Tijs Dragtsma (1992) - Ember on the Line






Laurea magistrale in Cinema e Arti Visive; curatore, scrittore e ricercatore esperto.
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Opera originale mixed-media di Tijs Dragtsma (Paesi Bassi), Ember on the Line, 51 × 51 cm, 2026, firmata, rosso e bianco su vetro/specchio; unica, venduta con cornice, direttamente dall’artista.
Descrizione del venditore
Ember on the Line contiene un solo momento sospeso: una protagonista di fumetto costretta a metà chiamata, ricevitore del telefono premuto all’orecchio, occhi chiusi, labbra leggermente separare, come se la voce dall’altra parte contasse più di ogni altra cosa nella stanza. È disegnata nel linguaggio visivo di fumetti romantici e di guerra degli anni Sessanta, ma qui ridotta all’osso: linee di contorno spesse, persino marcate, e puntini Ben Day grezzi, formati non dall’inchiostro ma in un campo di segni individuali lavorati su uno specchio di vetro rosso intenso.
L’immagine esiste perché è stato tolto del materiale, non aggiunto. Dove la superficie è stata lavorata, la luce si concentra e la figura brilla in sottili linee bianche; ovunque al di fuori, il nero originale del disegno diventa il rosso inalterato dello specchio di vetro stesso, trattendola in quasi totale oscurità con l’eccezione del raggio di una singola riflettente luce spot che proviene dall’alto.
Il rosso porta con sé la sua carica. È il colore dell’urgenza, del calore dietro una telefonata tenuta un battito più a lungo, di una decisione già presa prima che la linea si connetta. Trasforma un gesto privato e silenzioso in qualcosa di più simile a un respiro trattenuto.
L’immagine è sempre presente, con o senza luce diretta. Ciò che cambia non è mai il disegno ma la stanza intorno a esso: sotto una luce più forte le graffiature si accecano e il contrasto si approfondisce, rendendo nitido ciò che è già lì. La luce non crea questa immagine. La acuisce.
Poiché la superficie è specchio colorato, non tela, lo spazio intorno a lei continua a mutare. Chiunque si trovi davanti all’opera si ritrova leggermente attratto in quello stesso campo rosso, posando appena dietro alla sua spalla, parte del silenzio al quale sta prestando ascolto. Maestosa da lontano, da vicino la figura si riduce a un campo di graffi sottili che l’occhio ricompone in una donna che tiene un telefono.
Ember on the Line prosegue la serie Art on Mirror di Tijs Dragtsma, in cui immagini graffiate sono imposte su uno specchio di vetro colorato e lo spettatore diventa parte dell’opera. Un linguaggio visivo in cui il danno non è distruzione, ma struttura, e dove lo specchio trasforma lo guardare in partecipazione. Quest’opera è unica.
"Alcune chiamate non cambiano nulla. Altre cambiano tutto prima che una singola parola venga pronunciata."
About Art on Mirror – Red
Art on Mirror è un corpus di opere in cui l’immagine è graffiata su uno specchio colorato, e il mondo davanti all’opera diventa parte di esso. Ogni linea è incisa su una superficie di acrilico rosso profondo. Le graffiature sono sempre presenti, luminose contro il colore, mentre la superficie attorno riflette la stanza, la luce diurna e la persona che guarda.
Da lontano l’immagine è chiara e completa, una figura pallida trattenuta in un campo di rosso. Avvicinandosi, l’opera si apre in una delicata rete di segni individuali, fini e deliberati, ciascuno essenziale al tutto. Dietro e tra di loro lo specchio fa quel che uno specchio fa. Portano la stanza e lo spettatore nella composizione, così gli ambienti nell’opera cambiano con il posto in cui è appesa, mentre l’immagine stessa rimane fissa al suo posto.
La luce non crea l’immagine. La acuisce. Il fondo rosso assorbe e riflette, le linee graffiate prendono e trattengono, e sotto una luce puntata il contrasto si approfondisce finché la figura assume una qualità scultorea, quasi luminosa. In una luce più morbida il colore avanza e l’opera si stabilizza in una tonalità più quieta, senza mai perdere il soggetto.
