Luigi Ghirri - Hergiswil - 1973






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Luigi Ghirri, Hergiswil - 1973, una stampa C non firmata, 17 × 12 cm, in stato SPL.
Descrizione del venditore
redo tu intenda “Hergiswil, 1973” di Luigi Ghirri. È una fotografia compresa nel progetto Diaframma f/11, 1/25, luce naturale, una delle serie realizzate da Ghirri negli anni Settanta; la Fondazione Luigi Ghirri la cataloga proprio come Hergiswil, 1973.
Hergiswil è una località svizzera sul Lago dei Quattro Cantoni. In quel periodo Ghirri fotografava spesso durante viaggi in Italia e in Europa, ma il suo interesse non era tanto il “bel paesaggio” tradizionale quanto il rapporto tra realtà, immagini, segni, architettura e modo di guardare. La serie Diaframma f/11, 1/25, luce naturale comprende infatti fotografie realizzate in luoghi diversi come Bologna, Amsterdam, Venezia, Salisburgo e Hergiswil.
Il 1973 è un anno centrale nella ricerca di Ghirri: nello stesso periodo lavora a progetti come Kodachrome, Italia Ailati, Colazione sull’erba e Il paese dei balocchi. Il colore, spesso tenue e apparentemente quotidiano, diventa per lui un modo per mettere in dubbio la distinzione fra il mondo e la sua rappresentazione: cartelli, vetrine, fotografie dentro fotografie, prospettive ambigue e dettagli ordinari diventano il vero soggetto.
Se mi mandi la foto di Hergiswil che stai guardando, posso anche farti una lettura visiva precisa dell’opera: composizione, colori, significato e perché è importante nel lavoro di Ghirri.
Sì: la foto che hai caricato corrisponde a Hergiswil, 1973 di Luigi Ghirri. È attribuita alla serie Diaframma 11, 1/125, luce naturale. Una stampa vintage è documentata come C-print; esistono esemplari con dimensioni diverse, fra cui circa 13 × 18 cm e una stampa vintage più piccola di 11,6 × 8 cm.
La scena è molto tipica del Ghirri degli anni Settanta: un oggetto pubblicitario ordinario — qui il pannello Camel Filters con la testa del cammello — viene isolato nel paesaggio fino a diventare quasi surreale. Non è semplicemente una fotografia “di una pubblicità”: Ghirri è interessato al punto in cui immagine artificiale e mondo reale si confondono. Il cammello disegnato sembra quasi un personaggio presente fisicamente nello spazio, mentre le linee della strada e il fondale scuro rendono difficile capire subito dove finisca il segno pubblicitario e dove cominci il paesaggio.
È proprio uno dei temi centrali della sua ricerca: cartelloni, vetrine e immagini già presenti nel mondo diventano una sorta di “fotomontaggio della realtà”, senza che il fotografo debba costruire nulla.
Anche il colore è importante: marroni, crema, rosa e nero sono smorzati, lontani dal colore pubblicitario brillante. Questa tonalità un po’ sospesa trasforma una scena banalissima in qualcosa di ambiguo e ironico. Il fatto che il cartello stia quasi solo, circondato da molto spazio vuoto, gli dà inoltre una presenza quasi teatrale.
Hergiswil è in Svizzera, e la fotografia rientra anche nel tema del viaggio presente nel lavoro di Ghirri: nei suoi spostamenti non cercava tanto il monumento spettacolare, quanto segni anonimi, oggetti e immagini capaci di modificare la nostra percezione del luogo.
redo tu intenda “Hergiswil, 1973” di Luigi Ghirri. È una fotografia compresa nel progetto Diaframma f/11, 1/25, luce naturale, una delle serie realizzate da Ghirri negli anni Settanta; la Fondazione Luigi Ghirri la cataloga proprio come Hergiswil, 1973.
Hergiswil è una località svizzera sul Lago dei Quattro Cantoni. In quel periodo Ghirri fotografava spesso durante viaggi in Italia e in Europa, ma il suo interesse non era tanto il “bel paesaggio” tradizionale quanto il rapporto tra realtà, immagini, segni, architettura e modo di guardare. La serie Diaframma f/11, 1/25, luce naturale comprende infatti fotografie realizzate in luoghi diversi come Bologna, Amsterdam, Venezia, Salisburgo e Hergiswil.
Il 1973 è un anno centrale nella ricerca di Ghirri: nello stesso periodo lavora a progetti come Kodachrome, Italia Ailati, Colazione sull’erba e Il paese dei balocchi. Il colore, spesso tenue e apparentemente quotidiano, diventa per lui un modo per mettere in dubbio la distinzione fra il mondo e la sua rappresentazione: cartelli, vetrine, fotografie dentro fotografie, prospettive ambigue e dettagli ordinari diventano il vero soggetto.
Se mi mandi la foto di Hergiswil che stai guardando, posso anche farti una lettura visiva precisa dell’opera: composizione, colori, significato e perché è importante nel lavoro di Ghirri.
Sì: la foto che hai caricato corrisponde a Hergiswil, 1973 di Luigi Ghirri. È attribuita alla serie Diaframma 11, 1/125, luce naturale. Una stampa vintage è documentata come C-print; esistono esemplari con dimensioni diverse, fra cui circa 13 × 18 cm e una stampa vintage più piccola di 11,6 × 8 cm.
La scena è molto tipica del Ghirri degli anni Settanta: un oggetto pubblicitario ordinario — qui il pannello Camel Filters con la testa del cammello — viene isolato nel paesaggio fino a diventare quasi surreale. Non è semplicemente una fotografia “di una pubblicità”: Ghirri è interessato al punto in cui immagine artificiale e mondo reale si confondono. Il cammello disegnato sembra quasi un personaggio presente fisicamente nello spazio, mentre le linee della strada e il fondale scuro rendono difficile capire subito dove finisca il segno pubblicitario e dove cominci il paesaggio.
È proprio uno dei temi centrali della sua ricerca: cartelloni, vetrine e immagini già presenti nel mondo diventano una sorta di “fotomontaggio della realtà”, senza che il fotografo debba costruire nulla.
Anche il colore è importante: marroni, crema, rosa e nero sono smorzati, lontani dal colore pubblicitario brillante. Questa tonalità un po’ sospesa trasforma una scena banalissima in qualcosa di ambiguo e ironico. Il fatto che il cartello stia quasi solo, circondato da molto spazio vuoto, gli dà inoltre una presenza quasi teatrale.
Hergiswil è in Svizzera, e la fotografia rientra anche nel tema del viaggio presente nel lavoro di Ghirri: nei suoi spostamenti non cercava tanto il monumento spettacolare, quanto segni anonimi, oggetti e immagini capaci di modificare la nostra percezione del luogo.
