Nina C.F. Gorst - Possessed of Devils - 1897





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Possessed of Devils di Nina C.F. Gorst è una prima edizione inglese rilegata, pubblicata da John Macqueen nel 1897, 323 pagine, dimensioni 20 cm x 13 cm, in buone condizioni.
Descrizione del venditore
Possessed of devils
Nina C.F. Gorst
John Macqueen, Londra, 1897
Nina Gorst (nata Nina Cecelia Francesca Kennedy il 2 novembre 1869; morta il 19 ottobre 1926) fu una famosa romanziera e drammaturga britannica. Era ampiamente riconosciuta nei circoli letterari e sociali londinesi, nota sia per le sue vivide descrizioni della vita della working class londinese sia per la sua persona eccentrica e spiritualista.
Nina Gorst fu una forza pionieristica nel primo femminismo e nel realismo sociale edoardiano, usando i suoi romanzi per sostenere con veemenza l’emancipazione femminile e smantellare i rigidi tabu dell’epoca. Piuttosto che ritrare le donne attraverso la tipica lente vittoriana della virtù passiva o della colpa caduta, Gorst sviluppò protagoniste complesse e senza compromessi che affermano con forza la propria autonomia corporea e l’autodeterminazione.
Ciò che davvero distingueva Gorst come innovatrice letteraria era la sua capacità unica di fondere questo realismo sociale crudo e senza compromessi con un profondo spiritualismo: trascinava i lettori tra le realtà gravi e desolate delle workhouses, delle favelas e dei lavori più umili, ma usava tali ambienti opprimenti come un crogiolo per la moralità e la trascendenza mistica dei suoi personaggi. Fortemente influenzata dal suo ruolo di primo piano nei circoli spiritualisti e di chiromanzia londinesi, Gorst colmò il divario tra critica politica secolare e mistica psicologica profonda. Così facendo, però, aprì uno spazio progressista e visionario nella letteratura, dimostrando che la lotta per la liberazione femminile e la ricerca dell’illuminazione spirituale appartenevano tanto al marginalizzato mondo della classe operaia quanto all’élite.
Il tema centrale del suo romanzo d’esordio, Possessed of Devils (1897), ruota attorno all’instabilità psicologica femminile, al potere distruttivo della passione e alla percezione sociale della salute mentale delle donne. Nella sua introduzione al romanzo del 1897, Nina Gorst afferma esplicitamente di descrivere una donna che conosceva realmente, che era letteralmente "posseduta dai diavoli". Il libro ruota intorno all’eroina, Judith Radclyffe (Lady Radclyffe), il cui temperamento complesso, intenso e spesso volatile sfida le norme tardo-Vittoriane dell’epoca.
Mentre i critici e lettori contemporanei al 1897 spesso liquidavano la trama oscura come "non proprio una bella storia", oggi la lettura moderna rivela diversi temi fondamentali:
- una critica psicologica coerente della società tardo-vittoriana attraverso l’esplorazione di come l’istituzione matrimoniale dell’alta società funzioni da campo di battaglia domestico piuttosto che da tranquilla oasi. In questi legami volatili, donne che mostrano una feroce indipendenza e una sovrabbondanza di passione—ciò che i critici dell’epoca etichettavano sprezzantemente come una "curri" della natura—vengono sistematicamente etichettate in modo errato. Piuttosto che riconoscere la loro rabbia e la loro resistenza come un naturale desiderio di autonomia contro una confinante società rigida, la narrazione mostra come lo status quo vittoriano rapidamente patologizzi queste donne ribelli, sfumando la linea tra autentica inquietudine e un’etichetta calcolata di "follia" o possesso demoniaco.
- il testo è oggi riconosciuto come opera di narrativa femminile di fine XIX secolo della corrente della "New Woman".
