Ben Dauchez - Maroc #3 Medina






Ha oltre dieci anni di esperienza nel campo dell'arte, specializzandosi in fotografia del dopoguerra e arte contemporanea.
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Descrizione del venditore
Série Bauhaus Marocco
-Titolo Maroc #3 Medina
-Edizione Fine Art 40X44 Numerata, firmata 1/20
-Certificato di Autenticità
Fusion de deux mondes : La multi-esposizione permet de sovrapporre questi due universi — quello della rigore formale del Bauhaus e la ricchezza sensorale e storica del Marocco. Forse le linee pulite del Bauhaus si intrecciano con motivi architettonici marocchini, come archi, mosaici e le texture dei muri in terra battuta o in pietra. Questa fusione crea una sorta di dialogo visivo tra modernità e tradizione.
Approccio concettuale : L'uso della multi-esposizione può anche simboleggiare l'idea di interazione tra passato e presente, tra architettura moderna e tradizionale. Il Marocco, ricco di simboli culturali, potrebbe essere visto qui come un terreno di sperimentazione per trasporre concetti occidentali del Bauhaus in un contesto più orientale, o mediterraneo.
Giochi di luce e colore : Il contrasto tra le ombre nette del Bauhaus e i colori caldi e diffusi tipici del Marocco (ocra, rossi, blu e arancioni) potrebbe essere accentuato. Questo potrebbe offrire una dimensione poetica in cui ogni immagine sovrapposta evoca un’impressione di movimento, di trasformazione e di immersione in uno spazio ibrido tra orient e occidente.
L'impatto della multi-esposizione :
Tempotà e spazialità
: Sottraendo insieme diversi momenti o spazi, la tecnica della multi-esposizione potrebbe anche suggerire un’esperienza temporale, come se si viaggiasse attraverso epoche diverse o diverse percezioni del Marocco. Questo gioco sul tempo e sullo spazio risuona alle nozioni di fluidità e transizione nella cultura del Bauhaus, pur ispirandosi agli strati multipli di senso e di storia che il Marocco incarna.
Dualità culturale ed estetica : Infine, quest’opera potrebbe esprimere una riflessione sui rapporti tra culture occidentali e orientali, tra il funzionalismo europeo del Bauhaus e la sensualità delle forme marocchine. La multi-esposizione può creare un’atmosfera dove i due mondi non sono opposti ma interconnessi in una stessa visione artistica.
Appassionato di fotografia fin dalla più tenera età, Ben DAUCHEZ è partito dai laboratori di quartiere di La Rochelle. Lì ha acquisito l’insieme delle basi della fotografia, dalla tecnica classica, allo scatto e alla post-produzione, passando per il laboratorio. A 22 anni, fresco di laurea, si è trasferito a Parigi per perfezionare la sua formazione diventando assistente di set per gli studi Daguerre, il Petit Oiseau va sortir e lo Studio Zéro. Ha avuto la fortuna di collaborare e assistere allora i fotografi dei più talentuosi: Bettina RHEIMS, Patrick DEMARCHELIER, Terry RICHARDSON, Ellen VON UNWERTH, Marcus MAM... Da alcuni incontri decisivi nasceranno bei progetti e lunghe collaborazioni, in particolare con André RAU, Bettina RHEIMS (la mostra sulfurea INRI e il suo libro omonimo alle Editions Albin Michel) e Peter BEARD (calendario Pirelli 2009 in Botswana).
Le sue foto sono pubblicate, tra le altre, nelle Editions Condé Nast (francofone e internazionali), Première, Wallpaper, ID, Madame Figaro, Lifestyles, Dandy Magazine... Il suo universo interessa anche marchi con codici identitari molto diversi per cui ha firmato la realizzazione di campagne istituzionali e/o pubblicitarie quali Dior ( bellezza), L'Oréal, Peugeot, Philip Morris o ancora Burger King (pubblicità premiata al Dubai Lynx).
Ben DAUCHEZ ha anche realizzato numerosi ritratti di celebrità (IGGY POP, Woody HALLEN, Grace JONES, Jean DUJARDIN, Gilles LELLOUCHE, Olivier MARCHAL, Carole BOUQUET, Charlotte GAINSBOURG, ...) di bellezza, d’uomini del mondo (Olivier DASSAULT, Jacques SEGUELA...) e di viaggiatori...
