Jacopo Ligozzi - Mémento Mori - Vanité XVIIème

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Attribué à Jacopo Ligozzi (1547-1627) – Mémento Mori - Vanità, inizio XVII secolo

Eccezionale e impressionante Vanità, raffigurante una testa maschile in stato di decomposizione poggiata su un libro delle ore, supporto della meditazione e della preghiera.

L’opera appartiene a una composizione celebre associata a Jacopo Ligozzi, artista di primo piano alla corte dei Medici a Firenze e figura importante nell’emergere della natura morta italiana al crocevia del XVII secolo.

In fondo alla composizione, una cartellino porta l’iscrizione latina: « QUÆ PRIUS ANIMA MEA TANGERE NOLEBAT / NUNC CIBI MEI SUNT » tratta dal Libro di Giobbe, VI, 7, che si può tradurre con:
« Ciò che la mia anima non voleva toccare Jadì non toccare era nutrimento mio. »

Lontana dall’essere una semplice rappresentazione macabra, l’opera costituisce una vera meditazione sulla morte e sulla salvezza.

La testa decomposta richiama la corruzione inevitabile del corpo, mentre il libro delle ore rimanda alla preghiera e al passaggio della vita terrena verso la vita eterna.

Questa composizione è documentata da diverse versioni.

Esse derivano per lo più da un prototipo di Jacopo Ligozzi appartenente alla collezione di Lord Aberconway a Bodnant, nel Galles, pubblicato da Luigi Salerno, poi nel catalogo della mostra Jacopo Ligozzi, pittore universalissimo presentata a Firenze nel 2014.

Le due nature morte macabre della collezione Aberconway sono datate 1604 e costituiscono opere emblematiche di questa corrente di Ligozzi.

La composizione è punteggiata da dettagli di notevole potere evocativo: una mosca posata sulla fronte rimanda direttamente alla corruzione della carne, mentre una libellula, dipinta nella parte superiore della composizione e collocata sull’asse dello sguardo, introduce un contrappunto più sottile a questa meditazione sulla morte e sulla transitorietà dell’esistenza.

Diversas versioni antiche di questa composizione sono registrate.

Esse si collegano a un prototipo di Jacopo Ligozzi, datato 1604 e conservato nella collezione di Lord Aberconway a Bodnant (Galles). Questa composizione fondamentale dell’iconografia macabra di Ligozzi è documentata nella letteratura dedicata all’artista. La presente opera è stata esaminata ed expertizzata dal Cabinet Turquin, Parigi, e presentata con attribuzione a Jacopo Ligozzi (1547-1627).

Presentata in una cornice a cornici ondulate, particolarmente adatta alla potenza di questa composizione.

La tela presenta una rete di crepe e segni d’usura antichi visibili, testimoniando la sua storia. Stato presentato fedelmente sulle fotografie.

Expertise: Cabinet Turquin, Parigi.
Attribuzione: Jacopo Ligozzi (1547-1627).
Memento Mori
Olio su tela: 30,5 × 25,5 cm

Bibliografia di riferimento

L. Salerno, La natura morta italiana, Roma, Ugo Bozzi Editore, 1984, fig. 9.2, p. 30; Jacopo Ligozzi, pittore universalissimo, catalogo della mostra, Firenze, 2014, in particolare fig. 78, p. 218.

Le fotografie fanno parte integrante della descrizione degli oggetti e ne completano la presentazione. Si prega di esaminarle attentamente prima di qualsiasi impegno.

L’oggetto sarà accuratamente imballato e spedito con numero di tracciamento, al fine di garantire una consegna rapida e sicura.

Buone offerte

Il venditore si racconta

Il Santuario delle Curiosità nasce da una profonda passione per l'arte sacra, gli oggetti di devozione e le curiosità antiche, testimoni di una ricca storia spirituale e culturale. Ogni pezzo proposto è il frutto di ricerche accurate, selezionate con rigore in tutta Europa, nel rispetto della sua autenticità, rarità e stato di conservazione. Diamo grande importanza a selezionare solo oggetti carichi di significato, prestando particolare attenzione ai dettagli, ai materiali e alla provenienza. La nostra impostazione è guidata dal rispetto per il patrimonio religioso e dal desiderio di trasmettere questi frammenti di sacro a collezionisti appassionati, a intenditori informati o a luoghi di raccoglimento. Ogni oggetto viene attentamente esaminato, documentato e imballato con la massima cura per garantire un'esperienza di acquisto serena, professionale e rispettosa.
Tradotto con Google Traduttore

Attribué à Jacopo Ligozzi (1547-1627) – Mémento Mori - Vanità, inizio XVII secolo

Eccezionale e impressionante Vanità, raffigurante una testa maschile in stato di decomposizione poggiata su un libro delle ore, supporto della meditazione e della preghiera.

