Cesto di prestigio in perle - Tutsi - Ruanda (Senza prezzo di riserva)





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Cesto di prestigio ricamato con perle dal Ruanda, agaseke tutsi con coperchio conico, periodo Milieu XX secolo, altezza circa 12 cm, diametro 6 cm, unico esemplare, in buone condizioni, autentico/ufficiale.
Descrizione del venditore
Cestino coperto perlato tutsi (agaseke), Ruanda
Questo piccolo contenitore, alto circa 12 cm e di diametro 6 cm, appartiene alla famiglia dei cesti di prestigio tutsi noti con i nomi di agaseke o igiseke. La sua struttura è realizzata in intreccio fine con la tecnica dell'avvolgimento, a partire da fibre vegetali intrecciate, visibili all'interno del corpo.
L'esterno è interamente ricoperto da un tessuto tessuto molto stretto di perle di vetro importate, disposte secondo un motivo a rombi rossi, bianchi e blu scuro sul corpo del recipiente, mentre il coperchio conico, prolungato da una punta affilata caratteristica, mostra un gioco di bande e triangoli rossi e bianchi.
Questa ornatura perlata, cucita o fissata filo a filo sull'intreccio, testimonia una lavorazione tessile meticolosa propria delle artigiane della regione dei Grandi Laghi.
Questo tipo di oggetto si ricollega a una produzione sviluppatasi soprattutto a partire dalla fine del XIX secolo e durante il XX secolo, periodo in cui l'arrivo massiccio di perle di scambio europee, attraverso le rotte commerciali est-africane, ha permesso la loro integrazione nelle arti decorative locali, in complemento o in sostituzione dei motivi dipinti o intrecciati tradizionali.
Functionalmente, questi piccoli cesti servivano a conservare oggetti preziosi della casa: ornamenti personali, perle, tabacco o piccole derrate. Le loro dimensioni ridotte e la finezza della loro esecuzione indicano un uso domestico di prestigio piuttosto che un utilità comune; i più grandi esemplari della stessa famiglia tipologica potevano anche accompagnare doni di matrimonio, simulando l'abbondanza e lo status sociale della famiglia che li offriva.
Nella società tutsi tradizionale, fortemente gerarchizzata, la detenzione di vannerie fini perlée faceva parte degli attributi dell'élite pastorale: esse ornavano gli interni delle abitazioni e accompagnavano le cerimonie importanti. Sul piano della storia delle arti africane, questi cesti con coperchio appuntito rientrano tra gli oggetti più riconoscibili della produzione ruandese e burundese, accanto agli scudi di danza e ai bastoni cerimoniali perlati.
Qualche perlina mancante in cima al cappello e sul suo bordo.
Cestino coperto perlato tutsi (agaseke), Ruanda
Questo piccolo contenitore, alto circa 12 cm e di diametro 6 cm, appartiene alla famiglia dei cesti di prestigio tutsi noti con i nomi di agaseke o igiseke. La sua struttura è realizzata in intreccio fine con la tecnica dell'avvolgimento, a partire da fibre vegetali intrecciate, visibili all'interno del corpo.
L'esterno è interamente ricoperto da un tessuto tessuto molto stretto di perle di vetro importate, disposte secondo un motivo a rombi rossi, bianchi e blu scuro sul corpo del recipiente, mentre il coperchio conico, prolungato da una punta affilata caratteristica, mostra un gioco di bande e triangoli rossi e bianchi.
Questa ornatura perlata, cucita o fissata filo a filo sull'intreccio, testimonia una lavorazione tessile meticolosa propria delle artigiane della regione dei Grandi Laghi.
Questo tipo di oggetto si ricollega a una produzione sviluppatasi soprattutto a partire dalla fine del XIX secolo e durante il XX secolo, periodo in cui l'arrivo massiccio di perle di scambio europee, attraverso le rotte commerciali est-africane, ha permesso la loro integrazione nelle arti decorative locali, in complemento o in sostituzione dei motivi dipinti o intrecciati tradizionali.
Functionalmente, questi piccoli cesti servivano a conservare oggetti preziosi della casa: ornamenti personali, perle, tabacco o piccole derrate. Le loro dimensioni ridotte e la finezza della loro esecuzione indicano un uso domestico di prestigio piuttosto che un utilità comune; i più grandi esemplari della stessa famiglia tipologica potevano anche accompagnare doni di matrimonio, simulando l'abbondanza e lo status sociale della famiglia che li offriva.
Nella società tutsi tradizionale, fortemente gerarchizzata, la detenzione di vannerie fini perlée faceva parte degli attributi dell'élite pastorale: esse ornavano gli interni delle abitazioni e accompagnavano le cerimonie importanti. Sul piano della storia delle arti africane, questi cesti con coperchio appuntito rientrano tra gli oggetti più riconoscibili della produzione ruandese e burundese, accanto agli scudi di danza e ai bastoni cerimoniali perlati.
Qualche perlina mancante in cima al cappello e sul suo bordo.