Prima edizione (1897). Rilegatura originale in tessuto rosso rimane strutturalmente solida con cerniere strette. La colonna vertebrale è sbiadita dal sole con la lamina nera impressa parzialmente sbiadita ma leggibile. Etichette di biblioteca interne presenti sulle carta d’ingresso anteriori e posteriori ("Mary's Library"). L’invecchiamento si limita alle carte di fine pagina, le pagine sono croccanti e pulite in tutto.
xii, 323, [1], 21, [1] pagine ; 8 ̊ ; 20 cm
Possessed of devils
Nina C.F. Gorst
John Macqueen, Londra, 1897
Nina Gorst (nata Nina Cecelia Francesca Kennedy il 2 novembre 1869; morta il 19 ottobre 1926) fu una famosa romanziera e drammaturga britannica. Era ampiamente riconosciuta nei circoli letterari e sociali londinesi, nota sia per le sue vivide descrizioni della vita della working class londinese sia per la sua persona eccentrica e spiritualista.
Nina Gorst fu una forza pionieristica nel primo femminismo e nel realismo sociale edoardiano, usando i suoi romanzi per sostenere con veemenza l’emancipazione femminile e smantellare i rigidi tabu dell’epoca. Piuttosto che ritrare le donne attraverso la tipica lente vittoriana della virtù passiva o della colpa caduta, Gorst sviluppò protagoniste complesse e senza compromessi che affermano con forza la propria autonomia corporea e l’autodeterminazione.
Ciò che davvero distingueva Gorst come innovatrice letteraria era la sua capacità unica di fondere questo realismo sociale crudo e senza compromessi con un profondo spiritualismo: trascinava i lettori tra le realtà gravi e desolate delle workhouses, delle favelas e dei lavori più umili, ma usava tali ambienti opprimenti come un crogiolo per la moralità e la trascendenza mistica dei suoi personaggi. Fortemente influenzata dal suo ruolo di primo piano nei circoli spiritualisti e di chiromanzia londinesi, Gorst colmò il divario tra critica politica secolare e mistica psicologica profonda. Così facendo, però, aprì uno spazio progressista e visionario nella letteratura, dimostrando che la lotta per la liberazione femminile e la ricerca dell’illuminazione spirituale appartenevano tanto al marginalizzato mondo della classe operaia quanto all’élite.
Il tema centrale del suo romanzo d’esordio, Possessed of Devils (1897), ruota attorno all’instabilità psicologica femminile, al potere distruttivo della passione e alla percezione sociale della salute mentale delle donne. Nella sua introduzione al romanzo del 1897, Nina Gorst afferma esplicitamente di descrivere una donna che conosceva realmente, che era letteralmente "posseduta dai diavoli". Il libro ruota intorno all’eroina, Judith Radclyffe (Lady Radclyffe), il cui temperamento complesso, intenso e spesso volatile sfida le norme tardo-Vittoriane dell’epoca.
Mentre i critici e lettori contemporanei al 1897 spesso liquidavano la trama oscura come "non proprio una bella storia", oggi la lettura moderna rivela diversi temi fondamentali:
- una critica psicologica coerente della società tardo-vittoriana attraverso l’esplorazione di come l’istituzione matrimoniale dell’alta società funzioni da campo di battaglia domestico piuttosto che da tranquilla oasi. In questi legami volatili, donne che mostrano una feroce indipendenza e una sovrabbondanza di passione—ciò che i critici dell’epoca etichettavano sprezzantemente come una "curri" della natura—vengono sistematicamente etichettate in modo errato. Piuttosto che riconoscere la loro rabbia e la loro resistenza come un naturale desiderio di autonomia contro una confinante società rigida, la narrazione mostra come lo status quo vittoriano rapidamente patologizzi queste donne ribelli, sfumando la linea tra autentica inquietudine e un’etichetta calcolata di "follia" o possesso demoniaco.
- il testo è oggi riconosciuto come opera di narrativa femminile di fine XIX secolo della corrente della "New Woman".
Prima edizione (1897). Rilegatura originale in tessuto rosso rimane strutturalmente solida con cerniere strette. La colonna vertebrale è sbiadita dal sole con la lamina nera impressa parzialmente sbiadita ma leggibile. Etichette di biblioteca interne presenti sulle carta d’ingresso anteriori e posteriori ("Mary's Library"). L’invecchiamento si limita alle carte di fine pagina, le pagine sono croccanti e pulite in tutto.
xii, 323, [1], 21, [1] pagine ; 8 ̊ ; 20 cm

