Guido Reni (1675-1642), Seguace di - Eccce Omo






Laurea magistrale in pittura rinascimentale, tirocinio Sotheby’s e 15 anni di esperienza.
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Eccce Omo, seguace di Guido Reni, olio su tela del XVII secolo, Italia, 80 × 57 cm, venduto con cornice.
Descrizione del venditore
Seguace di Guido Reni
Cristo coronato di spine (Ecce Homo)
XVII secolo
Olio su tela, cm 80 × 57 entro cornice omaggio
Il dipinto raffigura Cristo a mezza figura, coronato di spine e avvolto da un ampio drappo chiaro. Il volto, leggermente inclinato e rivolto verso l’alto, esprime una sofferenza composta e interiorizzata, priva di accenti drammatici eccessivi. La luce modella delicatamente l’incarnato, facendo emergere la figura dal fondo scuro e concentrando l’attenzione sullo sguardo e sull’espressione estatica.
La composizione deriva dai fortunati modelli devozionali elaborati da Guido Reni durante la sua maturità e ampiamente replicati nella sua bottega. Sono caratteristici del linguaggio reniano l’idealizzazione dei lineamenti, gli occhi rivolti al cielo, il morbido chiaroscuro e la ricerca di una bellezza spirituale capace di coniugare dolore e serenità.
L’opera trova confronti con l’Ecce Homo del Musée du Louvre, con la versione conservata al Fitzwilliam Museum di Cambridge e con il Cristo coronato di spine della Pinacoteca Nazionale di Bologna; ulteriori varianti dello stesso soggetto sono conservate presso la Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda. Per impostazione, qualità alta, iconografia e caratteri stilistici, il dipinto può essere riferito alla bottega di Guido Reni.
Tela rifoderata ai bordi
Seguace di Guido Reni
Cristo coronato di spine (Ecce Homo)
XVII secolo
Olio su tela, cm 80 × 57 entro cornice omaggio
Il dipinto raffigura Cristo a mezza figura, coronato di spine e avvolto da un ampio drappo chiaro. Il volto, leggermente inclinato e rivolto verso l’alto, esprime una sofferenza composta e interiorizzata, priva di accenti drammatici eccessivi. La luce modella delicatamente l’incarnato, facendo emergere la figura dal fondo scuro e concentrando l’attenzione sullo sguardo e sull’espressione estatica.
La composizione deriva dai fortunati modelli devozionali elaborati da Guido Reni durante la sua maturità e ampiamente replicati nella sua bottega. Sono caratteristici del linguaggio reniano l’idealizzazione dei lineamenti, gli occhi rivolti al cielo, il morbido chiaroscuro e la ricerca di una bellezza spirituale capace di coniugare dolore e serenità.
L’opera trova confronti con l’Ecce Homo del Musée du Louvre, con la versione conservata al Fitzwilliam Museum di Cambridge e con il Cristo coronato di spine della Pinacoteca Nazionale di Bologna; ulteriori varianti dello stesso soggetto sono conservate presso la Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda. Per impostazione, qualità alta, iconografia e caratteri stilistici, il dipinto può essere riferito alla bottega di Guido Reni.
Tela rifoderata ai bordi
