René Magritte (1898-1967), after - The Castle in the Pyrenees

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Juan Antonio Rodríguez
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René Magritte - Il castello nelle Pirenei / Il Castello Spagnolo nel Cielo (after) - Offset/poster print - 70 x 50 cm

Nome: René Magritte
Titolo: Il castello nelle Pirenei / Il Castello Spagnolo nel Cielo
Tipo: Poster d’arte originale - stampa offset di alta qualità/poster stampato sull’opera originale del 1959
Casa editrice: KMSKB - Magritte Foundation - Standaard Uitgeverij
Stile: Moderno - Surrealismo

Caratteristiche:
- Stato perfetto: A+
- 70 x 50 cm
- Autografato in stampa
- Basato sull’opera originale di Magritte del 1959

INFO EXTRA SULL’ARTISTA:
René François Ghislain Magritte (Lessen, 21 novembre 1898 – Schaarbeek, 15 agosto 1967) è stato un pittore belga surrealista.

Magritte iniziò a lavorare come disegnatore in una fabbrica di tendaggi e in seguito realizzò anche molte affissioni.

Il suo debutto nella pittura fu di stampo cubista, futurista e astratto, influenzato dal suo caposquadra Victor Servranckx nella fabbrica di carta da parati UPL (les Usines Peters-Lacroix, a Machelen). Dopo l’incontro con l’opera di Giorgio de Chirico, nel 1925, Magritte iniziò ad assimilare elementi surrealisti. De Chirico rappresenta gli oggetti in modo estremamente realistico, ma in contesti causali e temporali molto differenti. Così De Chirico enfatizza il mistero del mondo degli oggetti. Anche l’ordine convenzionale e la disposizione delle cose vengono resi ironici in questo modo.

Magritte realizzò soprattutto dipinti (olio su tela), ma anche gouache, oggetti e collages.

Sotto la guida di E.L.T. Mesens partecipò alla rivista Oesophage e nel 1927 ebbe la sua prima mostra individuale nella galleria "Le Centaure" a Bruxelles.

Tra il 1927 e il 1930 Magritte soggiornò in una periferia di Parigi, dove il suo stile surrealista fu coronato dall’amicizia di Paul Eluard e di André Breton, che aveva scritto il Manifesto del Surrealismo nel 1924. Quando Breton insistette che la moglie di Magritte togliesse una collana con crocetta, decise di tornare a Bruxelles.[1]

Quando nel 1930 la "Galerie Le Centaure", dove Magritte era sotto contratto, andò in fallimento, E.L.T. Mesens poté acquistare tutte le sue opere, all’epoca circa 200.

Nel 1934 Magritte e i suoi seguaci adottarono la tecnica del cadavre exquis anche con immagini ispirate agli esperimenti linguistici in cui una poesia viene scritta da più poeti.

Tra il 1934 e il 1937 Magritte firmò opere cinematografiche per il distributore tedesco Tobis Klangfilm sotto lo pseudonimo 'Emair'. L’Archivio della Città di Leuven conserva sette manifesti progettati da Magritte.

Durante la Seconda Guerra Mondiale Magritte lavorò e visse a Carcassonne, in Francia. Per sussistenza falsificò opere d’arte, soprattutto di De Chirico, Picasso e Braque.[1] In un breve periodo, tra il 1940 e il 1946, su consiglio del suo agente, arricchì la tavolozza con un accenno impressionista (la cosiddetta 'periodo Renoir'). Questo stile avrebbe avuto più successo in vendita.

Nel 1945, dopo il ritorno in Belgio, divenne membro del Partito Comunista del Belgio. Nel 1948 dipinse per breve tempo in stile fumettistico, ma senza successo.[1] Ma dopo poco tempo tornò al suo stile, quasi fotorealistico, sebbene un po’ più aggressivo, a causa della rapporta turbolenta con la sua precedente cerchia surrealista (Goemans, Scutenaire, Nougé, Lecomte, Souris, E.L.T. Mesens). L’umorismo nero di Magritte lo portò spesso a una figurazione morbosa, ulteriormente 'surrealizzata' dalle denominazioni talvolta impossibilmente improbabili che attribuiva alle sue opere.

Nel 1953 Magritte creò le decorazioni murali al Casinò di Knokke, sulla costa belga, su commissione della famiglia Nellens. Queste opere sono ora protette dalla Commissione Reale per Monumenti e Paesaggi. Nel 1960 ricevette per l’intera sua opera il Premio di Stato belga, la prima volta che tale riconoscimento fu conferito a un pittore.

