Ben Vautier (1935) - The artist is a joker





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Ben Vautier, serigrafia Hand signed The artist is a joker, edizione limitata Pop Art (28 x 21 cm) prodotta in Italia tra il 1970 e il 1980 e numerata con l’edizione Bolaffi Arte Torino e l’autenticazione a stampo dell’editore; cornice non inclusa, stato buono.
Descrizione del venditore
Ben Vautier - L'artista è un joker
Year: 1977
Autografata a mano, serigrafia, opera in rilievo
Edizione Bolaffi Arte Torino
Numerata
Autenticazione con timbro in rilievo dell'editore.
Cornice non inclusa.
Dimensioni: 28 x 21 cm
L'arte testuale e concettuale di Ben Vautier riecheggia intrinsecamente gli spiriti ribelli di Picasso, Dalí, Warhol e Banksy, interrogandosi costantemente sulla vera definizione dell'arte stessa. Proprio come Pablo Picasso, Vautier usa una pungente arguzia per frantumare l'estetica convenzionale, mentre il suo abbracciare l'assurdo e l'inconscio riflette le provocazioni surrealiste di Salvador Dalí. Inoltre, la sua critica al consumismo e alla democratizzazione dell'arte si allinea perfettamente con la filosofia della Pop Art di Andy Warhol, proprio come il suo uso del testo pubblico e affermazioni dirette e stimolanti anticipano la critica sovversiva della street art di Banksy. In definitiva, Vautier condivide un filo comune con questi maestri: utilizzare l'ironia e la sovversione per dimostrare che l'arte non è solo un oggetto da ammirare, ma un terreno concettuale pensato per sconvolgere lo status quo.
Ben Vautier - L'artista è un joker
Year: 1977
Autografata a mano, serigrafia, opera in rilievo
Edizione Bolaffi Arte Torino
Numerata
Autenticazione con timbro in rilievo dell'editore.
Cornice non inclusa.
Dimensioni: 28 x 21 cm
L'arte testuale e concettuale di Ben Vautier riecheggia intrinsecamente gli spiriti ribelli di Picasso, Dalí, Warhol e Banksy, interrogandosi costantemente sulla vera definizione dell'arte stessa. Proprio come Pablo Picasso, Vautier usa una pungente arguzia per frantumare l'estetica convenzionale, mentre il suo abbracciare l'assurdo e l'inconscio riflette le provocazioni surrealiste di Salvador Dalí. Inoltre, la sua critica al consumismo e alla democratizzazione dell'arte si allinea perfettamente con la filosofia della Pop Art di Andy Warhol, proprio come il suo uso del testo pubblico e affermazioni dirette e stimolanti anticipano la critica sovversiva della street art di Banksy. In definitiva, Vautier condivide un filo comune con questi maestri: utilizzare l'ironia e la sovversione per dimostrare che l'arte non è solo un oggetto da ammirare, ma un terreno concettuale pensato per sconvolgere lo status quo.

