Pietro Fight - "Tela groggante 1"





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Pietro Fight, originali opera d’arte concettuale intitolata “Tela groggante 1”, del 2026, firmata a mano, tecnica pennarello a feltro su tela in misto cotone, 107 cm di altezza per 75 cm di larghezza, in rosso e bianco, venduta direttamente dall’artista dall’Italia in ottime condizioni.
Descrizione del venditore
Artista: Pietro Fight
Titolo: "Tela groggante 1"
Misure: H -> 107 cm / W -> 75 cm
Tecnica: disegno e pittura eseguiti a mano libera
Materiali/supporto: pennarello a inchiostro a base alcolica su tela in misto cotone (non intelaiata)
Provenienza: direttamente dallo studio dell’artista -> Milano
Documentazione: Certificato di Autenticità firmato dall’artista con timbro personalizzato
Spedizione: l’opera verrà spedita arrotolata in tubo rigido, con imballaggio accurato e spedizione tracciata
Per info: pietrofight.art@gmail.com
N.B. -> Questo annuncio contiene rappresentazioni generate dall’intelligenza artificiale. Si prega di fare riferimento alle fotografie originali per verificare le condizioni effettive dell’oggetto
OPERA:
11-09-2026
“Tela Groggante 1” (Progetto Grogland)
Ci sono emozioni che arrivano prima delle parole. Quando succede, prendo il Grog e comincio. Il gesto diventa la mia prima risposta a quello che sento.
Grogland nasce dal desiderio di rendere il mio rapporto con la tela più diretto, istintivo e immediato. In questo progetto utilizzo i pennarelli Grog, strumenti nati nell’ambiente del writing e pensati per lasciare un segno rapido, deciso, per la tag e per l’intervento nello spazio urbano. È proprio questa natura dello strumento a cambiare il mio modo di confrontarmi con la tela.
Davanti alla tela cerco di comportarmi come se fossi davanti a un muro in strada. Non voglio più che il gesto sia eccessivamente metodico, costruito o calcolato. Voglio che nasca dall’impulso. Devo intervenire, prendere spazio, muovermi prima che il pensiero riesca a controllare completamente quello che sto facendo. Quello che sento entra direttamente nella pressione del pennarello, nella velocità del movimento, nelle sovrapposizioni, nelle interruzioni e nella decisione di continuare oppure fermarmi.
Il mio segno ha origine nel 2019, sui piccoli blocchetti delle comande, mentre lavoravo al bar. Disegnavo nei momenti di attesa lasciando che la mano ripetesse spontaneamente determinati movimenti. Con il tempo quel gesto è diventato un linguaggio personale. In Grogland quello stesso linguaggio viene sottoposto a una nuova condizione: meno controllo e maggiore urgenza.
Il Grog diventa così la mia arma espressiva. Uno strumento nato per un gesto veloce, urbano e spesso clandestino viene portato sulla tela. Ed è proprio questo contrasto che mi interessa: qualcosa appartenente alla strada entra in un supporto storicamente legato alla pittura e destinato, potenzialmente, a una galleria, a una mostra o a uno spazio museale. Due ambienti apparentemente distanti finiscono per incontrarsi nello stesso lavoro.
“Tela Groggante 1” nasce da questo confronto. Non parto necessariamente da un’immagine precisa o da un risultato già stabilito. Comincio perché sento la necessità di lasciare uscire qualcosa. Il significato può arrivare dopo, quando mi allontano dalla tela e osservo ciò che il gesto ha prodotto.
Le irregolarità, le sovrapposizioni, le colature e le variazioni del segno non sono elementi da correggere: sono la registrazione del momento in cui l’opera è stata realizzata. Restano sulla superficie come conseguenza fisica dell’impulso.
Grogland è lo spazio che do a questo modo di esprimermi: portare sulla tela l’attitudine della strada senza trasformarla in una semplice citazione del writing. Non cerco di riprodurre un muro su una tela. Cerco di trasferire sulla tela lo stesso stato mentale: immediatezza, rischio, istinto e necessità di lasciare una traccia.
Ho un’emozione. Prendo il Grog. La porto sulla tela.
Da lì comincia l’opera.
BIO:
Sono Pietro Fight, artista visivo italiano con base a Milano. La mia ricerca ruota attorno alla scrittura del gesto: un linguaggio astratto fatto di segni, cerchi, pieni e vuoti che si ripetono e si trasformano da un’opera all’altra. Attraverso i miei quadri cerco di raccontare il mio modo di vedere la vita e il mio percorso artistico, lavorando sul rapporto tra densità e respiro, peso e spazio. Ogni opera è unica e nasce da un processo manuale fatto di ritmo, ripetizione e variazioni sempre diverse.
