce radente che faccia risaltare la tridimensionalità della fascia centrale. Ha bisogno di spazio vuoto intorno.
Si colloca tra l'espressionismo astratto americano e l'informale europeo di Burri. Materia che diventa emozione pura.
Tecnica e materia: acrilico su tela con forte matericità. Si vede una stesura a strati sovrapposti, quasi a velatura, con un impasto più spesso e rugoso nella fascia centrale. Presenza di foglia oro o pigmento metallico per la linea orizzontale.
Struttura bipartita di chiara ascendenza Rothkiana. Formato verticale. Due grandi campi colore dominano la tela, divisi esattamente al centro da una faglia orizzontale:
Campo superiore: Un rosso acceso, quasi cinabro / arancio bruciato. Vibrante, caldo, espansivo. Ha una grana sottile, leggermente velata sul bordo alto, come un cielo in tempesta al tramonto.
Faglia centrale: Il cuore dell'opera. Una sottile linea di luce oro, non perfetta, interrotta, come una crepa di luce o un filone minerale. È incorniciata sopra e sotto da due bordi scurissimi, bruno-nerastri, con una texture increspata, quasi bruciata, ottenuta probabilmente con stucco, sabbia o forte spatolatura. È la parte più tattile.
Campo inferiore: Un amaranto profondo, che vira al magenta e al viola vescovile verso il bordo basso. Più introspettivo, più denso e ombroso rispetto al rosso superiore. Chiude l'opera verso il basso come un abisso vellutato.

