Domenico Matteucci - Statuetta - Testa di putto - Ceramica






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Testa di putto di Domenico Matteucci in ceramica monocroma degli anni '60, in ottime condizioni; misure 25×19 cm (testa di putto 11×10 cm), presentata come pannello da parete con cornice in legno scuro e velluto nero.
Descrizione del venditore
Domenico Matteucci – Testa di putto
Elegante rilievo in ceramica monocroma raffigurante la testa di un giovane putto, opera del ceramista e scultore faentino Domenico Matteucci (1914-1991).
Il volto, dagli occhi socchiusi e dall'espressione assorta, è modellato con tratti morbidi e idealizzati. Particolarmente curata è la resa dei capelli, raccolti in una ricca acconciatura di ciocche mosse e ondulate che incorniciano il volto. Sul lato destro emerge inoltre un piccolo elemento decorativo che contribuisce a rendere la composizione più dinamica.
La ceramica presenta una superficie bianca leggermente rosata, con delicate variazioni cromatiche che accentuano i rilievi e le cavità della modellazione. Il risultato è quello di una piccola scultura a carattere decorativo, nella quale la tridimensionalità della materia costituisce il principale elemento espressivo.
Il rilievo è inserito in un pannello ligneo coevo, rivestito in velluto nero e delimitato da una cornice in legno scuro con profilo interno dorato. L'allestimento contribuisce a valorizzare il bianco della ceramica e conferisce all'insieme l'aspetto di una vera e propria opera da parete.
Domenico Matteucci nasce a Faenza nel 1914 e si forma al Liceo Artistico di Faenza e successivamente all'Accademia di Belle Arti di Bologna, dove è allievo di Giovanni Romagnoli. Inizia a lavorare nell'ambiente ceramico faentino frequentando la bottega di Emilio Casadio e collaborando successivamente con Mario Morelli. Dopo un periodo trascorso a Milano, nel dopoguerra torna a Faenza e apre una propria fornace, invitando a collaborare artisti importanti come Mario Morelli e Pietro Melandri.
La sua ricerca è molto personale e spazia dalla ceramica decorativa alla scultura. È particolarmente interessante la sua produzione degli anni Cinquanta e Sessanta, caratterizzata da figure, volti, putti, animali e soggetti fantastici, spesso trattati attraverso un modellato fortemente plastico e superfici monocrome oppure arricchite da lustri e smalti. La sua partecipazione al Concorso della Ceramica di Faenza fu continuativa: nel 1952 ottenne il secondo premio del Monte di Credito su Pegno e nel 1955 alcune sue opere furono acquistate per la collezione moderna del Museo.
È inoltre significativo il rapporto con Wanda Berasi, detta Muky, che dalla metà degli anni Cinquanta lavorò nel laboratorio di Matteucci e divenne successivamente sua compagna
Misure totali: 25x19 cm, putto 11x10 cm
Il venditore si racconta
Domenico Matteucci – Testa di putto
Elegante rilievo in ceramica monocroma raffigurante la testa di un giovane putto, opera del ceramista e scultore faentino Domenico Matteucci (1914-1991).
Il volto, dagli occhi socchiusi e dall'espressione assorta, è modellato con tratti morbidi e idealizzati. Particolarmente curata è la resa dei capelli, raccolti in una ricca acconciatura di ciocche mosse e ondulate che incorniciano il volto. Sul lato destro emerge inoltre un piccolo elemento decorativo che contribuisce a rendere la composizione più dinamica.
La ceramica presenta una superficie bianca leggermente rosata, con delicate variazioni cromatiche che accentuano i rilievi e le cavità della modellazione. Il risultato è quello di una piccola scultura a carattere decorativo, nella quale la tridimensionalità della materia costituisce il principale elemento espressivo.
Il rilievo è inserito in un pannello ligneo coevo, rivestito in velluto nero e delimitato da una cornice in legno scuro con profilo interno dorato. L'allestimento contribuisce a valorizzare il bianco della ceramica e conferisce all'insieme l'aspetto di una vera e propria opera da parete.
Domenico Matteucci nasce a Faenza nel 1914 e si forma al Liceo Artistico di Faenza e successivamente all'Accademia di Belle Arti di Bologna, dove è allievo di Giovanni Romagnoli. Inizia a lavorare nell'ambiente ceramico faentino frequentando la bottega di Emilio Casadio e collaborando successivamente con Mario Morelli. Dopo un periodo trascorso a Milano, nel dopoguerra torna a Faenza e apre una propria fornace, invitando a collaborare artisti importanti come Mario Morelli e Pietro Melandri.
La sua ricerca è molto personale e spazia dalla ceramica decorativa alla scultura. È particolarmente interessante la sua produzione degli anni Cinquanta e Sessanta, caratterizzata da figure, volti, putti, animali e soggetti fantastici, spesso trattati attraverso un modellato fortemente plastico e superfici monocrome oppure arricchite da lustri e smalti. La sua partecipazione al Concorso della Ceramica di Faenza fu continuativa: nel 1952 ottenne il secondo premio del Monte di Credito su Pegno e nel 1955 alcune sue opere furono acquistate per la collezione moderna del Museo.
È inoltre significativo il rapporto con Wanda Berasi, detta Muky, che dalla metà degli anni Cinquanta lavorò nel laboratorio di Matteucci e divenne successivamente sua compagna
Misure totali: 25x19 cm, putto 11x10 cm
