Lauro De Bosis - Storia della mia morte - 1948





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Lauro De Bosis, Storia della mia morte, 1948, edizione in brossura pubblicata da Francesco De Silva, 184 pagine (XXXVIII-184), lingua originale italiano, argomenti biografie e autobiografie, storia, politica, in ottime condizioni.
Descrizione del venditore
Lauro De Bosis: Storia della mia morte. Francesco De Silva, 1948
Centimetri 20 x 13, pagine XXXVIII-184, brossura editoriale con sovraccoperta illustrata. Prefazione di Gaetano Salvemini, nota al testo di Mario Vinciguerra. Collana Biblioteca Leone Ginzburg, 5. Ritratto di De Bosis all'antiporta, conserva i due facsimile dei volantini che De Bosis lanciò su Roma. OTTIMO
Sovraccoperta con millimetrici strappetti e mancanze, qualche sottolineatura a matita.
La presente edizione, curata da Gaetano Salvemini, sulle carte del Bosis è tecnicamente la seconda italiana.
Fu pubblicata dall'editore De Silva di Torino nella stessa collana, Biblioteca di Leone Ginzburg, dell'opera Se Questo è un uomo di Primo Levi
La prima edizione assoluta fu pubblicata in lingua francese con il titolo Histoire de ma mort (pubblicato sia sulla rivista La Revue de Paris sia sul quotidiano belga Le Soir, a cui De Bosis aveva inviato il manoscritto prima di decollare). La prima edizione Italiana invece risale al 1931 come opuscolo clandestino stampato da Giustizia e Libertà.
Scritto da Lauro de Bosis il 3 ottobre 1931 poche ore prima della sua tragica impresa, Storia della mia morte costituisce il testamento politico e spirituale del poeta e patriota antifascista.
Animatore del gruppo clandestino Alleanza Nazionale, De Bosis prese brevissime lezioni di volo in Inghilterra e acquistò in Francia un monoplano Klemm L 25, ribattezzato simbolicamente Pegaso.
Decollato dall'aeroporto di Marignane il pomeriggio stesso, raggiunse Roma intorno alle venti, volando a bassissima quota su un affollato Corso Umberto e sui principali quartieri della città per lanciare circa quattrocentomila volantini antifascisti indirizzati ai cittadini e al Re. Dopo circa mezz'ora di sortita aerea che mise in allarme le forze del regime, virò verso il mar Tirreno per rientrare in Corsica, ma privo di sufficiente carburante precipitò in mare senza lasciare traccia.
Lauro De Bosis: Storia della mia morte. Francesco De Silva, 1948
Centimetri 20 x 13, pagine XXXVIII-184, brossura editoriale con sovraccoperta illustrata. Prefazione di Gaetano Salvemini, nota al testo di Mario Vinciguerra. Collana Biblioteca Leone Ginzburg, 5. Ritratto di De Bosis all'antiporta, conserva i due facsimile dei volantini che De Bosis lanciò su Roma. OTTIMO
Sovraccoperta con millimetrici strappetti e mancanze, qualche sottolineatura a matita.
La presente edizione, curata da Gaetano Salvemini, sulle carte del Bosis è tecnicamente la seconda italiana.
Fu pubblicata dall'editore De Silva di Torino nella stessa collana, Biblioteca di Leone Ginzburg, dell'opera Se Questo è un uomo di Primo Levi
La prima edizione assoluta fu pubblicata in lingua francese con il titolo Histoire de ma mort (pubblicato sia sulla rivista La Revue de Paris sia sul quotidiano belga Le Soir, a cui De Bosis aveva inviato il manoscritto prima di decollare). La prima edizione Italiana invece risale al 1931 come opuscolo clandestino stampato da Giustizia e Libertà.
Scritto da Lauro de Bosis il 3 ottobre 1931 poche ore prima della sua tragica impresa, Storia della mia morte costituisce il testamento politico e spirituale del poeta e patriota antifascista.
Animatore del gruppo clandestino Alleanza Nazionale, De Bosis prese brevissime lezioni di volo in Inghilterra e acquistò in Francia un monoplano Klemm L 25, ribattezzato simbolicamente Pegaso.
Decollato dall'aeroporto di Marignane il pomeriggio stesso, raggiunse Roma intorno alle venti, volando a bassissima quota su un affollato Corso Umberto e sui principali quartieri della città per lanciare circa quattrocentomila volantini antifascisti indirizzati ai cittadini e al Re. Dopo circa mezz'ora di sortita aerea che mise in allarme le forze del regime, virò verso il mar Tirreno per rientrare in Corsica, ma privo di sufficiente carburante precipitò in mare senza lasciare traccia.

