Maschera d'antenato da 26 cm - Ligbi - Costa d’Avorio






Dieci anni di esperienza nei settori di armi storiche, armature e arte africana.
93 € | ||
|---|---|---|
68 € | ||
65 € | ||
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 140908 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Maschera ancestrale in bronzo, alta 26 cm e larga 18 cm, origini Côte d’Ivoire, popolo Ligbi, regione di Bondoukou, riproduzione, fornita con stand, in buone condizioni.
Descrizione del venditore
Situati nel nord della Costa d'Avorio, i Ligbi e i Djimini si distinguono come abili artigiani e prosperi mercanti di fede musulmana.
Perpetuano un'istituzione sacra, chiamata Do (o Lo), la cui dimensione pubblica culmina in cerimonie scandite da danze di una polychromia sfolgorante.
Questo maschera, vero gioiello originario della regione di Bondoukou nel nord-est ivoriano, incarna l'essenza della mascherata Do.
La squisita finezza della sua scultura sublime l'armonia dei tratti del viso, esaltando al contempo la perfezione geometrica della sua coiffure complessa.
I due pendenti dell'orecchio catturano in particolare lo sguardo con la loro sorprendente evoluzione stilistica.
Sulle maschere Do arcaiche provenienti da questa regione, questi ornamenti restano corti e si ancorano direttamente all'orecchio.
Le opere collezionate successivamente rivelano pendenti allungati, che scivolano con eleganza lungo l'ovale del viso.
Se sulle maschere di Kong, questi ornamenti sfiorano il mento, presso i Sénoufo che ne reclamarono l'estetica per le proprie maschere Kodoliyehe (Kpeliye) l'ornamento originario mutò diventando un delicato appendice che si fonde con la mascella.
Ancora oggi, nel cuore delle savane settentrionali ivoriane, la mascherata Do conserva una vibrante vitalità all'interno di molte comunità musulmane.
Questo ricco pantheon rituale dispiega una grande diversità di figure, tra cui l'emblematica uccello calao, venerato sotto il nome di Yangaleya dai Ligbi e di Mangangono dai Dioula di Kong.
Situati nel nord della Costa d'Avorio, i Ligbi e i Djimini si distinguono come abili artigiani e prosperi mercanti di fede musulmana.
Perpetuano un'istituzione sacra, chiamata Do (o Lo), la cui dimensione pubblica culmina in cerimonie scandite da danze di una polychromia sfolgorante.
Questo maschera, vero gioiello originario della regione di Bondoukou nel nord-est ivoriano, incarna l'essenza della mascherata Do.
La squisita finezza della sua scultura sublime l'armonia dei tratti del viso, esaltando al contempo la perfezione geometrica della sua coiffure complessa.
I due pendenti dell'orecchio catturano in particolare lo sguardo con la loro sorprendente evoluzione stilistica.
Sulle maschere Do arcaiche provenienti da questa regione, questi ornamenti restano corti e si ancorano direttamente all'orecchio.
Le opere collezionate successivamente rivelano pendenti allungati, che scivolano con eleganza lungo l'ovale del viso.
Se sulle maschere di Kong, questi ornamenti sfiorano il mento, presso i Sénoufo che ne reclamarono l'estetica per le proprie maschere Kodoliyehe (Kpeliye) l'ornamento originario mutò diventando un delicato appendice che si fonde con la mascella.
Ancora oggi, nel cuore delle savane settentrionali ivoriane, la mascherata Do conserva una vibrante vitalità all'interno di molte comunità musulmane.
Questo ricco pantheon rituale dispiega una grande diversità di figure, tra cui l'emblematica uccello calao, venerato sotto il nome di Yangaleya dai Ligbi e di Mangangono dai Dioula di Kong.