Negli anni Cinquanta il lavoro di Magritte era molto richiesto dai collezionisti di New York. Questo spiega la grande presenza odierna delle opere di Magritte nelle collezioni americane. Anche la sua icona più famosa, La Trahison des Images, si trova lì.

Magritte morì nel 1967 a Schaarbeek per cancro al pancreas ed è sepolto nel cimitero comunale.

La maggior parte dell’opera di Magritte appartiene al surrealismo, uno dei movimenti artistici più importanti del XX secolo. In molte delle sue opere compaiono donne nude e pesci dipinti in modo estremamente realistico. Questo è probabilmente un riferimento al fatto che Magritte scoprì sua madre nuda nel fiume Samber dopo che lei si era suicidata.

Le opere di Magritte, come quelle di Salvador Dalí e Carel Willink, sono dipinte con una finezza tali da sottolineare l’effetto realistico di rappresentazioni impossibili.

L’opera più famosa di Magritte è senza alcun dubbio La Trahison des Images (1928-29) o, in italiano, Il tradimento delle immagini, con il testo scritto Ceci n’est pas une pipe sotto l’immagine molto realistica di una pipa. In quest’opera Magritte dipinge una pipa con la didascalia: questa non è una pipa (Ceci n’est pas une pipe). Vuole ricordare a se stesso e allo spettatore che si tratta di una tela dipinta a olio, ovvero un dipinto, e non di una vera pipa. Ogni riferimento a una pipa reale tradisce il fatto che una pipa è in realtà un’idea e ha origine nella mente.

Interrogandoci sempre e ingannando quasi lo spettatore, Magritte ci costringe a pensare all’arte. In questa luce anche i titoli delle opere di Magritte possono essere visti. Questi titoli solitamente non hanno a che fare con il soggetto del dipinto. Gli artisti concettuali successivi hanno portato questa linea agli estremi con installazioni, performance o happening e hanno ridotto l’opera d’arte a un’idea. Questo è anche un’elittica critica verso quegli artisti che ritengono di dover rappresentare la realtà in modo così fedele, come gli iperrealisti in seguito. René Magritte riteneva che il compito del pittore sia porre la realtà in un altro contesto. La sua arte solleva sempre più domande di quante ne possa rispondere. Testimonia di ciò il dipinto di una sirena, raffigurata con una testa di pesce e gambe di uomo. Illustrativo è anche il dipinto di un pesce dipinto con una resa molto realistica che, lungo la coda, si trasforma in una pipa ardente con una nuvola di fumo che si avvolge (dipinto "l’Exception" 1963). L’opera di Magritte dimostra anche un’eccellente padronanza della tecnica della pittura ad olio su tela.

Gran parte dell’opera di Magritte mostra una metamorfosi, una trasformazione da un oggetto all’altro. Oppure l’opera è altrimenti impossibile, ad esempio la serie delle case notturne con un cielo chiaro sopra di giorno. Oppure una luna che pende tra le foglie di un albero. Civette o altri uccelli che nascono come piante dalla terra.

È imparentato con i seguenti artisti: Morris Louis Yves Klein Lucio Fontana Piet Mondrian Niki de Saint Phalle Otto Piene Heinz Mack Kazimir Malevich Jean Tinguely Rainer Maria Latzke Jef Verheyen Pol Bury Walter Leblanc Rene Magritte André Racz Pierre Alechinsky Victor Vasarely Georges Vantongerloo Yves Klein Otto Piene Heinz Mack Lucio Fontana Piero Manzoni Jesús Rafael Soto Victor Vasarely Karl Otto Götz Gerhard Richter Anselm Kiefer Georg Baselitz Jannis Kounellis Cy Twombly Antoni Tàpies Hans Hartung Pierre Soulages Mark Rothko Kazuo Shiraga Bridget Riley Agostino Bonalumi Jean Tinguely Niki de Saint Phalle Guy Vandenbranden Marcel Duchamp Joseph Beuys Jean Tinguely Alexander Calder Nam June Paik Claes Oldenburg Chris Burden Richard Buckminster Fuller Karel Appel Asger Jorn Constant Nieuwenhuys Corneille Jean Dubuffet Jackson Pollock Willem de Kooning Hans Hartung Joan Miró Antoni Tàpies Sam Francis Franz Kline Mark Tobey André Masson Lucio Fontana Eduardo Chillida Kazuo Shiraga Zao Wou-Ki

René Magritte - Il castello nelle Pirenei / Il Castello Spagnolo nel Cielo (after) - Offset/poster print - 70 x 50 cm

Nome: René Magritte
Titolo: Il castello nelle Pirenei / Il Castello Spagnolo nel Cielo
Tipo: Poster d’arte originale - stampa offset di alta qualità/poster stampato sull’opera originale del 1959
Casa editrice: KMSKB - Magritte Foundation - Standaard Uitgeverij
Stile: Moderno - Surrealismo

Caratteristiche:
- Stato perfetto: A+
- 70 x 50 cm
- Autografato in stampa
- Basato sull’opera originale di Magritte del 1959

INFO EXTRA SULL’ARTISTA:
René François Ghislain Magritte (Lessen, 21 novembre 1898 – Schaarbeek, 15 agosto 1967) è stato un pittore belga surrealista.

