yoël benharrouche - L’homme à la corbeille de fruit






Laureata commissario d’asta francese, ha lavorato nel reparto valutazioni di Sotheby’s Parigi.
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Dipinto originale ad olio di Yoël Benharrouche intitolato L’homme à la corbeille de fruit, del 2004, provenienza Israele, 55 × 46 cm, periodo 2000-2010, stile espressionista, ritratto di un uomo con cestino di frutta sulla testa; firmato, buone condizioni.
Descrizione del venditore
Opera originale di Yoël Benharrouche, artista pittore e scultore israeliano nato nel 1961 a Beersheba. Il suo lavoro si caratterizza per una palette particolarmente luminosa, una figurazione stilizzata e composizioni in cui le forme geometriche, il colore e la dimensione simbolica occupano un posto centrale. Le sue opere sono soprattutto segnate da influenze cubiste, simboliste e Fauve, pur mantenendo un linguaggio plastico personale.
Questa composizione rappresenta un uomo che porta sulla testa una imponente cesta piena di frutti. Il personaggio è presentato di profilo, in mezzo a un ambiente vegetale trattato in una successione di forme e di pennellate colorate.
La costruzione dell’opera si basa su grandi campiture e frammenti geometrici che strutturano l’abbigliamento, la silhouette e il paesaggio. I gialli, arancioni, rossi e ochre dominano la composizione e sono bilanciati da verdi, azzurri e sfumature terrose. Questa opposizione tra colori caldi e freddi conferisce all’opera un carattere particolarmente vibrante.
La cesta di frutti costituisce il punto forte della composizione. Oltre alla funzione narrativa, la frutta occupa un posto importante nell’immaginario di Benharrouche e può essere associata a nozioni di abbondanza, vita, trasmissione e spiritualità. Questa dimensione simbolica condivide l’interesse dell’artista per temi spirituali e i testi della tradizione ebraica.
Il trattamento del volto e del corpo, volutamente semplificato, così come i contorni marcati e la frammentazione delle superfici danno alla scena un’estetica vicina a certe ricerche del cubismo, senza però costituire un’opera cubista nel senso storico del movimento. Benharrouche sviluppa piuttosto una figurazione contemporanea personale, nutrita in particolare da Chagall, Picasso e Miró.
Nato in Israele nel 1961, Benharrouche arriva a Nizza nel 1974 e lì prosegue la sua formazione artistica agli Écoles des Beaux-Arts. Dopo diversi anni dedicati all’insegnamento e alla pratica artistica in Francia, torna in Israele nel 1993. La sua opera è profondamente legata alla luce, alla spiritualità, alla storia e ai paesaggi della sua terra natale.
Opera originale di Yoël Benharrouche, artista pittore e scultore israeliano nato nel 1961 a Beersheba. Il suo lavoro si caratterizza per una palette particolarmente luminosa, una figurazione stilizzata e composizioni in cui le forme geometriche, il colore e la dimensione simbolica occupano un posto centrale. Le sue opere sono soprattutto segnate da influenze cubiste, simboliste e Fauve, pur mantenendo un linguaggio plastico personale.
Questa composizione rappresenta un uomo che porta sulla testa una imponente cesta piena di frutti. Il personaggio è presentato di profilo, in mezzo a un ambiente vegetale trattato in una successione di forme e di pennellate colorate.
La costruzione dell’opera si basa su grandi campiture e frammenti geometrici che strutturano l’abbigliamento, la silhouette e il paesaggio. I gialli, arancioni, rossi e ochre dominano la composizione e sono bilanciati da verdi, azzurri e sfumature terrose. Questa opposizione tra colori caldi e freddi conferisce all’opera un carattere particolarmente vibrante.
La cesta di frutti costituisce il punto forte della composizione. Oltre alla funzione narrativa, la frutta occupa un posto importante nell’immaginario di Benharrouche e può essere associata a nozioni di abbondanza, vita, trasmissione e spiritualità. Questa dimensione simbolica condivide l’interesse dell’artista per temi spirituali e i testi della tradizione ebraica.
Il trattamento del volto e del corpo, volutamente semplificato, così come i contorni marcati e la frammentazione delle superfici danno alla scena un’estetica vicina a certe ricerche del cubismo, senza però costituire un’opera cubista nel senso storico del movimento. Benharrouche sviluppa piuttosto una figurazione contemporanea personale, nutrita in particolare da Chagall, Picasso e Miró.
Nato in Israele nel 1961, Benharrouche arriva a Nizza nel 1974 e lì prosegue la sua formazione artistica agli Écoles des Beaux-Arts. Dopo diversi anni dedicati all’insegnamento e alla pratica artistica in Francia, torna in Israele nel 1993. La sua opera è profondamente legata alla luce, alla spiritualità, alla storia e ai paesaggi della sua terra natale.
