Tijs Dragtsma (1992) - David in the Green





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David in the Green di Tijs Dragtsma (1992) è un'opera originale unica in tecnica mista, 51 cm per 51 cm, firmata, proveniente dai Paesi Bassi, realizzata nel 2026, venduta con cornice e in condizioni eccellenti.
Descrizione del venditore
David in the Green porta la testa più famosa di Michelangelo in un materiale che non esiste a Firenze: vetro specchiato verde scuro, graffiato piuttosto che scolpito. Il giro di tre quarti resta intatto, le sopracciglia aggrottate, le trecce di marmo, lo sguardo fissato oltre lo spettatore, tutto ciò formato non dall’aggiunta ma dalla rimozione, un campo di marchi individuali che rappresentano secoli di lavoro di scalpello.
Il verde qui porta il proprio peso. È il colore della patina, del bronzo e della pietra che hanno resistito abbastanza a cambiare colore con l’età, e si posa su David come il tempo si posa su qualsiasi monumento che abbia superato la propria epoca. Il giovane che un tempo stava a simboleggiare la sfida di una città ora sta dentro a un colore che parla di endurance piuttosto che di trionfo.
Nessuna vernice, nessuna stampa, nessun pigmento. L’immagine è incisa sulla superficie del vetro specchiato colorato, e vi resta, presente con o senza luce diretta. Ciò che la luce aggiunge non è l’immagine stessa, ma la sua profondità: sotto una fonte più forte i segni catturano e trattengono la luce, il contrasto si approfondisce, le curl si sembrano girare nel proprio ombra. La luce non crea l’immagine. La mette a fuoco.
Da dall’altro lato della stanza la testa si risolve in qualcosa di monumentale, un’unica massa scura e chiara immediatamente riconoscibile. Da vicino, quella certezza si dissolve in un campo di graffi fini, individuali e indisciplinati, che accettano di diventare una faccia solo a distanza. Tra queste due letture è dove l’opera realmente vive.
Perché il suolo è specchio, non parete, la stanza continua a entrare nel pezzo. Chiunque stia di fronte a David viene trascinato nella superficie intorno al busto, debolmente presente fra i segni, osservato da un volto che è stato guardato per cinque secoli. Guardare l’opera diventa un modo di stare all’interno di essa.
David in the Green prosegue la serie Art on Mirror di Tijs Dragtsma, in cui immagini graffiate sono inserite nel vetro specchiato colorato e lo spettatore diventa parte dell’opera. Un linguaggio visivo in cui il danno non è distruzione, ma struttura, e dove lo specchio trasforma lo guardare in partecipare. Quest’opera è unica.
"Alcuni volti sono scolpiti una volta e ricordati per sempre. Questo è graffiato nel verde, e chiede di essere guardato di nuovo."
About Art on Mirror – Green
Art on Mirror è un corpo di lavoro in cui l’immagine è graffiata nel vetro specchiato colorato, e il mondo davanti all’opera diventa parte di esso. Ogni linea è tagliata in una superficie riflettente verde scuro di vetro acrilico. I graffi sono sempre lì, luminosi contro il colore, mentre la superficie attorno a loro continua a riflettere la stanza, la luce diurna e la persona che guarda.
Da una distanza l’immagine appare chiara e completa, una figura pallida trattenuta in un campo di verde. Avvicinati e l’opera si apre in una delicata ragnatela di marchi individuali, fini e mirati, ognuno essenziale per il tutto. Dietro e tra di loro, lo specchio fa ciò che uno specchio fa. Porta la stanza e lo spettatore nella composizione, così gli ambienti nell’opera cambiano con il luogo in cui è appesa, mentre l’immagine stessa resta saldamente al proprio posto.
La luce non crea l’immagine. la mette a fuoco. Il verde suolo assorbe e riflette, i linee graffiate catturano e trattengono, e sotto una luce diretta il contrasto si approfondisce finché la figura assume una qualità scultorea, quasi luminosa. Con una luce più morbida il colore avanza e l’opera si stabilizza in un registro più tranquillo, senza mai perdere il suo soggetto.