Magritte iniziò a lavorare come disegnatore in una fabbrica di tendaggi e in seguito realizzò anche molte affissioni.

Il suo debutto nella pittura fu di stampo cubista, futurista e astratto, influenzato dal suo caposquadra Victor Servranckx nella fabbrica di carta da parati UPL (les Usines Peters-Lacroix, a Machelen). Dopo l’incontro con l’opera di Giorgio de Chirico, nel 1925, Magritte iniziò ad assimilare elementi surrealisti. De Chirico rappresenta gli oggetti in modo estremamente realistico, ma in contesti causali e temporali molto differenti. Così De Chirico enfatizza il mistero del mondo degli oggetti. Anche l’ordine convenzionale e la disposizione delle cose vengono resi ironici in questo modo.

Magritte realizzò soprattutto dipinti (olio su tela), ma anche gouache, oggetti e collages.

Sotto la guida di E.L.T. Mesens partecipò alla rivista Oesophage e nel 1927 ebbe la sua prima mostra individuale nella galleria "Le Centaure" a Bruxelles.

Tra il 1927 e il 1930 Magritte soggiornò in una periferia di Parigi, dove il suo stile surrealista fu coronato dall’amicizia di Paul Eluard e di André Breton, che aveva scritto il Manifesto del Surrealismo nel 1924. Quando Breton insistette che la moglie di Magritte togliesse una collana con crocetta, decise di tornare a Bruxelles.[1]

Quando nel 1930 la "Galerie Le Centaure", dove Magritte era sotto contratto, andò in fallimento, E.L.T. Mesens poté acquistare tutte le sue opere, all’epoca circa 200.

Nel 1934 Magritte e i suoi seguaci adottarono la tecnica del cadavre exquis anche con immagini ispirate agli esperimenti linguistici in cui una poesia viene scritta da più poeti.

Tra il 1934 e il 1937 Magritte firmò opere cinematografiche per il distributore tedesco Tobis Klangfilm sotto lo pseudonimo 'Emair'. L’Archivio della Città di Leuven conserva sette manifesti progettati da Magritte.

Durante la Seconda Guerra Mondiale Magritte lavorò e visse a Carcassonne, in Francia. Per sussistenza falsificò opere d’arte, soprattutto di De Chirico, Picasso e Braque.[1] In un breve periodo, tra il 1940 e il 1946, su consiglio del suo agente, arricchì la tavolozza con un accenno impressionista (la cosiddetta 'periodo Renoir'). Questo stile avrebbe avuto più successo in vendita.

Nel 1945, dopo il ritorno in Belgio, divenne membro del Partito Comunista del Belgio. Nel 1948 dipinse per breve tempo in stile fumettistico, ma senza successo.[1] Ma dopo poco tempo tornò al suo stile, quasi fotorealistico, sebbene un po’ più aggressivo, a causa della rapporta turbolenta con la sua precedente cerchia surrealista (Goemans, Scutenaire, Nougé, Lecomte, Souris, E.L.T. Mesens). L’umorismo nero di Magritte lo portò spesso a una figurazione morbosa, ulteriormente 'surrealizzata' dalle denominazioni talvolta impossibilmente improbabili che attribuiva alle sue opere.

Nel 1953 Magritte creò le decorazioni murali al Casinò di Knokke, sulla costa belga, su commissione della famiglia Nellens. Queste opere sono ora protette dalla Commissione Reale per Monumenti e Paesaggi. Nel 1960 ricevette per l’intera sua opera il Premio di Stato belga, la prima volta che tale riconoscimento fu conferito a un pittore.

Negli anni Cinquanta il lavoro di Magritte era molto richiesto dai collezionisti di New York. Questo spiega la grande presenza odierna delle opere di Magritte nelle collezioni americane. Anche la sua icona più famosa, La Trahison des Images, si trova lì.

Magritte morì nel 1967 a Schaarbeek per cancro al pancreas ed è sepolto nel cimitero comunale.