L’opera appartiene a una composizione celebre associata a Jacopo Ligozzi, artista di primo piano alla corte dei Medici a Firenze e figura importante nell’emergere della natura morta italiana al crocevia del XVII secolo.

In fondo alla composizione, una cartellino porta l’iscrizione latina: « QUÆ PRIUS ANIMA MEA TANGERE NOLEBAT / NUNC CIBI MEI SUNT » tratta dal Libro di Giobbe, VI, 7, che si può tradurre con:
« Ciò che la mia anima non voleva toccare Jadì non toccare era nutrimento mio. »

Lontana dall’essere una semplice rappresentazione macabra, l’opera costituisce una vera meditazione sulla morte e sulla salvezza.

La testa decomposta richiama la corruzione inevitabile del corpo, mentre il libro delle ore rimanda alla preghiera e al passaggio della vita terrena verso la vita eterna.

Questa composizione è documentata da diverse versioni.

Esse derivano per lo più da un prototipo di Jacopo Ligozzi appartenente alla collezione di Lord Aberconway a Bodnant, nel Galles, pubblicato da Luigi Salerno, poi nel catalogo della mostra Jacopo Ligozzi, pittore universalissimo presentata a Firenze nel 2014.

Le due nature morte macabre della collezione Aberconway sono datate 1604 e costituiscono opere emblematiche di questa corrente di Ligozzi.

La composizione è punteggiata da dettagli di notevole potere evocativo: una mosca posata sulla fronte rimanda direttamente alla corruzione della carne, mentre una libellula, dipinta nella parte superiore della composizione e collocata sull’asse dello sguardo, introduce un contrappunto più sottile a questa meditazione sulla morte e sulla transitorietà dell’esistenza.

Diversas versioni antiche di questa composizione sono registrate.

Esse si collegano a un prototipo di Jacopo Ligozzi, datato 1604 e conservato nella collezione di Lord Aberconway a Bodnant (Galles). Questa composizione fondamentale dell’iconografia macabra di Ligozzi è documentata nella letteratura dedicata all’artista. La presente opera è stata esaminata ed expertizzata dal Cabinet Turquin, Parigi, e presentata con attribuzione a Jacopo Ligozzi (1547-1627).

Presentata in una cornice a cornici ondulate, particolarmente adatta alla potenza di questa composizione.

La tela presenta una rete di crepe e segni d’usura antichi visibili, testimoniando la sua storia. Stato presentato fedelmente sulle fotografie.

Expertise: Cabinet Turquin, Parigi.
Attribuzione: Jacopo Ligozzi (1547-1627).
Memento Mori
Olio su tela: 30,5 × 25,5 cm

Bibliografia di riferimento

L. Salerno, La natura morta italiana, Roma, Ugo Bozzi Editore, 1984, fig. 9.2, p. 30; Jacopo Ligozzi, pittore universalissimo, catalogo della mostra, Firenze, 2014, in particolare fig. 78, p. 218.

Le fotografie fanno parte integrante della descrizione degli oggetti e ne completano la presentazione. Si prega di esaminarle attentamente prima di qualsiasi impegno.

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Dettagli

Artista
Jacopo Ligozzi
Venduto con cornice
Venduto da
Proprietario o rivenditore
Attribuzione
Attribuito a
Titolo dell'opera
Mémento Mori - Vanité XVIIème
Tecnica
Pittura a olio
Firma
Non firmato
Paese d’origine
Italia
Anno
1620
Condizione
Buone condizioni
Altezza
25 cm
Larghezza
20 cm
Peso
1 g
Raffigurazione/Tematica
Religione
Periodo
XVII secolo
BelgioVerificato
1810
Oggetti venduti
100%
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Disclaimer

Il venditore è stato informato da Catawiki dei requisiti di documentazione e garantisce quanto segue: - l’oggetto è stato ottenuto legalmente - il venditore ha diritto a vendere e/o esportare l’oggetto, se del caso - il venditore fornirà le informazioni di provenienza necessarie e predisporrà documentazione e licenze/permessi richiesti, se del caso e in base alle leggi locali - il venditore comunicherà all’acquirente eventuali ritardi nell’ottenimento di permessi/licenze Facendo offerte, dichiari di essere a conoscenza della possibilità che siano richiesti documenti d’importazione in base al tuo Paese di residenza e che l’ottenimento di permessi/licenze potrebbe causare ritardi nella consegna del tuo oggetto.

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