Artista: Pietro Fight
Titolo: "Tela groggante 1"
Misure: H -> 107 cm / W -> 75 cm
Tecnica: disegno e pittura eseguiti a mano libera
Materiali/supporto: pennarello a inchiostro a base alcolica su tela in misto cotone (non intelaiata)
Provenienza: direttamente dallo studio dell’artista -> Milano
Documentazione: Certificato di Autenticità firmato dall’artista con timbro personalizzato
Spedizione: l’opera verrà spedita arrotolata in tubo rigido, con imballaggio accurato e spedizione tracciata
Per info: pietrofight.art@gmail.com
N.B. -> Questo annuncio contiene rappresentazioni generate dall’intelligenza artificiale. Si prega di fare riferimento alle fotografie originali per verificare le condizioni effettive dell’oggetto
OPERA:
11-09-2026
“Tela Groggante 1” (Progetto Grogland)
Ci sono emozioni che arrivano prima delle parole. Quando succede, prendo il Grog e comincio. Il gesto diventa la mia prima risposta a quello che sento.
Grogland nasce dal desiderio di rendere il mio rapporto con la tela più diretto, istintivo e immediato. In questo progetto utilizzo i pennarelli Grog, strumenti nati nell’ambiente del writing e pensati per lasciare un segno rapido, deciso, per la tag e per l’intervento nello spazio urbano. È proprio questa natura dello strumento a cambiare il mio modo di confrontarmi con la tela.
Davanti alla tela cerco di comportarmi come se fossi davanti a un muro in strada. Non voglio più che il gesto sia eccessivamente metodico, costruito o calcolato. Voglio che nasca dall’impulso. Devo intervenire, prendere spazio, muovermi prima che il pensiero riesca a controllare completamente quello che sto facendo. Quello che sento entra direttamente nella pressione del pennarello, nella velocità del movimento, nelle sovrapposizioni, nelle interruzioni e nella decisione di continuare oppure fermarmi.
Il mio segno ha origine nel 2019, sui piccoli blocchetti delle comande, mentre lavoravo al bar. Disegnavo nei momenti di attesa lasciando che la mano ripetesse spontaneamente determinati movimenti. Con il tempo quel gesto è diventato un linguaggio personale. In Grogland quello stesso linguaggio viene sottoposto a una nuova condizione: meno controllo e maggiore urgenza.
Il Grog diventa così la mia arma espressiva. Uno strumento nato per un gesto veloce, urbano e spesso clandestino viene portato sulla tela. Ed è proprio questo contrasto che mi interessa: qualcosa appartenente alla strada entra in un supporto storicamente legato alla pittura e destinato, potenzialmente, a una galleria, a una mostra o a uno spazio museale. Due ambienti apparentemente distanti finiscono per incontrarsi nello stesso lavoro.
“Tela Groggante 1” nasce da questo confronto. Non parto necessariamente da un’immagine precisa o da un risultato già stabilito. Comincio perché sento la necessità di lasciare uscire qualcosa. Il significato può arrivare dopo, quando mi allontano dalla tela e osservo ciò che il gesto ha prodotto.
Le irregolarità, le sovrapposizioni, le colature e le variazioni del segno non sono elementi da correggere: sono la registrazione del momento in cui l’opera è stata realizzata. Restano sulla superficie come conseguenza fisica dell’impulso.
Grogland è lo spazio che do a questo modo di esprimermi: portare sulla tela l’attitudine della strada senza trasformarla in una semplice citazione del writing. Non cerco di riprodurre un muro su una tela. Cerco di trasferire sulla tela lo stesso stato mentale: immediatezza, rischio, istinto e necessità di lasciare una traccia.
Ho un’emozione. Prendo il Grog. La porto sulla tela.
Da lì comincia l’opera.
BIO:
Sono Pietro Fight, artista visivo italiano con base a Milano. La mia ricerca ruota attorno alla scrittura del gesto: un linguaggio astratto fatto di segni, cerchi, pieni e vuoti che si ripetono e si trasformano da un’opera all’altra. Attraverso i miei quadri cerco di raccontare il mio modo di vedere la vita e il mio percorso artistico, lavorando sul rapporto tra densità e respiro, peso e spazio. Ogni opera è unica e nasce da un processo manuale fatto di ritmo, ripetizione e variazioni sempre diverse.