Rosso è il colore del sangue, del fuoco e di tutto ciò di cui non possiamo restare calmi. Questo è il terreno emotivo contro cui ogni lavoro di questa serie è costruito, e i soggetti sono scelti per appartenere a esso.
Art on Mirror prosegue l’immagine graffiata di Art with Scratch di Tijs Dragtsma su un nuovo sfondo. Dove i lavori in nero traggono potere dall’assenza, questi traggono potere dal riflesso. Lo spettatore non guarda più solo l’opera. Lo spettatore è dentro di essa.
About the Artist
Mi chiamo Tijs Dragtsma, fondatore di TD Fine Art Studio.
Come artista, sono guidato dal costante desiderio di esplorare nuovi linguaggi visivi. Non considero l’arte come uno stile fisso, ma come un campo in evoluzione di scoperta dove materiale, struttura, luce ed emozione si incontrano.
Il mio lavoro spesso inizia da una domanda semplice. Come può un materiale parlare in un modo nuovo. Come può l’ossidazione diventare intimità. Come può la precisione generare emozione. Quella ricerca è al cuore di tutto ciò che creo.
All’interno di TD Fine Art Studio, ogni corpus di opere è affrontato come un proprio mondo, con la propria logica, atmosfera e identità visiva. Alcune opere sono costruite attraverso ritmo, ripetizione e struttura. Altre emergono attraverso assenza, ombra, riflessione o tensione. Quello che le collega è un impegno condiviso per l’originalità, la chiarezza e la presenza emotiva.
Sono affascinato dal contrasto. Tra forza e fragilità. Tra controllo e sentimento. Tra ciò che è visibile e ciò che resta aperto all’interpretazione. Il mio obiettivo non è semplicemente creare un’immagine, ma creare un’opera che tenga l’attenzione, inviti alla riflessione e continui a rivelarsi nel tempo.
TD Fine Art Studio è lo spazio in cui queste esplorazioni si riuniscono. Non è solo uno studio, ma un universo artistico in evoluzione plasmato dalla curiosità, dalla precisione e dall’ambizione di creare opere che appaiano distinte, intenzionali e vive.
Ember on the Line contiene un solo momento sospeso: una protagonista di fumetto costretta a metà chiamata, ricevitore del telefono premuto all’orecchio, occhi chiusi, labbra leggermente separare, come se la voce dall’altra parte contasse più di ogni altra cosa nella stanza. È disegnata nel linguaggio visivo di fumetti romantici e di guerra degli anni Sessanta, ma qui ridotta all’osso: linee di contorno spesse, persino marcate, e puntini Ben Day grezzi, formati non dall’inchiostro ma in un campo di segni individuali lavorati su uno specchio di vetro rosso intenso.
L’immagine esiste perché è stato tolto del materiale, non aggiunto. Dove la superficie è stata lavorata, la luce si concentra e la figura brilla in sottili linee bianche; ovunque al di fuori, il nero originale del disegno diventa il rosso inalterato dello specchio di vetro stesso, trattendola in quasi totale oscurità con l’eccezione del raggio di una singola riflettente luce spot che proviene dall’alto.
Il rosso porta con sé la sua carica. È il colore dell’urgenza, del calore dietro una telefonata tenuta un battito più a lungo, di una decisione già presa prima che la linea si connetta. Trasforma un gesto privato e silenzioso in qualcosa di più simile a un respiro trattenuto.
L’immagine è sempre presente, con o senza luce diretta. Ciò che cambia non è mai il disegno ma la stanza intorno a esso: sotto una luce più forte le graffiature si accecano e il contrasto si approfondisce, rendendo nitido ciò che è già lì. La luce non crea questa immagine. La acuisce.
Poiché la superficie è specchio colorato, non tela, lo spazio intorno a lei continua a mutare. Chiunque si trovi davanti all’opera si ritrova leggermente attratto in quello stesso campo rosso, posando appena dietro alla sua spalla, parte del silenzio al quale sta prestando ascolto. Maestosa da lontano, da vicino la figura si riduce a un campo di graffi sottili che l’occhio ricompone in una donna che tiene un telefono.
