Junius - Junus, stat Nominis Umbra (rare first edition first issue) - 1772





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Junus, stat Nominis Umbra di Junius, in due volumi, prima edizione britannica del 1772, legatura in pelle, condizione mista con usura delle copertine, allentamento e alcune fioriture, completo.
Descrizione del venditore
"Junus, stat Nominis Umbra" - Henry Sampson Woodfall, Londra - prima edizione britannica del 1772 (rara prima tiratura senza la Sezione Contenuti e Indice) - 2 volumi - 14cmx12cm - condizione: rilegatura in pelle, usura delle copertine, allentamento, alcune macchie d’inchiostro sulle pagine, completo.
Lettere di Junius (o Junius: Stat nominis umbra) è una raccolta di lettere private e aperte critiche al governo del re Giorgio III da parte di un polemista anonimo (Junius) ritenuto da alcuni Philip Francis (sebbene l’identità reale di Junius non sia mai stata verificata), nonché di altre lettere in risposta provenienti da persone a cui Junius aveva scritto tra il 1769 e il 1772. La raccolta fu pubblicata in due volumi nel 1772 da Henry Sampson Woodfall, proprietario ed editore di un quotidiano londinese, il Public Advertiser.[1][2] La collezione comprende 69 lettere, 29 rivolte al Tippatore del Public Advertiser destinate originariamente a un pubblico lettore, e le restanti 40 a singole persone, poi rese pubbliche. Include lettere attribuite a Philo Junius, che alcuni dicono fosse Junius stesso. Diverse edizioni non autorizzate furono pubblicate prima del 1772, e molte altre in seguito. Tuttavia, la tiratura Woodfall del 1772 si crede sia stata organizzata da Junius ed include l’apertura della "Dedicazione alla Nazione Inglese" in cui Junius esprime il suo desiderio di educare il pubblico e ringrazia per il suo sostegno. Nella "Prefazione" conferisce a Woodfall la proprietà e i diritti d’autore delle lettere. Woodfall fu processato nel 1770 davanti al Lord Cranston (Mansfield) per la stampa delle Lettere; l’argomentazione dell’Avvocato Generale, de Grey, era che costituisse diffamazione sediziosa. La giuria emise verdetto di "colpevole di stampa e pubblicazione solo". Woodfall fu difeso da Serjeant Glynn e dal signor Lee; il Solicitor-General fu Thurlow. Mansfield decise nel senso di un rinvio del processo (mistrial), e Woodfall fu assolto.[3] John Almon, libraio,[4] e John Miller, stampatore del London Evening Post,[5] furono processati contemporaneamente, solo che Miller fu dichiarato non colpevole; Almon fu invece condannato, ma sembra non abbia subito punizioni. Processi separati furono concessi a tutti e tre. Nell’anno successivo il Relatore della Camera ordinò l’arresto di John Wheble con l’accusa di pubblicare i dibattiti in Parlamento, ma le accuse furono respinte da John Wilkes nella sua veste di alderman/magistrato. Miller fu quindi nuovamente perseguito per questo reato, ma Lord Mayor di Londra, Brass Crosby, respinse le accuse, seguendo la linea di Wilkes.
"Junus, stat Nominis Umbra" - Henry Sampson Woodfall, Londra - prima edizione britannica del 1772 (rara prima tiratura senza la Sezione Contenuti e Indice) - 2 volumi - 14cmx12cm - condizione: rilegatura in pelle, usura delle copertine, allentamento, alcune macchie d’inchiostro sulle pagine, completo.
Lettere di Junius (o Junius: Stat nominis umbra) è una raccolta di lettere private e aperte critiche al governo del re Giorgio III da parte di un polemista anonimo (Junius) ritenuto da alcuni Philip Francis (sebbene l’identità reale di Junius non sia mai stata verificata), nonché di altre lettere in risposta provenienti da persone a cui Junius aveva scritto tra il 1769 e il 1772. La raccolta fu pubblicata in due volumi nel 1772 da Henry Sampson Woodfall, proprietario ed editore di un quotidiano londinese, il Public Advertiser.[1][2] La collezione comprende 69 lettere, 29 rivolte al Tippatore del Public Advertiser destinate originariamente a un pubblico lettore, e le restanti 40 a singole persone, poi rese pubbliche. Include lettere attribuite a Philo Junius, che alcuni dicono fosse Junius stesso. Diverse edizioni non autorizzate furono pubblicate prima del 1772, e molte altre in seguito. Tuttavia, la tiratura Woodfall del 1772 si crede sia stata organizzata da Junius ed include l’apertura della "Dedicazione alla Nazione Inglese" in cui Junius esprime il suo desiderio di educare il pubblico e ringrazia per il suo sostegno. Nella "Prefazione" conferisce a Woodfall la proprietà e i diritti d’autore delle lettere. Woodfall fu processato nel 1770 davanti al Lord Cranston (Mansfield) per la stampa delle Lettere; l’argomentazione dell’Avvocato Generale, de Grey, era che costituisse diffamazione sediziosa. La giuria emise verdetto di "colpevole di stampa e pubblicazione solo". Woodfall fu difeso da Serjeant Glynn e dal signor Lee; il Solicitor-General fu Thurlow. Mansfield decise nel senso di un rinvio del processo (mistrial), e Woodfall fu assolto.[3] John Almon, libraio,[4] e John Miller, stampatore del London Evening Post,[5] furono processati contemporaneamente, solo che Miller fu dichiarato non colpevole; Almon fu invece condannato, ma sembra non abbia subito punizioni. Processi separati furono concessi a tutti e tre. Nell’anno successivo il Relatore della Camera ordinò l’arresto di John Wheble con l’accusa di pubblicare i dibattiti in Parlamento, ma le accuse furono respinte da John Wilkes nella sua veste di alderman/magistrato. Miller fu quindi nuovamente perseguito per questo reato, ma Lord Mayor di Londra, Brass Crosby, respinse le accuse, seguendo la linea di Wilkes.

