Yves Brayer (1907-1990) - La famille






Ha trascorso cinque anni come esperto d'arte classica e tre anni come commissario-priseur.
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Yves Brayer, La famille, incisione in edizione limitata su carta giapponese, formato 30 × 38 cm, firmata a mano, in buono stato.
Descrizione del venditore
Yves Brayer (1907-1990) : La famiglia
Incisione su carta giapponese di formato 30 x 38 cm.
Formato del rame 12 x 18 cm.
Porta una firma a inchiostro in basso a destra.
Opera mai incorniciata, in buon stato. Leggera firma di maneggio.
Assicuriamo un imballaggio meticoloso, un servizio di spedizione internazionale, un’assicurazione e spedizioni express per tutte le nostre consegne.
Biografia :
Pittore testimone del suo tempo, Yves Brayer si è rivelato uno dei maestri della Scuola di Parigi. Il teatro, la letteratura, i paesaggi della Camargue o dei Baux-de-Provence e i suoi viaggi sono stati fonti di ispirazione continua. Rappresentativo della corrente dell’arte figurativa, ha fondato « un classicismo sincero », riconosciuto dall’Académie des beaux-arts che lo accoglie nel 1957 come membro dell’Institut. Ecco lo sguardo di Lydia Harambourg su sessant’anni di pittura.
Yves Brayer fece parte dei pittori che, tra le due guerre mondiali, sentirono la necessità di ancorarsi alla realtà circostante. Quelli che, non ignorandole, rifiutarono i movimenti pittorici della fine del 19° secolo e dell'inizio del 20° secolo, si proponevano piuttosto come allievi di Vuillard e Bonnard, come il gruppo della Realtà Poetica, o ammiratori di Courbet, come il movimento Forces Nouvelles. Se Brayer restò sempre indipendente, contava fra i suoi amici Francis Gruber che fu un animatore del Nuovo Realismo francese degli anni ’50, e di cui Bernard Buffet sarebbe stato l’esempio brillante.
Yves Brayer è nato a Versailles nel 1907, ma la maggior parte dell’infanzia si svolge a Bourges. All’arrivo a Parigi nel 1924, prende la via delle accademie di Montparnasse, poi quella della École des Beaux-Arts. Molto giovane, testimonia la sua personalità e, tra i più anziani come Jean-Louis Forain, viene incoraggiato. Ancora studente, espone al Salon d’Automne e al Salon des Indépendants. Nel 1927 una borsa di viaggio di Stato gli permette di partire in Spagna dove l’incontro con i maestri del Museo del Prado avrà un’influenza decisiva sulla sua futura opera. Dopo un soggiorno in Marocco grazie a un premio creato dal maresciallo Lyautey, ottiene il Grand Prix de Rome nel 1930. Inizialmente rimpiange l’Espagna, poi si lascia trascinare dalla ricchezza della vita italiana degli anni Trenta.
Al suo ritorno a Parigi nel 1934, riunisce la sua messe in una grande esposizione alla Galerie Charpentier, Faubourg Saint-Honoré, dove il pubblico scopre l’autenticità di questo pittore di ventisette anni dal temperamento potente e originale.
Parigi resta il suo porto d’attache, e, dopo aver vissuto nel quartiere del Panthéon, si trasferisce, già dal 1935, in rue Monsieur le Prince, nel sesto arrondissement. In diverse periodi dipinge a Parigi, pur essendo studente, negli anni 1926-1929. Disertato a Montauban, si stabilisce a Cordes-sur-Ciel nel Tarn nel 1940. Un museo gli sarà dedicato nella sala più bella del municipio già dal 1960. Nel 1942 torna nella capitale dove Jacques Rouché lo incarica di ideare le sue prime maquette di scenografie e costumi per un balletto all’Opéra di Parigi. Vi rimane durante l’occupazione e dipinge la città innevata, poi la città liberata.
L’anno 1945 segna una nuova tappa nella sua opera. In Provenza, realizza che esistono altre armonie oltre a quelle delle architetture create dall’uomo, quelle della natura pura e selvaggia, e ben presto è affascinato dalla diversità delle Alpilles e dalle loro pieghe calcaree, poi dalle distese della Camargue popolate da cavalli bianchi e tori neri. Si fissa ben presto in Provenza per diversi mesi ogni anno.
