Stefan Pelmus (1949) - THE HEAD // CAPUL ( the original name)





275 € | ||
|---|---|---|
1 € |
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 141835 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Stefan Pelmuș, Capul (The Head), 1969, pittura a olio originale, firma a mano, in ottime condizioni, 55 × 46 cm, incorniciata, Romania, surrealismo.
Descrizione del venditore
Ștefan Pelmuș – Capul, 1969
Eseguito in olio su compensato (1969), Ștefan Pelmuș invita lo spettatore in un mondo in cui l’immagine diventa simbolo, e il simbolo diventa un passaggio verso l’ignoto. Realizzato in olio su compensato, l’opera appartiene all’universo visivo profondamente personale dell’artista, dove segni arcaici, riferimenti spirituali e motivi ancestrali convergono in un linguaggio enigmatico e intensamente poetico.
L’immaginario totemico di Pelmuș sembra appartenere a un tempo al di là della cronologia—un regno di memorie antiche, legami invisibili e mondi che rimangono appena al di là della ragione. I suoi simboli non descrivono semplicemente; suggeriscono, evocano e invitano alla contemplazione, come frammenti di un manoscritto dimenticato da decifrare.
C’è qualcosa di profondamente toccante in questo incontro. L’opera parla in silenzio della ricerca perenne dell’umanità di senso, appartenenza e trascendenza, aprendo uno spazio di riflessione in cui il familiare cede il passo al mistero.
Più che un’immagine, Totem diventa un viaggio interiore: uno sguardo in un mondo ancestrale, al tempo stesso misterioso e stranamente familiare, dove il visibile e l’invisibile sembrano toccarsi. in olio su tela e conservata in ottime condizioni, Capul (1969) offre un’intima incidenza con l’unico universale simbolico di Ștefan Pelmuș.
L’opera trascina lo spettatore in un regno misterioso dove la presenza umana diventa un vaso di memoria, spiritualità e significato nascosto. L’immaginario di Pelmuș non è mai puramente descrittivo; i suoi segni e forme sembrano appartenere a un linguaggio visivo antico, in cui il mondo visibile si apre verso memorie ancestrali e dimensioni invisibili.
C’è una quieta intensità emotiva in Capul. I suoi simboli appaiono meno come risposte che come inviti—a contemplare, a ricordare e a cercare dentro di noi significati che esistono oltre il visibile immediato.
Radicato nella fascinazione di Pelmuș per immagini arcaiche, spirituali ed esoteriche, il dipinto diventa una sorta di manoscritto visivo, invitando lo spettatore a decifrare i suoi segni ed entrare in un mondo dove mito, memoria ed esperienza interiore si incontrano.
Più che una raffigurazione, Capul è una meditazione sulla condizione umana: misteriosa, profondamente poetica e quietamente commovente. È un’opera che non si rivela tutto in una volta, ma resta con lo spettatore, toccando qualcosa di intimo e senza tempo nell’anima.
Ștefan Pelmuș – Capul, 1969
Eseguito in olio su compensato (1969), Ștefan Pelmuș invita lo spettatore in un mondo in cui l’immagine diventa simbolo, e il simbolo diventa un passaggio verso l’ignoto. Realizzato in olio su compensato, l’opera appartiene all’universo visivo profondamente personale dell’artista, dove segni arcaici, riferimenti spirituali e motivi ancestrali convergono in un linguaggio enigmatico e intensamente poetico.
L’immaginario totemico di Pelmuș sembra appartenere a un tempo al di là della cronologia—un regno di memorie antiche, legami invisibili e mondi che rimangono appena al di là della ragione. I suoi simboli non descrivono semplicemente; suggeriscono, evocano e invitano alla contemplazione, come frammenti di un manoscritto dimenticato da decifrare.
C’è qualcosa di profondamente toccante in questo incontro. L’opera parla in silenzio della ricerca perenne dell’umanità di senso, appartenenza e trascendenza, aprendo uno spazio di riflessione in cui il familiare cede il passo al mistero.
Più che un’immagine, Totem diventa un viaggio interiore: uno sguardo in un mondo ancestrale, al tempo stesso misterioso e stranamente familiare, dove il visibile e l’invisibile sembrano toccarsi. in olio su tela e conservata in ottime condizioni, Capul (1969) offre un’intima incidenza con l’unico universale simbolico di Ștefan Pelmuș.
L’opera trascina lo spettatore in un regno misterioso dove la presenza umana diventa un vaso di memoria, spiritualità e significato nascosto. L’immaginario di Pelmuș non è mai puramente descrittivo; i suoi segni e forme sembrano appartenere a un linguaggio visivo antico, in cui il mondo visibile si apre verso memorie ancestrali e dimensioni invisibili.
C’è una quieta intensità emotiva in Capul. I suoi simboli appaiono meno come risposte che come inviti—a contemplare, a ricordare e a cercare dentro di noi significati che esistono oltre il visibile immediato.
Radicato nella fascinazione di Pelmuș per immagini arcaiche, spirituali ed esoteriche, il dipinto diventa una sorta di manoscritto visivo, invitando lo spettatore a decifrare i suoi segni ed entrare in un mondo dove mito, memoria ed esperienza interiore si incontrano.
Più che una raffigurazione, Capul è una meditazione sulla condizione umana: misteriosa, profondamente poetica e quietamente commovente. È un’opera che non si rivela tutto in una volta, ma resta con lo spettatore, toccando qualcosa di intimo e senza tempo nell’anima.

