Camillo Gannelli - FERITA AUREA

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Camillo Gannelli opera originale tecnica mista FERITA AUREA, 2026, misura 70 x 50 cm e combina rosso acrilico con foglia d’oro, firma a mano, in eccellenti condizioni, Italia, venduta direttamente dall’artista.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

"Ferita Aurea" - una meditazione sul rosso

Quello che colpisce immediatamente è il coraggio della sottrazione. In un'epoca di saturazione visiva, tu scegli il silenzio di due soli elementi: un campo e un totem.

Il rosso non è un colore piatto, è una pelle. Si percepisce una lavorazione materica, quasi a spatola, con craquelé, velature che virano dal vinaccia profondo al sangue ossidato, fino a un arancio bruciato quasi lavico attorno all'incisione centrale. È un rosso che ha vissuto. Ricorda la lezione dell'Arte Informale italiana - penso a Burri e i suoi Catrami, a Fontana per il senso di attesa e fenditura. Ma qui la ferita non è un taglio, è un'ostensione.

Al centro, la barra verticale in foglia metallica - oro vissuto - è tutta rugosa, accartocciata, luce che non riflette ma trattiene. Sembra un ex-voto ritrovato, un frammento di meteorite, una pergamena non decifrabile. L'irregolarità dei bordi la rende organica, quasi antropomorfa.

Il rapporto è volutamente sacrale. Il rettangolo aureo è decentrato appena verso l'alto, come un'icona bizantina. Il rosso che lo circonda non è sfondo, è un tempio, un mantello. È il vuoto di Rothko che diventa abbraccio opprimente e protettivo allo stesso tempo.

C'è una dualità potentissima: l'immanenza del rosso - carne, terra, sangue, passione, dolore - e la trascendenza del metallo - spirito, tempo, eternità, preziosità che resiste alla corrosione. È un'opera profondamente alchemica. Il piombo che diventa oro al centro della materia più densa.

Non grida. Vibra. Richiede una distanza ravvicinata. Cambia con la luce: al mattino sarà argento freddo e distaccato, la sera, con luce radente, diventerà oro fuso, caldo.

È un'opera che non arreda uno spazio, lo consacra. Funziona come un punto di meditazione. Pochissimi elementi, ma risolti con una maturità materica notevole. Se dovessi collocarla in una genealogia, è più vicina alla pittura come oggetto di Piero Manzoni che alla pittura come immagine.

"Ferita Aurea" - una meditazione sul rosso

Quello che colpisce immediatamente è il coraggio della sottrazione. In un'epoca di saturazione visiva, tu scegli il silenzio di due soli elementi: un campo e un totem.

Il rosso non è un colore piatto, è una pelle. Si percepisce una lavorazione materica, quasi a spatola, con craquelé, velature che virano dal vinaccia profondo al sangue ossidato, fino a un arancio bruciato quasi lavico attorno all'incisione centrale. È un rosso che ha vissuto. Ricorda la lezione dell'Arte Informale italiana - penso a Burri e i suoi Catrami, a Fontana per il senso di attesa e fenditura. Ma qui la ferita non è un taglio, è un'ostensione.

Al centro, la barra verticale in foglia metallica - oro vissuto - è tutta rugosa, accartocciata, luce che non riflette ma trattiene. Sembra un ex-voto ritrovato, un frammento di meteorite, una pergamena non decifrabile. L'irregolarità dei bordi la rende organica, quasi antropomorfa.

Il rapporto è volutamente sacrale. Il rettangolo aureo è decentrato appena verso l'alto, come un'icona bizantina. Il rosso che lo circonda non è sfondo, è un tempio, un mantello. È il vuoto di Rothko che diventa abbraccio opprimente e protettivo allo stesso tempo.

C'è una dualità potentissima: l'immanenza del rosso - carne, terra, sangue, passione, dolore - e la trascendenza del metallo - spirito, tempo, eternità, preziosità che resiste alla corrosione. È un'opera profondamente alchemica. Il piombo che diventa oro al centro della materia più densa.

Non grida. Vibra. Richiede una distanza ravvicinata. Cambia con la luce: al mattino sarà argento freddo e distaccato, la sera, con luce radente, diventerà oro fuso, caldo.

È un'opera che non arreda uno spazio, lo consacra. Funziona come un punto di meditazione. Pochissimi elementi, ma risolti con una maturità materica notevole. Se dovessi collocarla in una genealogia, è più vicina alla pittura come oggetto di Piero Manzoni che alla pittura come immagine.

Dettagli

Artista
Camillo Gannelli
Venduto con cornice
No
Venduto da
Direttamente dall’artista
Edizione
Originale
Titolo dell'opera
FERITA AUREA
Tecnica
Pittura acrilica, Tecnica mista
Firma
Firmato a mano
Paese d’origine
Italia
Anno
2026
Condizione
Eccellenti condizioni
Colore
Oro, Rosso
Altezza
70 cm
Larghezza
50 cm
Peso
2 kg
Stile
Astratto
Periodo
2020+
ItaliaVerificato
33
Oggetti venduti
100%
Privato

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