Dopo la sua periodo nero spagnolo, poi ocra e rosso italiano, diversifica la sua tavolozza introducendo verdi, gialli pallidi e qualche blu. Fortemente attratto dai paesaggi mediterranei, torna a lavorare in Spagna e in Italia, ma la Provenza e la Camargue resteranno i suoi luoghi prediletti fino alla fine della sua vita.
Intraprende vari viaggi in Messico, in Egitto, in Iran, in Grecia, in Russia, negli Stati Uniti e in Giappone. Impadronitosi velocemente della luce e dei ritmi di questi paesi, ne riporta numerosi disegni e acquarelli.
Il suo gusto per il grafismo lo conduce naturalmente a praticare la tecnica della calcografia e della lithografia; così realizza numerose lastre e illustra libri a tiratura limitata con testi di Blaise Cendrars, Henry de Montherlant, Baudelaire, Paul Claudel, Jean Giono, Frédéric Mistral, ecc...
Yves Brayer è anche autore di decorazioni murali, cartoni di arazzi, bozzetti di scenografie e costumi per il Théâtre-Français, e per gli Opéra di Parigi, Amsterdam, Nizza, Lione, Tolosa, Bordeaux o Avignone.
Le sue esposizioni personali hanno reso le sue opere familiari in molti paesi: a Parigi per prima cosa, poi in Francia, in Europa e negli Stati Uniti. La Bibliothèque nationale présente nel 1977 "Yves Brayer, Graveur" per il suo settantesimo compleanno, e il Musée Postal gli dedica un’esposizione delle sue opere in occasione della emissione del francobollo che gli fu chiesta nel 1978. Infine il MUSEE YVES BRAYER è inaugurato a settembre 1991 agli Baux de Provence.
È presente in vari musei e in numerose collezioni sia in Francia sia all’estero. Fu professore all’Académie de la Grande Chaumière per cinquant’anni, Presidente del Salon d’Automne per cinque anni e, in qualità di membro dell’Académie des Beaux-Arts, conservatore del Musée Marmottan a Parigi per oltre undici anni.
(Sitografia www.yvesbrayer.com)
Il venditore si racconta
Yves Brayer (1907-1990) : La famiglia
Incisione su carta giapponese di formato 30 x 38 cm.
Formato del rame 12 x 18 cm.
Porta una firma a inchiostro in basso a destra.
Opera mai incorniciata, in buon stato. Leggera firma di maneggio.
Assicuriamo un imballaggio meticoloso, un servizio di spedizione internazionale, un’assicurazione e spedizioni express per tutte le nostre consegne.
Biografia :
Pittore testimone del suo tempo, Yves Brayer si è rivelato uno dei maestri della Scuola di Parigi. Il teatro, la letteratura, i paesaggi della Camargue o dei Baux-de-Provence e i suoi viaggi sono stati fonti di ispirazione continua. Rappresentativo della corrente dell’arte figurativa, ha fondato « un classicismo sincero », riconosciuto dall’Académie des beaux-arts che lo accoglie nel 1957 come membro dell’Institut. Ecco lo sguardo di Lydia Harambourg su sessant’anni di pittura.
Yves Brayer fece parte dei pittori che, tra le due guerre mondiali, sentirono la necessità di ancorarsi alla realtà circostante. Quelli che, non ignorandole, rifiutarono i movimenti pittorici della fine del 19° secolo e dell'inizio del 20° secolo, si proponevano piuttosto come allievi di Vuillard e Bonnard, come il gruppo della Realtà Poetica, o ammiratori di Courbet, come il movimento Forces Nouvelles. Se Brayer restò sempre indipendente, contava fra i suoi amici Francis Gruber che fu un animatore del Nuovo Realismo francese degli anni ’50, e di cui Bernard Buffet sarebbe stato l’esempio brillante.