Green è il colore della crescita, delle foreste e delle cose che ritornano. Questo è il terreno emotivo contro cui si pone ogni lavoro di questa serie, e i soggetti sono scelti per appartenere a esso.
Art on Mirror prosegue l’immaginario graffiato di Art with Scratch di Tijs Dragtsma su una nuova base. Dove i lavori neri traggono potere dall’assenza, questi lo traggono dalla riflessione. Lo spettatore non guarda più solo l’opera. Lo spettatore è dentro di essa.
About the Artist
Mi chiamo Tijs Dragtsma, fondatore di TD Fine Art Studio.
Come artista sono guidato da un desiderio costante di esplorare nuovi linguaggi visivi. Non considero l’arte come uno stile fisso, ma come un campo in evoluzione di scoperta dove materiale, struttura, luce ed emozione si incontrano.
Il mio lavoro spesso inizia con una domanda semplice. Come può un materiale parlare in un modo nuovo. Come può la durezza diventare intimità. Come può la precisione creare emozione. Quella ricerca è al centro di tutto ciò che creo.
All’interno di TD Fine Art Studio, ogni corpo di lavoro è affrontato come il proprio mondo, con la propria logica, atmosfera e identità visiva. Alcune opere sono costruite attraverso ritmo, ripetizione e struttura. Altre emergono attraverso l’assenza, l’ombra, la riflessione o la tensione. Ciò che le connette è un impegno condiviso per originalità, chiarezza e presenza emotiva.
sono affascinato dal contrasto. Tra forza e fragilità. Tra controllo e sentimento. Tra ciò che è visibile e ciò che resta aperto all’interpretazione. Il mio obiettivo non è semplicemente creare un’immagine, ma creare un’opera che tenga l’attenzione, inviti a riflettere e continui a rivelarsi nel tempo.
TD Fine Art Studio è lo spazio in cui queste esplorazioni si riuniscono. Non è solo uno studio, ma un universo artistico in evoluzione modellato dalla curiosità, dalla precisione e dall’ambizione di creare opere che appaiono distintive, intenzionali e vive.
David in the Green porta la testa più famosa di Michelangelo in un materiale che non esiste a Firenze: vetro specchiato verde scuro, graffiato piuttosto che scolpito. Il giro di tre quarti resta intatto, le sopracciglia aggrottate, le trecce di marmo, lo sguardo fissato oltre lo spettatore, tutto ciò formato non dall’aggiunta ma dalla rimozione, un campo di marchi individuali che rappresentano secoli di lavoro di scalpello.
Il verde qui porta il proprio peso. È il colore della patina, del bronzo e della pietra che hanno resistito abbastanza a cambiare colore con l’età, e si posa su David come il tempo si posa su qualsiasi monumento che abbia superato la propria epoca. Il giovane che un tempo stava a simboleggiare la sfida di una città ora sta dentro a un colore che parla di endurance piuttosto che di trionfo.
Nessuna vernice, nessuna stampa, nessun pigmento. L’immagine è incisa sulla superficie del vetro specchiato colorato, e vi resta, presente con o senza luce diretta. Ciò che la luce aggiunge non è l’immagine stessa, ma la sua profondità: sotto una fonte più forte i segni catturano e trattengono la luce, il contrasto si approfondisce, le curl si sembrano girare nel proprio ombra. La luce non crea l’immagine. La mette a fuoco.
Da dall’altro lato della stanza la testa si risolve in qualcosa di monumentale, un’unica massa scura e chiara immediatamente riconoscibile. Da vicino, quella certezza si dissolve in un campo di graffi fini, individuali e indisciplinati, che accettano di diventare una faccia solo a distanza. Tra queste due letture è dove l’opera realmente vive.
Perché il suolo è specchio, non parete, la stanza continua a entrare nel pezzo. Chiunque stia di fronte a David viene trascinato nella superficie intorno al busto, debolmente presente fra i segni, osservato da un volto che è stato guardato per cinque secoli. Guardare l’opera diventa un modo di stare all’interno di essa.
