Jean Neuberth (1915-1996) - Abstraction






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Abstrazione, dipinto a olio su carta di Jean Neuberth, Francia, 1980–1990, 49,7 × 65 cm, firmato sul lato destro e in buone condizioni.
Descrizione del venditore
Grande dipinto originale realizzato a olio su carta dall'artista Jean Neuberth (1915-1996)
Titolo : Astratte
Artista : Jean Neuberth (1915-1996)
Tecnica : olio su carta
Stile : astratto
Firma : firmato sul lato destro
Localizzato sul retro a Parigi e datato « 1980-92 » (sicuramente un lavoro iniziato nel 1980, poi ritoccato dall’artista nel 1992)
Formato : 49,7 x 65 cm
Stato : buono stato
Consegna : l’invio sarà arrotolato
Jean Neuberth è un artista francese nato il 23 novembre 1915 a Parigi.
Pittore, pittore a tempera, disegnatore. Astratto polymorfo.
Fu aviator militare, acrobata paracadutista. Si occupò anche di teatro. Nel 1942 fece parte di un'orchestra sinfonica. Fu pianista di bar, guardiano notturno, speaker alla radio di Montpellier, dove viveva.
Negli anni Trenta aveva conosciuto Henri Closon, uno dei primi pittori astratti francesi, che lo avvicinò alla pittura. Dal 1937 partecipò alle rare esposizioni d’arte astratta organizzate in Francia. Non si dedicò pienamente alla pittura che dopo il 1942.
Nel 1949, insieme a Francis Bott e Michel Seuphor ( figura di rilievo dell’arte astratta), organizzò una mostra di arte astratta al Musée de Nîmes. A partire dal 1950 partecipò al Salon des Réalités Nouvelles di Parigi. Nel 1950, il Musée de Montpellier gli dedicò una retrospettiva personale. Fino a una nuova mostra personale a Parigi nel 1993, alla galleria Sculptures, non si era più fatto avanti pubblicamente, pur continuando a lavorare.
Nel corso della sua carriera, le sue composizioni astratte si collocano in diversi modi. In un primo momento, a volte un arabesco ininterrotto lasciava la propria traccia intrecciata sulla superficie della tela, come la nostalgia delle antiche evoluzioni nel cielo. Successivamente ha soprattutto usato la gouache per effetti di materia, meno «aerei» e al di fuori della gestualità, mirando piuttosto a una contemplazione sognante. Negli anni Settanta, abbandona la gouache per orientarsi verso il disegno e i collage. I suoi disegni a penna, di impeccabile rigore, ricordano i grafismi poetici del suo amico Michel Seuphor.
Grande dipinto originale realizzato a olio su carta dall'artista Jean Neuberth (1915-1996)
Titolo : Astratte
Artista : Jean Neuberth (1915-1996)
Tecnica : olio su carta
Stile : astratto
Firma : firmato sul lato destro
Localizzato sul retro a Parigi e datato « 1980-92 » (sicuramente un lavoro iniziato nel 1980, poi ritoccato dall’artista nel 1992)
Formato : 49,7 x 65 cm
Stato : buono stato
Consegna : l’invio sarà arrotolato
Jean Neuberth è un artista francese nato il 23 novembre 1915 a Parigi.
Pittore, pittore a tempera, disegnatore. Astratto polymorfo.
Fu aviator militare, acrobata paracadutista. Si occupò anche di teatro. Nel 1942 fece parte di un'orchestra sinfonica. Fu pianista di bar, guardiano notturno, speaker alla radio di Montpellier, dove viveva.
Negli anni Trenta aveva conosciuto Henri Closon, uno dei primi pittori astratti francesi, che lo avvicinò alla pittura. Dal 1937 partecipò alle rare esposizioni d’arte astratta organizzate in Francia. Non si dedicò pienamente alla pittura che dopo il 1942.
Nel 1949, insieme a Francis Bott e Michel Seuphor ( figura di rilievo dell’arte astratta), organizzò una mostra di arte astratta al Musée de Nîmes. A partire dal 1950 partecipò al Salon des Réalités Nouvelles di Parigi. Nel 1950, il Musée de Montpellier gli dedicò una retrospettiva personale. Fino a una nuova mostra personale a Parigi nel 1993, alla galleria Sculptures, non si era più fatto avanti pubblicamente, pur continuando a lavorare.
Nel corso della sua carriera, le sue composizioni astratte si collocano in diversi modi. In un primo momento, a volte un arabesco ininterrotto lasciava la propria traccia intrecciata sulla superficie della tela, come la nostalgia delle antiche evoluzioni nel cielo. Successivamente ha soprattutto usato la gouache per effetti di materia, meno «aerei» e al di fuori della gestualità, mirando piuttosto a una contemplazione sognante. Negli anni Settanta, abbandona la gouache per orientarsi verso il disegno e i collage. I suoi disegni a penna, di impeccabile rigore, ricordano i grafismi poetici del suo amico Michel Seuphor.