Yves Brayer è nato a Versailles nel 1907, ma la maggior parte dell’infanzia si svolge a Bourges. All’arrivo a Parigi nel 1924, prende la via delle accademie di Montparnasse, poi quella della École des Beaux-Arts. Molto giovane, testimonia la sua personalità e, tra i più anziani come Jean-Louis Forain, viene incoraggiato. Ancora studente, espone al Salon d’Automne e al Salon des Indépendants. Nel 1927 una borsa di viaggio di Stato gli permette di partire in Spagna dove l’incontro con i maestri del Museo del Prado avrà un’influenza decisiva sulla sua futura opera. Dopo un soggiorno in Marocco grazie a un premio creato dal maresciallo Lyautey, ottiene il Grand Prix de Rome nel 1930. Inizialmente rimpiange l’Espagna, poi si lascia trascinare dalla ricchezza della vita italiana degli anni Trenta.
Al suo ritorno a Parigi nel 1934, riunisce la sua messe in una grande esposizione alla Galerie Charpentier, Faubourg Saint-Honoré, dove il pubblico scopre l’autenticità di questo pittore di ventisette anni dal temperamento potente e originale.
Parigi resta il suo porto d’attache, e, dopo aver vissuto nel quartiere del Panthéon, si trasferisce, già dal 1935, in rue Monsieur le Prince, nel sesto arrondissement. In diverse periodi dipinge a Parigi, pur essendo studente, negli anni 1926-1929. Disertato a Montauban, si stabilisce a Cordes-sur-Ciel nel Tarn nel 1940. Un museo gli sarà dedicato nella sala più bella del municipio già dal 1960. Nel 1942 torna nella capitale dove Jacques Rouché lo incarica di ideare le sue prime maquette di scenografie e costumi per un balletto all’Opéra di Parigi. Vi rimane durante l’occupazione e dipinge la città innevata, poi la città liberata.
L’anno 1945 segna una nuova tappa nella sua opera. In Provenza, realizza che esistono altre armonie oltre a quelle delle architetture create dall’uomo, quelle della natura pura e selvaggia, e ben presto è affascinato dalla diversità delle Alpilles e dalle loro pieghe calcaree, poi dalle distese della Camargue popolate da cavalli bianchi e tori neri. Si fissa ben presto in Provenza per diversi mesi ogni anno.
Dopo la sua periodo nero spagnolo, poi ocra e rosso italiano, diversifica la sua tavolozza introducendo verdi, gialli pallidi e qualche blu. Fortemente attratto dai paesaggi mediterranei, torna a lavorare in Spagna e in Italia, ma la Provenza e la Camargue resteranno i suoi luoghi prediletti fino alla fine della sua vita.
Intraprende vari viaggi in Messico, in Egitto, in Iran, in Grecia, in Russia, negli Stati Uniti e in Giappone. Impadronitosi velocemente della luce e dei ritmi di questi paesi, ne riporta numerosi disegni e acquarelli.
Il suo gusto per il grafismo lo conduce naturalmente a praticare la tecnica della calcografia e della lithografia; così realizza numerose lastre e illustra libri a tiratura limitata con testi di Blaise Cendrars, Henry de Montherlant, Baudelaire, Paul Claudel, Jean Giono, Frédéric Mistral, ecc...
Yves Brayer è anche autore di decorazioni murali, cartoni di arazzi, bozzetti di scenografie e costumi per il Théâtre-Français, e per gli Opéra di Parigi, Amsterdam, Nizza, Lione, Tolosa, Bordeaux o Avignone.
Le sue esposizioni personali hanno reso le sue opere familiari in molti paesi: a Parigi per prima cosa, poi in Francia, in Europa e negli Stati Uniti. La Bibliothèque nationale présente nel 1977 "Yves Brayer, Graveur" per il suo settantesimo compleanno, e il Musée Postal gli dedica un’esposizione delle sue opere in occasione della emissione del francobollo che gli fu chiesta nel 1978. Infine il MUSEE YVES BRAYER è inaugurato a settembre 1991 agli Baux de Provence.
È presente in vari musei e in numerose collezioni sia in Francia sia all’estero. Fu professore all’Académie de la Grande Chaumière per cinquant’anni, Presidente del Salon d’Automne per cinque anni e, in qualità di membro dell’Académie des Beaux-Arts, conservatore del Musée Marmottan a Parigi per oltre undici anni.
(Sitografia www.yvesbrayer.com)
