Feticcio Senoufo - Mali (Senza prezzo di riserva)





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Fétiche Senoufo, scultura in legno del Mali appartenente al popolo Senoufo; Provenienza Collezione privata; Altezza 61 cm, Larghezza 30 cm; Condizione Eccellente stato; Autenticità Riproduzione.
Descrizione del venditore
Oggetto ovoidale prolungato da un lungo collo annodato e sormontato da una testa di uccello stilizzata. Il becco curvo dell'animale torna ad abbracciare con grazia il manico della scultura. Quattro corna di ovini spuntano a stella attorno al volume che compone la base. L'apertura praticata sul collo lascia supporre la presenza iniziale di una maniglia per il trasporto. Questo oggetto costituirebbe un oggetto-fetiche a uso rituale. Patina crosta opaca, crepe e fessurazioni che in nulla intaccano la solidità dell'oggetto. Altezza: 61 cm e larghezza 30 cm
cm.
Gli Senoufo, nome loro attribuito dai coloni francesi, sono prevalentemente agricoltori che si sono dispersi tra il Mali, la Costa d’Avorio e il Burkina Faso. I consigli degli anziani, guidati da un capo eletto, amministrano i villaggi senoufo. Regiti dalle tradizioni matrilineari, sono formati da grappoli di abitazioni chiamate katiolo. Ciascuno di essi possiede la propria associazione Poro che inizia i giovani ragazzi dall’età di sette anni in una successione di tre cicli della durata di sette anni. Si riuniscono in un recinto sacro chiamato sinzanga situato vicino al villaggio, tra gli alberi. Al decesso di uno dei membri del Poro, le statue chiamate pombibele venivano esposte. Sebbene esclusivamente maschile, la società Poro rende in realtà omaggio con queste statue alla fondatrice presunta del sinzanga. La società femminile sandogo si occupa invece della divinazione per placare gli spiriti della boscaglia, e dispone anche di statue. Le statue deble, usate dai veggenti, raffigurano gli spiriti della boscaglia in forma umana. Questi spiriti ricevono offerte in cambio della loro protezione contro qualsiasi tipo di flagello.
Oggetto ovoidale prolungato da un lungo collo annodato e sormontato da una testa di uccello stilizzata. Il becco curvo dell'animale torna ad abbracciare con grazia il manico della scultura. Quattro corna di ovini spuntano a stella attorno al volume che compone la base. L'apertura praticata sul collo lascia supporre la presenza iniziale di una maniglia per il trasporto. Questo oggetto costituirebbe un oggetto-fetiche a uso rituale. Patina crosta opaca, crepe e fessurazioni che in nulla intaccano la solidità dell'oggetto. Altezza: 61 cm e larghezza 30 cm
cm.
Gli Senoufo, nome loro attribuito dai coloni francesi, sono prevalentemente agricoltori che si sono dispersi tra il Mali, la Costa d’Avorio e il Burkina Faso. I consigli degli anziani, guidati da un capo eletto, amministrano i villaggi senoufo. Regiti dalle tradizioni matrilineari, sono formati da grappoli di abitazioni chiamate katiolo. Ciascuno di essi possiede la propria associazione Poro che inizia i giovani ragazzi dall’età di sette anni in una successione di tre cicli della durata di sette anni. Si riuniscono in un recinto sacro chiamato sinzanga situato vicino al villaggio, tra gli alberi. Al decesso di uno dei membri del Poro, le statue chiamate pombibele venivano esposte. Sebbene esclusivamente maschile, la società Poro rende in realtà omaggio con queste statue alla fondatrice presunta del sinzanga. La società femminile sandogo si occupa invece della divinazione per placare gli spiriti della boscaglia, e dispone anche di statue. Le statue deble, usate dai veggenti, raffigurano gli spiriti della boscaglia in forma umana. Questi spiriti ricevono offerte in cambio della loro protezione contro qualsiasi tipo di flagello.

