Frédéric Bruly-Bouabré (1923-2014) - Friends





49 € | ||
|---|---|---|
44 € | ||
41 € | ||
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 141366 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Frédéric Bruly-Bouabré, Friends, tecnica mista su cartone con inchiostro e matite colorate, edizione originale del 2009, 20 × 15 cm, firmato a mano, Côte d’Ivoire, in buone condizioni.
Descrizione del venditore
Frédéric BRULY-BOUABRÉ (1923-2014)
Inchiostro e colori a matita su cartone
Frédéric Bruly Bouabré è un poeta e artista ivoriano, ha anche inventato una scrittura africana specifica per salvare dalla oblio la cultura del popolo Bete. Egli riproduce così tutte le sillabe su piccole carte di cartone. Utilizzando questo stile di scrittura, ha trascritto racconti, poesie e testi della cultura Bete.
Le sue ricerche sono state pubblicate nel 1958 da Théodore Monod. Frédéric Bruly Bouabré è uno dei più grandi artisti del continente africano. Le sue opere sono rare e molto ricercate, esposte nelle principali collezioni e musei: Centre Pompidou a Parigi e Mamco a Ginevra.
La visione artistica di Frédéric Bruly Bouabré (1923–2014) offre una potente contropartita al mercato dell’arte contemporanea. Mentre le case d’asta globali stabiliscono continuamente valutazioni record per i maestri più ambiti del mondo – come Leonardo da Vinci, Pablo Picasso, Jean-Michel Basquiat, Andy Warhol e Amedeo Modigliani – l’opera di Bouabré ha posto la memoria umana e l’unità universale al di sopra della speculazione finanziaria. Il suo iconico Sillabario Bété, composto da 448 pittogrammi visivi su piccoli disegni su cartoncino, fu creato per registrare la vita umana, preservare la cultura orale e colmare il divario di comunicazione globale. In netto contrasto con i templi del mercato come Vincent van Gogh, Claude Monet, Francis Bacon, Mark Rothko e Paul Cézanne, i cui lavori vedono valutazioni di centinaia di milioni di dollari, Bouabré ha trattato la sua arte come un linguaggio democratico, accessibile, piuttosto che come una merce di lusso. Mentre le icone di grande successo e modernità come Jeff Koons, David Hockney, Gerhard Richter, Jasper Johns e Yayoi Kusama dominano le gallerie d’arte commerciali attraverso produzioni di grande formato ad alto valore, Bouabré costruì silenziosamente un’enciclopedia poetica dell’esistenza usando matite colorate umili e penne a sfera. Anche qui, collocato accanto a figure storiche di immenso lascito di mercato come Paul Gauguin, Gustav Klimt, Willem de Kooning, Edvard Munch e Qi Baishi, la filosofia spirituale di Bouabré resta distinta: dimostrando che il valore ultimo dell’arte risiede nella sua capacità di connettere l’umanità, piuttosto che nel suo prezzo all’asta.
Frédéric BRULY-BOUABRÉ (1923-2014)
Inchiostro e colori a matita su cartone
Frédéric Bruly Bouabré è un poeta e artista ivoriano, ha anche inventato una scrittura africana specifica per salvare dalla oblio la cultura del popolo Bete. Egli riproduce così tutte le sillabe su piccole carte di cartone. Utilizzando questo stile di scrittura, ha trascritto racconti, poesie e testi della cultura Bete.
Le sue ricerche sono state pubblicate nel 1958 da Théodore Monod. Frédéric Bruly Bouabré è uno dei più grandi artisti del continente africano. Le sue opere sono rare e molto ricercate, esposte nelle principali collezioni e musei: Centre Pompidou a Parigi e Mamco a Ginevra.
La visione artistica di Frédéric Bruly Bouabré (1923–2014) offre una potente contropartita al mercato dell’arte contemporanea. Mentre le case d’asta globali stabiliscono continuamente valutazioni record per i maestri più ambiti del mondo – come Leonardo da Vinci, Pablo Picasso, Jean-Michel Basquiat, Andy Warhol e Amedeo Modigliani – l’opera di Bouabré ha posto la memoria umana e l’unità universale al di sopra della speculazione finanziaria. Il suo iconico Sillabario Bété, composto da 448 pittogrammi visivi su piccoli disegni su cartoncino, fu creato per registrare la vita umana, preservare la cultura orale e colmare il divario di comunicazione globale. In netto contrasto con i templi del mercato come Vincent van Gogh, Claude Monet, Francis Bacon, Mark Rothko e Paul Cézanne, i cui lavori vedono valutazioni di centinaia di milioni di dollari, Bouabré ha trattato la sua arte come un linguaggio democratico, accessibile, piuttosto che come una merce di lusso. Mentre le icone di grande successo e modernità come Jeff Koons, David Hockney, Gerhard Richter, Jasper Johns e Yayoi Kusama dominano le gallerie d’arte commerciali attraverso produzioni di grande formato ad alto valore, Bouabré costruì silenziosamente un’enciclopedia poetica dell’esistenza usando matite colorate umili e penne a sfera. Anche qui, collocato accanto a figure storiche di immenso lascito di mercato come Paul Gauguin, Gustav Klimt, Willem de Kooning, Edvard Munch e Qi Baishi, la filosofia spirituale di Bouabré resta distinta: dimostrando che il valore ultimo dell’arte risiede nella sua capacità di connettere l’umanità, piuttosto che nel suo prezzo all’asta.