Ember on the Line prosegue la serie Art on Mirror di Tijs Dragtsma, in cui immagini graffiate sono imposte su uno specchio di vetro colorato e lo spettatore diventa parte dell’opera. Un linguaggio visivo in cui il danno non è distruzione, ma struttura, e dove lo specchio trasforma lo guardare in partecipazione. Quest’opera è unica.
"Alcune chiamate non cambiano nulla. Altre cambiano tutto prima che una singola parola venga pronunciata."
About Art on Mirror – Red
Art on Mirror è un corpus di opere in cui l’immagine è graffiata su uno specchio colorato, e il mondo davanti all’opera diventa parte di esso. Ogni linea è incisa su una superficie di acrilico rosso profondo. Le graffiature sono sempre presenti, luminose contro il colore, mentre la superficie attorno riflette la stanza, la luce diurna e la persona che guarda.
Da lontano l’immagine è chiara e completa, una figura pallida trattenuta in un campo di rosso. Avvicinandosi, l’opera si apre in una delicata rete di segni individuali, fini e deliberati, ciascuno essenziale al tutto. Dietro e tra di loro lo specchio fa quel che uno specchio fa. Portano la stanza e lo spettatore nella composizione, così gli ambienti nell’opera cambiano con il posto in cui è appesa, mentre l’immagine stessa rimane fissa al suo posto.
La luce non crea l’immagine. La acuisce. Il fondo rosso assorbe e riflette, le linee graffiate prendono e trattengono, e sotto una luce puntata il contrasto si approfondisce finché la figura assume una qualità scultorea, quasi luminosa. In una luce più morbida il colore avanza e l’opera si stabilizza in una tonalità più quieta, senza mai perdere il soggetto.
Rosso è il colore del sangue, del fuoco e di tutto ciò di cui non possiamo restare calmi. Questo è il terreno emotivo contro cui ogni lavoro di questa serie è costruito, e i soggetti sono scelti per appartenere a esso.
Art on Mirror prosegue l’immagine graffiata di Art with Scratch di Tijs Dragtsma su un nuovo sfondo. Dove i lavori in nero traggono potere dall’assenza, questi traggono potere dal riflesso. Lo spettatore non guarda più solo l’opera. Lo spettatore è dentro di essa.
About the Artist
Mi chiamo Tijs Dragtsma, fondatore di TD Fine Art Studio.
Come artista, sono guidato dal costante desiderio di esplorare nuovi linguaggi visivi. Non considero l’arte come uno stile fisso, ma come un campo in evoluzione di scoperta dove materiale, struttura, luce ed emozione si incontrano.
Il mio lavoro spesso inizia da una domanda semplice. Come può un materiale parlare in un modo nuovo. Come può l’ossidazione diventare intimità. Come può la precisione generare emozione. Quella ricerca è al cuore di tutto ciò che creo.
All’interno di TD Fine Art Studio, ogni corpus di opere è affrontato come un proprio mondo, con la propria logica, atmosfera e identità visiva. Alcune opere sono costruite attraverso ritmo, ripetizione e struttura. Altre emergono attraverso assenza, ombra, riflessione o tensione. Quello che le collega è un impegno condiviso per l’originalità, la chiarezza e la presenza emotiva.
Sono affascinato dal contrasto. Tra forza e fragilità. Tra controllo e sentimento. Tra ciò che è visibile e ciò che resta aperto all’interpretazione. Il mio obiettivo non è semplicemente creare un’immagine, ma creare un’opera che tenga l’attenzione, inviti alla riflessione e continui a rivelarsi nel tempo.
TD Fine Art Studio è lo spazio in cui queste esplorazioni si riuniscono. Non è solo uno studio, ma un universo artistico in evoluzione plasmato dalla curiosità, dalla precisione e dall’ambizione di creare opere che appaiano distinte, intenzionali e vive.