La maggior parte dell’opera di Magritte appartiene al surrealismo, uno dei movimenti artistici più importanti del XX secolo. In molte delle sue opere compaiono donne nude e pesci dipinti in modo estremamente realistico. Questo è probabilmente un riferimento al fatto che Magritte scoprì sua madre nuda nel fiume Samber dopo che lei si era suicidata.

Le opere di Magritte, come quelle di Salvador Dalí e Carel Willink, sono dipinte con una finezza tali da sottolineare l’effetto realistico di rappresentazioni impossibili.

L’opera più famosa di Magritte è senza alcun dubbio La Trahison des Images (1928-29) o, in italiano, Il tradimento delle immagini, con il testo scritto Ceci n’est pas une pipe sotto l’immagine molto realistica di una pipa. In quest’opera Magritte dipinge una pipa con la didascalia: questa non è una pipa (Ceci n’est pas une pipe). Vuole ricordare a se stesso e allo spettatore che si tratta di una tela dipinta a olio, ovvero un dipinto, e non di una vera pipa. Ogni riferimento a una pipa reale tradisce il fatto che una pipa è in realtà un’idea e ha origine nella mente.

Interrogandoci sempre e ingannando quasi lo spettatore, Magritte ci costringe a pensare all’arte. In questa luce anche i titoli delle opere di Magritte possono essere visti. Questi titoli solitamente non hanno a che fare con il soggetto del dipinto. Gli artisti concettuali successivi hanno portato questa linea agli estremi con installazioni, performance o happening e hanno ridotto l’opera d’arte a un’idea. Questo è anche un’elittica critica verso quegli artisti che ritengono di dover rappresentare la realtà in modo così fedele, come gli iperrealisti in seguito. René Magritte riteneva che il compito del pittore sia porre la realtà in un altro contesto. La sua arte solleva sempre più domande di quante ne possa rispondere. Testimonia di ciò il dipinto di una sirena, raffigurata con una testa di pesce e gambe di uomo. Illustrativo è anche il dipinto di un pesce dipinto con una resa molto realistica che, lungo la coda, si trasforma in una pipa ardente con una nuvola di fumo che si avvolge (dipinto "l’Exception" 1963). L’opera di Magritte dimostra anche un’eccellente padronanza della tecnica della pittura ad olio su tela.

Gran parte dell’opera di Magritte mostra una metamorfosi, una trasformazione da un oggetto all’altro. Oppure l’opera è altrimenti impossibile, ad esempio la serie delle case notturne con un cielo chiaro sopra di giorno. Oppure una luna che pende tra le foglie di un albero. Civette o altri uccelli che nascono come piante dalla terra.

È imparentato con i seguenti artisti: Morris Louis Yves Klein Lucio Fontana Piet Mondrian Niki de Saint Phalle Otto Piene Heinz Mack Kazimir Malevich Jean Tinguely Rainer Maria Latzke Jef Verheyen Pol Bury Walter Leblanc Rene Magritte André Racz Pierre Alechinsky Victor Vasarely Georges Vantongerloo Yves Klein Otto Piene Heinz Mack Lucio Fontana Piero Manzoni Jesús Rafael Soto Victor Vasarely Karl Otto Götz Gerhard Richter Anselm Kiefer Georg Baselitz Jannis Kounellis Cy Twombly Antoni Tàpies Hans Hartung Pierre Soulages Mark Rothko Kazuo Shiraga Bridget Riley Agostino Bonalumi Jean Tinguely Niki de Saint Phalle Guy Vandenbranden Marcel Duchamp Joseph Beuys Jean Tinguely Alexander Calder Nam June Paik Claes Oldenburg Chris Burden Richard Buckminster Fuller Karel Appel Asger Jorn Constant Nieuwenhuys Corneille Jean Dubuffet Jackson Pollock Willem de Kooning Hans Hartung Joan Miró Antoni Tàpies Sam Francis Franz Kline Mark Tobey André Masson Lucio Fontana Eduardo Chillida Kazuo Shiraga Zao Wou-Ki

Dettagli

Artista
René Magritte (1898-1967), after
Venduto da
Proprietario o rivenditore
Edizione
Edizione limitata
Titolo dell'opera
The Castle in the Pyrenees
Tecnica
Stampa offset
Firma
Firmato su lastra
Paese d’origine
Belgio
Condizione
Eccellenti condizioni
Colore
Bianco, Blu, Grigio, Nero, Rosso
Altezza
70 cm
Larghezza
50 cm
Peso
0,4 kg
Raffigurazione/Tematica
Natura morta
Stile
Surrealismo
Periodo
2020+
Venduto con cornice
No
BelgioVerificato
274
Oggetti venduti
93,1%
Privato

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