Pepe Pétalo - El Jardín Prohibido






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Pepe Pétalo, El Jardín Prohibido, dipinto acrilico originale su tela 76 x 90 cm, firmato, in ottime condizioni, 2026, stile contemporaneo sulla cultura popolare, senza telaio, venduto direttamente dall'artista con certificato di autenticità.
Descrizione del venditore
Pepe Pétalo sviluppa un immaginario personale dell’artista, un territorio dove il disegno spontaneo, il gesto intuitivo e la memoria si trasformano in pittura. L’origine della sua opera risale all’adolescenza, quando iniziò a disegnare un omino dalla grande naso nei margini dei suoi appunti scolastici, su tovaglioli di carta o sui libri di testo. Quei scarabocchi, nati quasi come un atto inconscio, sono diventati nel tempo il germe di un linguaggio artistico proprio.
Pepe Pétalo ha sviluppato nel corso di 25 anni la sua carriera professionale presso l’Obra Social della scomparsa Caja de Ahorros del Mediterráneo, dove nell’ultima fase è stato responsabile dell’area Cultura e coordinatore della Collezione di Arte Contemporaneo CAM, attualmente situata al Museo di Arte Contemporanea di Alicante (MACA). Da quella posizione ha partecipato attivamente alla progettazione e all’organizzazione di numerose mostre itineranti in tutta la geografia spagnola, nonché alla promozione di artisti emergenti.
Nel corso della sua carriera ha avuto l’opportunità di conoscere e collaborare con importanti creatori quali Carmen Calvo, Eduardo Arroyo, Cristina García Rodero e Cristina de Middel, quest’ultima presidente dell’Agenzia Magnum Photos (Premio Princesa de Asturias de la Concordia). Questa vicinanza all’arte contemporanea dal punto di vista della gestione culturale ha nutrito la sua visione, sebbene la sua proposta pittorica rimanga fedele alla freschezza e all’autenticità della traccia originale.
La pittura di Pepe Pétalo non cerca solennità né distanza. Al contrario, intende essere un richiamo al sorriso, alla distrazione e al reincontro con quella parte ludica che spesso si dissolve nella vita adulta. I suoi ominetti e scarabocchi, apparentemente semplici, nascondono una riflessione sull’identità, sulla memoria e sulla capacità di creare senza paura del giudizio.
“Universo Pétalo. Omini e scarabocchi” significa, in definitiva, la consolidazione pubblica di un universo artistico che ha accompagnato l’autore fin dalla sua giovinezza e che ora si dispiega con maturità, coerenza e una chiara vocazione a connettersi con lo spettatore dall’emozione diretta, dalla complicità...e perché no... dall’umorismo.
Il Giardino Proibito ci invita ad entrare in un territorio enigmatico, dove la natura sembra crescere attraverso segni, scarabocchi e tracciati di colore. Su uno sfondo terroso e scuro compaiono forme che ricordano fiori, radici, rami e organismi immaginari, attraversati da linee nere che sembrano sentieri o confini. I colori intensi — turchesi, rossi, gialli, rosa e bianchi — creano una energia selvaggia, come se il giardino fosse vivo e nascondesse qualcosa che non possiamo decifrare. In diversi spazi emergono piccoli simboli e scritture inventate, autentici linguaggi segreti che suggeriscono messaggi celati. L’opera gioca così tra il vegetale e il misterioso, tra lo spontaneo e lo simbolico, trasformando il dipinto in una porta verso un mondo nuovo e sconosciuto.
Le dimensioni marcate dell’opera sono quelle del quadro una volta steso e montato sulla telaio. Le misure reali della tela sono superiori per poter eseguire il suo montaggio.
L’opera va senza telaio (imbalaggio professionale, avvolta in un tubo). Si consegna con certificato di autenticità.
Puoi seguire la mia opera su Instagram
@pepepetalo
Pepe Pétalo sviluppa un immaginario personale dell’artista, un territorio dove il disegno spontaneo, il gesto intuitivo e la memoria si trasformano in pittura. L’origine della sua opera risale all’adolescenza, quando iniziò a disegnare un omino dalla grande naso nei margini dei suoi appunti scolastici, su tovaglioli di carta o sui libri di testo. Quei scarabocchi, nati quasi come un atto inconscio, sono diventati nel tempo il germe di un linguaggio artistico proprio.
Pepe Pétalo ha sviluppato nel corso di 25 anni la sua carriera professionale presso l’Obra Social della scomparsa Caja de Ahorros del Mediterráneo, dove nell’ultima fase è stato responsabile dell’area Cultura e coordinatore della Collezione di Arte Contemporaneo CAM, attualmente situata al Museo di Arte Contemporanea di Alicante (MACA). Da quella posizione ha partecipato attivamente alla progettazione e all’organizzazione di numerose mostre itineranti in tutta la geografia spagnola, nonché alla promozione di artisti emergenti.
Nel corso della sua carriera ha avuto l’opportunità di conoscere e collaborare con importanti creatori quali Carmen Calvo, Eduardo Arroyo, Cristina García Rodero e Cristina de Middel, quest’ultima presidente dell’Agenzia Magnum Photos (Premio Princesa de Asturias de la Concordia). Questa vicinanza all’arte contemporanea dal punto di vista della gestione culturale ha nutrito la sua visione, sebbene la sua proposta pittorica rimanga fedele alla freschezza e all’autenticità della traccia originale.
La pittura di Pepe Pétalo non cerca solennità né distanza. Al contrario, intende essere un richiamo al sorriso, alla distrazione e al reincontro con quella parte ludica che spesso si dissolve nella vita adulta. I suoi ominetti e scarabocchi, apparentemente semplici, nascondono una riflessione sull’identità, sulla memoria e sulla capacità di creare senza paura del giudizio.
“Universo Pétalo. Omini e scarabocchi” significa, in definitiva, la consolidazione pubblica di un universo artistico che ha accompagnato l’autore fin dalla sua giovinezza e che ora si dispiega con maturità, coerenza e una chiara vocazione a connettersi con lo spettatore dall’emozione diretta, dalla complicità...e perché no... dall’umorismo.
Il Giardino Proibito ci invita ad entrare in un territorio enigmatico, dove la natura sembra crescere attraverso segni, scarabocchi e tracciati di colore. Su uno sfondo terroso e scuro compaiono forme che ricordano fiori, radici, rami e organismi immaginari, attraversati da linee nere che sembrano sentieri o confini. I colori intensi — turchesi, rossi, gialli, rosa e bianchi — creano una energia selvaggia, come se il giardino fosse vivo e nascondesse qualcosa che non possiamo decifrare. In diversi spazi emergono piccoli simboli e scritture inventate, autentici linguaggi segreti che suggeriscono messaggi celati. L’opera gioca così tra il vegetale e il misterioso, tra lo spontaneo e lo simbolico, trasformando il dipinto in una porta verso un mondo nuovo e sconosciuto.
Le dimensioni marcate dell’opera sono quelle del quadro una volta steso e montato sulla telaio. Le misure reali della tela sono superiori per poter eseguire il suo montaggio.
L’opera va senza telaio (imbalaggio professionale, avvolta in un tubo). Si consegna con certificato di autenticità.
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