2018 Gaja Barbaresco - Piemonte DOCG - 3 Bottiglia (0,75 litri)






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Gaja Barbaresco 2018, formato bottiglia 0,75 L, composto da 3 bottiglie.
Descrizione del venditore
Produzione & Heritage
La famiglia Gaja produce vino a Barbaresco sin dalla fondazione dell’azienda da parte di Giovanni Gaja nel 1859, e la casa resta sinonimo della salita della regione al prestigio globale. La fermentazione prevede tre/quattro settimane di contatto con le bucce, seguita da 12 mesi di invecchiamento in botti di rovere francese non oltre il 20% nuove, quindi ulteriori 12 mesi in grandi botti di rovere Slavonia. In modo cruciale, la vendemmia 2018 non ha prodotto i leggendari cru di singolo vigneto di Gaja (Sor San Lorenzo, Sor Tildin, Costa Russi), il che significa che l’uva normalmente riservata a quei vini rarissimi è stata invece aggiunta a questo Barbaresco aziendale, dando origine a un’edizione eccezionalmente concentrata e complessa.
Note di degustazione
Aroma: Intense note di petali di rosa e viola si aprono al sorso, seguite da fragola matura, arancia rossa e un fil di camforа. Con l’aerazione, emergono con moderazione le note di nocciola e cocco provenienti dal rovere francese.
Gusto: L’ingresso è preciso e teso, con ciliegia rossa e composta di lampone che si stratificano su tannini fini e levigati. In già di bocca, spezie da forno e cannella si intrecciano con la frutta, portando a un picco di intensa frutta abbinato a una mineralità sapida. La struttura è muscolare ma elegante, riflettendo l’inclusione di frutta di qualità a vigneto singolo.
Finale: Lungo e profumato, con chiodi di garofano, rosa e una leggera presa tannica che sostiene la frutta per oltre un minuto. Il finale si risolve con una punta di mandorla fresca e leggermente amara, caratteristica del grande Nebbiolo.
Come bere il Gaja Barbaresco
Servire a 60–65°F (15–18°C) in un calice Burgundy a grande ballo, e decantare per almeno un’ora: questo vino premia la pazienza. A livello di DNA, il 2018 è pensato per la tavola: abbinatelo a costolette di manzo brasate e polenta, dove i tannini e l’acidità del vino tagliano la ricchezza. Tajarin con tartufo nero mette in luce la sinergia piemontese tra Nebbiolo e tartufo bianco. Un semplice risotto al Barolo (o Barbaresco) permette alla complessità del vino di rimanere al centro senza sapori concorrenti.
Miglior uso
• Invecchiare per uno sviluppo a lungo termine fino al 2035 e oltre
• Regalare a un serio collezionista di vini italiani una vendemmia da Piedmont benchmark
• Ancorare una degustazione di confronto tra produttori di Barbaresco o tra annate Gaja
• Celebrare una cena di anniversario, promozione o compleanno significativo
Domande frequenti
Come si presenta il Gaja Barbaresco 2018 al gusto? Il profilo dominante ruota attorno a ciliegia rossa, lampone e petalo di rosa, incorniciato da tannini levigati e spezie da forno. È strutturato e concentrato, con una chiusura profumata e di lunga persistenza.
Produzione & Heritage
La famiglia Gaja produce vino a Barbaresco sin dalla fondazione dell’azienda da parte di Giovanni Gaja nel 1859, e la casa resta sinonimo della salita della regione al prestigio globale. La fermentazione prevede tre/quattro settimane di contatto con le bucce, seguita da 12 mesi di invecchiamento in botti di rovere francese non oltre il 20% nuove, quindi ulteriori 12 mesi in grandi botti di rovere Slavonia. In modo cruciale, la vendemmia 2018 non ha prodotto i leggendari cru di singolo vigneto di Gaja (Sor San Lorenzo, Sor Tildin, Costa Russi), il che significa che l’uva normalmente riservata a quei vini rarissimi è stata invece aggiunta a questo Barbaresco aziendale, dando origine a un’edizione eccezionalmente concentrata e complessa.
Note di degustazione
Aroma: Intense note di petali di rosa e viola si aprono al sorso, seguite da fragola matura, arancia rossa e un fil di camforа. Con l’aerazione, emergono con moderazione le note di nocciola e cocco provenienti dal rovere francese.
Gusto: L’ingresso è preciso e teso, con ciliegia rossa e composta di lampone che si stratificano su tannini fini e levigati. In già di bocca, spezie da forno e cannella si intrecciano con la frutta, portando a un picco di intensa frutta abbinato a una mineralità sapida. La struttura è muscolare ma elegante, riflettendo l’inclusione di frutta di qualità a vigneto singolo.
Finale: Lungo e profumato, con chiodi di garofano, rosa e una leggera presa tannica che sostiene la frutta per oltre un minuto. Il finale si risolve con una punta di mandorla fresca e leggermente amara, caratteristica del grande Nebbiolo.
Come bere il Gaja Barbaresco
Servire a 60–65°F (15–18°C) in un calice Burgundy a grande ballo, e decantare per almeno un’ora: questo vino premia la pazienza. A livello di DNA, il 2018 è pensato per la tavola: abbinatelo a costolette di manzo brasate e polenta, dove i tannini e l’acidità del vino tagliano la ricchezza. Tajarin con tartufo nero mette in luce la sinergia piemontese tra Nebbiolo e tartufo bianco. Un semplice risotto al Barolo (o Barbaresco) permette alla complessità del vino di rimanere al centro senza sapori concorrenti.
Miglior uso
• Invecchiare per uno sviluppo a lungo termine fino al 2035 e oltre
• Regalare a un serio collezionista di vini italiani una vendemmia da Piedmont benchmark
• Ancorare una degustazione di confronto tra produttori di Barbaresco o tra annate Gaja
• Celebrare una cena di anniversario, promozione o compleanno significativo
Domande frequenti
Come si presenta il Gaja Barbaresco 2018 al gusto? Il profilo dominante ruota attorno a ciliegia rossa, lampone e petalo di rosa, incorniciato da tannini levigati e spezie da forno. È strutturato e concentrato, con una chiusura profumata e di lunga persistenza.
