Pier. A. de Groot - Statua, Vrouwtje van Stavoren - 24.5 cm - polistone





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Pier. A. de Groot, Vrouwtje van Stavoren, una scultura in polistone dei Paesi Bassi, misura 5,5 cm di larghezza, 24,5 cm di altezza e 5,5 cm di profondità, firmata nella lastra, in buone condizioni.
Descrizione del venditore
Per la condizione generale vedi le immagini
A Stavoren viveva una ricca e orgogliosa vedova mercantile. Un giorno la donna mandò un capitano a cercare per lei «il bene più prezioso al mondo». Il capitano prese il compito molto sul serio e iniziò una lunga ricerca. Dopo aver visitato numerosi porti, alla fine giunse a Danzig (Gdansk) dove scoprì il mais più bello che avesse mai visto. Soddisfatto decise di portare il mais alla vedova mercantile. Finalmente aveva trovato il bene più prezioso al mondo.
Tornato in Frisia, però, il mandante non fu affatto felice della merce recuperata. E sebbene i poveri la supplicassero di non farlo, la vedova ordinò di gettare il prezioso mais in mare. Un vecchio che fu testimone dell’evento rivolse allora lo sguardo alla vedova e le parlò:
«Per la tua superbia sarai punita! Verrà il tempo in cui dovrai elemosinare!»
La signora di Stavoren guardò sprezzantemente l’anziano. Si tolse un anello d’oro dalle dita e lo gettò in mare, dicendo:
«Per nessun anello che torni dal mare invero, tanto meno dovrò cadere in miseria.»
Poco tempo dopo la serva della donna scoprì l’anello d’oro nelle viscere di un pesce che stava preparando per il pranzo. Spaventata, la serva mostrò l’anello al padrone di casa. Subito scoccò la disgrazia. Alcuni giorni dopo la scoperta dell’anello giunse la notizia che tutte le sue navi erano affondate. La signora di Stavoren non superò mai quel colpo e così si avverò la profezia dell’anziano. Il porto della cittadina cadde in declino e tra le sabbie crebbe il mais che la signora aveva gettato in mare.
La leggenda della Signora di Stavoren è considerata una cosiddetta leggenda di spiegazione onomastica. Il dizionario digitale delle donne dell’Istituto Huygens dice a riguardo:
«Il nome della piana di sabbia davanti a Stavoren era “Vrouwenzand, o Us leaffrouwe”, chiamato così in onore di Maria, la patrona del monastero di Sint Odulfus presso Starum. Quando l’origine del nome fu perduta nella memoria, nacque la storia della Signora."
La storia è anche simbolo del declino di Stavoren a partire circa dal tredicesimo secolo, da un lato per l’ostruzione del porto e dall’altro per lo spostamento del fulcro del commercio verso ovest, in particolare Amsterdam. Anche l’epoca francese non fece del porto alcun bene. Con l’entrata in vigore del sistema continentale fu vietato condurre affari con l’Inghilterra. Le prime versioni scritte della storia della Signora di Stavoren risalgono al XVI secolo. Le prime versioni menzionano la collocazione dell’anello buttato che viene ritrovato in un pesce, non ancora. L’anello fece la sua prima apparizione in racconti intorno al 1810.
Spedizione con Track and Trace
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A Stavoren viveva una ricca e orgogliosa vedova mercantile. Un giorno la donna mandò un capitano a cercare per lei «il bene più prezioso al mondo». Il capitano prese il compito molto sul serio e iniziò una lunga ricerca. Dopo aver visitato numerosi porti, alla fine giunse a Danzig (Gdansk) dove scoprì il mais più bello che avesse mai visto. Soddisfatto decise di portare il mais alla vedova mercantile. Finalmente aveva trovato il bene più prezioso al mondo.
Tornato in Frisia, però, il mandante non fu affatto felice della merce recuperata. E sebbene i poveri la supplicassero di non farlo, la vedova ordinò di gettare il prezioso mais in mare. Un vecchio che fu testimone dell’evento rivolse allora lo sguardo alla vedova e le parlò:
«Per la tua superbia sarai punita! Verrà il tempo in cui dovrai elemosinare!»
La signora di Stavoren guardò sprezzantemente l’anziano. Si tolse un anello d’oro dalle dita e lo gettò in mare, dicendo:
«Per nessun anello che torni dal mare invero, tanto meno dovrò cadere in miseria.»
Poco tempo dopo la serva della donna scoprì l’anello d’oro nelle viscere di un pesce che stava preparando per il pranzo. Spaventata, la serva mostrò l’anello al padrone di casa. Subito scoccò la disgrazia. Alcuni giorni dopo la scoperta dell’anello giunse la notizia che tutte le sue navi erano affondate. La signora di Stavoren non superò mai quel colpo e così si avverò la profezia dell’anziano. Il porto della cittadina cadde in declino e tra le sabbie crebbe il mais che la signora aveva gettato in mare.
La leggenda della Signora di Stavoren è considerata una cosiddetta leggenda di spiegazione onomastica. Il dizionario digitale delle donne dell’Istituto Huygens dice a riguardo:
«Il nome della piana di sabbia davanti a Stavoren era “Vrouwenzand, o Us leaffrouwe”, chiamato così in onore di Maria, la patrona del monastero di Sint Odulfus presso Starum. Quando l’origine del nome fu perduta nella memoria, nacque la storia della Signora."
La storia è anche simbolo del declino di Stavoren a partire circa dal tredicesimo secolo, da un lato per l’ostruzione del porto e dall’altro per lo spostamento del fulcro del commercio verso ovest, in particolare Amsterdam. Anche l’epoca francese non fece del porto alcun bene. Con l’entrata in vigore del sistema continentale fu vietato condurre affari con l’Inghilterra. Le prime versioni scritte della storia della Signora di Stavoren risalgono al XVI secolo. Le prime versioni menzionano la collocazione dell’anello buttato che viene ritrovato in un pesce, non ancora. L’anello fece la sua prima apparizione in racconti intorno al 1810.
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