Questa strada fotografica gli permette da allora di immortalare in piena libertà la bellezza umana, estetica e spirituale di ogni personalità.
Série Bauhaus Marocco
-Titolo Maroc #3 Medina
-Edizione Fine Art 40X44 Numerata, firmata 1/20
-Certificato di Autenticità
Fusion de deux mondes : La multi-esposizione permet de sovrapporre questi due universi — quello della rigore formale del Bauhaus e la ricchezza sensorale e storica del Marocco. Forse le linee pulite del Bauhaus si intrecciano con motivi architettonici marocchini, come archi, mosaici e le texture dei muri in terra battuta o in pietra. Questa fusione crea una sorta di dialogo visivo tra modernità e tradizione.
Approccio concettuale : L'uso della multi-esposizione può anche simboleggiare l'idea di interazione tra passato e presente, tra architettura moderna e tradizionale. Il Marocco, ricco di simboli culturali, potrebbe essere visto qui come un terreno di sperimentazione per trasporre concetti occidentali del Bauhaus in un contesto più orientale, o mediterraneo.
Giochi di luce e colore : Il contrasto tra le ombre nette del Bauhaus e i colori caldi e diffusi tipici del Marocco (ocra, rossi, blu e arancioni) potrebbe essere accentuato. Questo potrebbe offrire una dimensione poetica in cui ogni immagine sovrapposta evoca un’impressione di movimento, di trasformazione e di immersione in uno spazio ibrido tra orient e occidente.
L'impatto della multi-esposizione :
Tempotà e spazialità
: Sottraendo insieme diversi momenti o spazi, la tecnica della multi-esposizione potrebbe anche suggerire un’esperienza temporale, come se si viaggiasse attraverso epoche diverse o diverse percezioni del Marocco. Questo gioco sul tempo e sullo spazio risuona alle nozioni di fluidità e transizione nella cultura del Bauhaus, pur ispirandosi agli strati multipli di senso e di storia che il Marocco incarna.
Dualità culturale ed estetica : Infine, quest’opera potrebbe esprimere una riflessione sui rapporti tra culture occidentali e orientali, tra il funzionalismo europeo del Bauhaus e la sensualità delle forme marocchine. La multi-esposizione può creare un’atmosfera dove i due mondi non sono opposti ma interconnessi in una stessa visione artistica.
Appassionato di fotografia fin dalla più tenera età, Ben DAUCHEZ è partito dai laboratori di quartiere di La Rochelle. Lì ha acquisito l’insieme delle basi della fotografia, dalla tecnica classica, allo scatto e alla post-produzione, passando per il laboratorio. A 22 anni, fresco di laurea, si è trasferito a Parigi per perfezionare la sua formazione diventando assistente di set per gli studi Daguerre, il Petit Oiseau va sortir e lo Studio Zéro. Ha avuto la fortuna di collaborare e assistere allora i fotografi dei più talentuosi: Bettina RHEIMS, Patrick DEMARCHELIER, Terry RICHARDSON, Ellen VON UNWERTH, Marcus MAM... Da alcuni incontri decisivi nasceranno bei progetti e lunghe collaborazioni, in particolare con André RAU, Bettina RHEIMS (la mostra sulfurea INRI e il suo libro omonimo alle Editions Albin Michel) e Peter BEARD (calendario Pirelli 2009 in Botswana).
Le sue foto sono pubblicate, tra le altre, nelle Editions Condé Nast (francofone e internazionali), Première, Wallpaper, ID, Madame Figaro, Lifestyles, Dandy Magazine... Il suo universo interessa anche marchi con codici identitari molto diversi per cui ha firmato la realizzazione di campagne istituzionali e/o pubblicitarie quali Dior ( bellezza), L'Oréal, Peugeot, Philip Morris o ancora Burger King (pubblicità premiata al Dubai Lynx).
Ben DAUCHEZ ha anche realizzato numerosi ritratti di celebrità (IGGY POP, Woody HALLEN, Grace JONES, Jean DUJARDIN, Gilles LELLOUCHE, Olivier MARCHAL, Carole BOUQUET, Charlotte GAINSBOURG, ...) di bellezza, d’uomini del mondo (Olivier DASSAULT, Jacques SEGUELA...) e di viaggiatori...
Questa strada fotografica gli permette da allora di immortalare in piena libertà la bellezza umana, estetica e spirituale di ogni personalità.