David in the Green prosegue la serie Art on Mirror di Tijs Dragtsma, in cui immagini graffiate sono inserite nel vetro specchiato colorato e lo spettatore diventa parte dell’opera. Un linguaggio visivo in cui il danno non è distruzione, ma struttura, e dove lo specchio trasforma lo guardare in partecipare. Quest’opera è unica.
"Alcuni volti sono scolpiti una volta e ricordati per sempre. Questo è graffiato nel verde, e chiede di essere guardato di nuovo."
About Art on Mirror – Green
Art on Mirror è un corpo di lavoro in cui l’immagine è graffiata nel vetro specchiato colorato, e il mondo davanti all’opera diventa parte di esso. Ogni linea è tagliata in una superficie riflettente verde scuro di vetro acrilico. I graffi sono sempre lì, luminosi contro il colore, mentre la superficie attorno a loro continua a riflettere la stanza, la luce diurna e la persona che guarda.
Da una distanza l’immagine appare chiara e completa, una figura pallida trattenuta in un campo di verde. Avvicinati e l’opera si apre in una delicata ragnatela di marchi individuali, fini e mirati, ognuno essenziale per il tutto. Dietro e tra di loro, lo specchio fa ciò che uno specchio fa. Porta la stanza e lo spettatore nella composizione, così gli ambienti nell’opera cambiano con il luogo in cui è appesa, mentre l’immagine stessa resta saldamente al proprio posto.
La luce non crea l’immagine. la mette a fuoco. Il verde suolo assorbe e riflette, i linee graffiate catturano e trattengono, e sotto una luce diretta il contrasto si approfondisce finché la figura assume una qualità scultorea, quasi luminosa. Con una luce più morbida il colore avanza e l’opera si stabilizza in un registro più tranquillo, senza mai perdere il suo soggetto.
Green è il colore della crescita, delle foreste e delle cose che ritornano. Questo è il terreno emotivo contro cui si pone ogni lavoro di questa serie, e i soggetti sono scelti per appartenere a esso.
Art on Mirror prosegue l’immaginario graffiato di Art with Scratch di Tijs Dragtsma su una nuova base. Dove i lavori neri traggono potere dall’assenza, questi lo traggono dalla riflessione. Lo spettatore non guarda più solo l’opera. Lo spettatore è dentro di essa.
About the Artist
Mi chiamo Tijs Dragtsma, fondatore di TD Fine Art Studio.
Come artista sono guidato da un desiderio costante di esplorare nuovi linguaggi visivi. Non considero l’arte come uno stile fisso, ma come un campo in evoluzione di scoperta dove materiale, struttura, luce ed emozione si incontrano.
Il mio lavoro spesso inizia con una domanda semplice. Come può un materiale parlare in un modo nuovo. Come può la durezza diventare intimità. Come può la precisione creare emozione. Quella ricerca è al centro di tutto ciò che creo.
All’interno di TD Fine Art Studio, ogni corpo di lavoro è affrontato come il proprio mondo, con la propria logica, atmosfera e identità visiva. Alcune opere sono costruite attraverso ritmo, ripetizione e struttura. Altre emergono attraverso l’assenza, l’ombra, la riflessione o la tensione. Ciò che le connette è un impegno condiviso per originalità, chiarezza e presenza emotiva.
sono affascinato dal contrasto. Tra forza e fragilità. Tra controllo e sentimento. Tra ciò che è visibile e ciò che resta aperto all’interpretazione. Il mio obiettivo non è semplicemente creare un’immagine, ma creare un’opera che tenga l’attenzione, inviti a riflettere e continui a rivelarsi nel tempo.
TD Fine Art Studio è lo spazio in cui queste esplorazioni si riuniscono. Non è solo uno studio, ma un universo artistico in evoluzione modellato dalla curiosità, dalla precisione e dall’ambizione di creare opere che appaiono distintive, intenzionali e vive.

